Così ci presentavamo prima degli Australian Open 2016:
"La parte bassa di tabellone ci regala subito uno scontro epico tra Rafa e uno dei suoi più fedeli e storici servi: Verdasco" e fin qui tutto bene, 5 set ci sono stati, così come le 4 ore e passa di match.
Però continuavamo:
"E' veramente inutile rivelarvi chi vincerà... Rendiamola semplice: per quanto se ne possa dire di Nadal, al momento ha dimostrato che comunque vince, basta che dall'altra parte non ci sia Djokovic. Tutto il resto è da dimostrare, il 2015 è già molto lontano"
Che dire... siamo in splendida forma, a questo giro coi nostri pronostici abbiamo addirittura fatto vincere Verdasco, in un match epico, che spezza le catene della schiavitù e segna la rivincita alla semi del 2009. A Nando nun je devi caga'r'cazzo, le cose se le lega al dito e al primo turno del primo Slam del 2016 ha servito una dolce vendetta gelida di 7 anni a Rafa. Vamos.
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martedì 19 gennaio 2016
#AusOpen2016: 1° turno. Verdasco rompe le catene e batte Nadal. Bene Seppi e Bolelli
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domenica 17 gennaio 2016
Australian Open 2016: il tabellone. Anno nuovo, baci della morte vecchi
Salve carissimi, eccoci arrivati a quello che per ogni appassionato di tennis è il vero capodanno: gli Australian Open. Nelle settimane precedenti abbiamo visto tanti piccoli contentini per ammazzare il tempo, esibizioni, Djokovic giocare come un umanoide, addirittura Bautista Agut e Troicki vincere un 250, quindi volenti o nolenti, siamo costretti a sperare che il vero 2016 tennistico cominci a Melbourne. Al comando del tabellone i soliti noti: Djokovic, Murray, Federer, Wawrinka e Nadal. Non manca il mini esercito italiano: Seppi, Lorenzi, Bolelli, Cecchinato e Fognini, quest'ultimo addirittura testa di serie numero 20. Le premesse ci son tutte, mancano soltanto i nostri immancabili baci della morte e il quadretto è completo.
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lunedì 2 febbraio 2015
Australian Open 2015: Djokovic è tornato al potere con un tennis mediocre. E' bastato
E siamo a 5, con gli ultimi quasi consecutivi se non fosse per Wawrinka che l'anno scorso ci ha messo una pezza. Djokovic ancora una volta dimostra che gli Australian Open sono il suo torneo. Quando tutti gli altri sono ancora in rodaggio, stanno recuperando dalle fatiche della stagione precedente o semplicemente pensano di essere a posto, ma non lo sono neanche minimamente, lui riesce ad essere già con la testa sul campo da tennis, pronto a fare l'indispensabile per vincere. Ecco che automaticamente tutti gli occhi saranno puntati su di lui almeno fino al Roland Garros, visto che solo il serbo per il 2015 avrà la possibilità di conquistare il tanto bramato Grande Slam. Siamo però ben lontani dagli standard dell'anno magico che lo faceva sembrare semplicemente impenetrabile. Ciò che ora lo aiuta è il fatto che se lui è messo male, gli altri allora dovrebbero meditare la pensione. La fine di questi Australian Open ha dimostrato che i big stanno a un basso livello e i giovani non sono arrivati nemmeno a pareggiare il gap, per avere il preannunciato anno della transizione. Tutto si sta muovendo per regalarci un 2015 di noiosa mediocrità. Potrebbe quindi essere veramente la volta buona che il serbo vinca il Grande Slam, senza nessuno che gli metta i bastoni tra le ruote, se non se stesso.
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venerdì 30 gennaio 2015
Australian Open 2015: Djokovic soffre, ma non basta, è finale contro Murray
Dimentichiamoci, o meglio, salutiamo questa immagine che tante gioie ci ha regalato a inizio 2014. Nella giornata appena terminata Djokovic ha sì sofferto contro Wawrinka, ma lo svizzero, dopo essere riuscito ad agganciare il serbo, fino a portarlo al quinto, è crollato di botto concedendosi miseramente con un 6-0 nell'ultimo parziale. Effettivamente, dopo ore di gioco, un uovo è stato più che gradito come spuntino post partita da parte di Stan, ma forse era il caso di continuare la dieta per almeno altri trenta minuti. Non è stato un match bellissimo, troppi alti e bassi rispetto ai precedenti che ci hanno regalato agli Australian Open. I due hanno dominato a fasi alterne e la vera differenza l'ha fatta Djokovic, che si è concesso gli sforzi giusti nei set dispari, quelli essenziali per vincere. Su Wawrinka avevamo fiducia pari a zero fino al match contro Nishikori. Dopo averlo visto dominare sul samurai, avevamo presupposto avesse adottato una tattica durante il torneo per preservarsi agli ultimi incontri, i più tosti. In parte era una teoria giusta. La seconda metà di verità è che quest'anno lo svizzero, una volta mostratosi al 100% delle sue forze, difettava di quel pelo di forza extra che in passato gli ha permesso di lottare alla pari o sovrastare il serbo. Nole infatti ha indubbiamente sofferto in certe parti, ma nel complesso non è mai sembrato potesse andare col cervello in pappa, come invece gli era successo nei precedenti due confronti a Melbourne.
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mercoledì 28 gennaio 2015
Australian Open 2015: Berdych disintegra Nadal, bene Murray, Wawrinka e Djokovic
E' accaduto l'esatto opposto di quello che non solo noi, ma tutto il mondo si aspettava. Dopo 9 anni di miseri fallimenti, Berdych ha letteralmente piallato Nadal, ma talmente tanto che si è anche concesso il lusso di rifilargli un 6-0 in uno slam. E' stata una lotta impari nella quale lo spagnolo non ha nemmeno travato spazi per lanciare i suoi irritanti "Vamos". Questo perché è riuscito ad incassare un numero misero e insignificante di punti. Dall'altra parte del campo invece il ceco ha subissato l'avversario di vincenti killer e chiuso il 96% degli scambi dopo tre, massimo quattro colpi. Soderling 2009 si è impossessato di Tomas tanto da renderlo irriconoscibile. In questo match ha addirittura usato variazioni sul suo classico tema monotono e una tattica dinamica dall'inizio alla fine capace di annientare anche le improvvise risalite dello spagnolo, che in carriera gli hanno permesso di ribaltare un numero incredibile di partite e allo stesso tempo cambiare la storia del tennis. Non stavolta, 6-2 6-0 7-6 e a casa. Certo, il tie-break fosse andato a Rafa forse ora staremmo qui a parlare di un suo solito miracolo Slam al quinto, ma i meriti di Berdych stanno anche nell'essere riuscito a chiudere la pratica prima di risvegliare il can che dorme.
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lunedì 26 gennaio 2015
Australian Open 2015: Per un punto Andreas perse il quarto. Kyrgios avanza, bene i big
Niente da fare per Seppi, il super miracolo non si è avverato. Forse troppi bonus erano già stati spesi contro Federer e con Kyrgios quel pizzico extra per chiudere positivamente è mancato. Ciò non toglie che il match è stato per i primi due parziali a senso unico, con esecuzione impeccabile da parte dell'azzurro: un break assestato nel game giusto e set in saccoccia. Il tutto accompagnato a delle prodezze che non ci saremmo mai aspettati da Seppi. Forse il suo unico vero errore è stato quello di rilassarsi a inizio terzo parziale, perché perdere il servizio in apertura è stata la molla che ha permesso al pubblico di crederci e di riflesso a Kyrgios, che ha tratto molta forza dai suoi sostenitori. Probabilmente, non avessero giocato in Australia, ora staremmo a parlare di altro. Sappiamo bene che coi "se" e coi "ma" non si fa la storia, ma agli Australian Open sembra di stare in uno stadio cafone di calcio e il casino a favore di uno è una carica non indifferente, mentre trovarselo contro è solo una distrazione. Specialmente a tennis. Terzo set a parte, Seppi ha provato a non farsi schiacciare da tutto l'ambiente circostante, anzi ha avuto match point al quarto e al quinto è stato capace di recuperare un break quando ormai sembrava perso. Non è bastato. Sfuma quindi un sogno per il Kid di Caldaro che ora ha il compito di non fare come tutti gli altri italiani e mantenere il nuovo standard per il resto dell'anno, piuttosto che sparire miseramente e diventare una barzelletta.
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sabato 24 gennaio 2015
Australian Open 2015: Seppi e nient'altro che Seppi, il Kid di Caldaro elimina Federer
23 gennaio 2015: la storia è stata riscritta. Nel primo Slam di stagione Seppi beffa Federer, numero 2 del mondo, giocando un match impeccabile. Così da ieri i campi e il cielo di Melbourne sono ancora più azzurri. Noi siamo stati gli unici a crederci veramente e, mentre tutti davano per scontata la vittoria di Roger, scrivevamo "Terminator Seppi è già pronto ad aspettare al varco Federer, per vendicare il compatriota - Bolelli -. Il Kid di Caldaro è infatti riuscito agevolmente a battere Chardy e non vede l'ora di triturare anche lo svizzero". Siamo troppo avanti. Tra l'altro la vittoria è giunta in soli quattro set, ben sotto gli standard del Kid di Caldaro. E' stata una lotta di nervi giocata a colpi di break, controbreak, palle break e tie-break. Un'assonanza sinfonica che porta in gloria Seppi dopo un incontro peRFetto, chiuso con quello che sarà l'hot shot dell'anno e i complimenti dello svizzero, per manifesta inferiorità. E ora si può anche provare ad essere ingordi, visto che il prossimo turno dell'italiano sarà contro Kyrgios che è sì il nuovo idolo di casa, ma non proprio nel pieno della forma. Del resto l'australiano non ha mai vinto in tre set, se non nell'ultimo turno, ma opposto a Jaziri, un giocatore da Challenger che non sa nemmeno lui cosa ci faceva al terzo turno di uno Slam. Bisogna crederci.
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giovedì 22 gennaio 2015
Australian Open 2015: Nadal rischia parecchio, nessun problema per gli altri big. Seppi c'è!
Questa che vedere non è la foto di Nadal commosso per aver vinto gli Australian Open 2015 (o per lo meno non ancora...), ma l'immagine di Rafa che ringrazia contemporaneamente Odino, Allah, Dio, Satana, Zeus e Vishnu per essere riuscito a vincere in extremis e con tanta fatica al quinto contro Smyczek: americano (così c'è scritto nel profilo), classe '87, numero 112 del mondo, fino a ieri ritenuto frutto di un addetto ATP che si era addormentato sulla tastiera schiacciando lettere a caso. Il baldo Tim, approfittando di una giornata di particolare grazia e di un Nadal al limite del presentabile (complice anche la sua mise), è riuscito a portare il campione maiorchino al quinto, dopo essere stato anche in vantaggio nel conto set. Poi ovviamente, la paura di battere un big come Rafa ha generato in lui quella valanga di compassione che sta facendo campare lo spagnolo da anni ormai, in tutto ciò che non è terra rossa. Morale della favola: Nadal è al terzo turno e, da buon Saiyan, ciò che non lo uccide, lo fortifica. Quindi non spaventiamoci se lo dovessimo vedere spingersi molto avanti nel torneo, nonostante questo pessimo inizio anno.
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martedì 20 gennaio 2015
Australian Open 2015: molti si mettono in "evidenza", nessuno quanto Fognini e Gulbis
Questa che vedete è la foto di gruppo fatta dai giocatori prima degli Australian Open 2015. C'è veramente poco da dire da questo inizio Slam, se non che il leitmotiv non è il bel tennis, ma il pugno nell'occhio delle divise fluo della maggior parte dei giocatori. Addirittura anche Federer è stato sponsorizzato dall'ANAS, quindi figuriamoci gli altri. In questo tripudio di colori ci sono due i geniacci del primo turno: Gulbis e Fognini. Il primo è riuscito a perdere da Kokkinakis dopo aver buttato all'aria 4 match point al quarto. L'italiano invece, da vero intenditore di compassione, ha mantenuto l'umiltà stando ben lontano dalla vittoria e concedendosi miseramente all'avversario, dopo aver fatto "lo sforzo" di vincere il primo set. Molto bene invece gli altri tre azzurri: Lorenzi ha battuto facile un acciaccato Dolgopolov, Bolelli ha eliminato Monaco e Seppi ha triturato in scioltezza al quinto Istomin. Nessun problema per quanto riguarda i very big. Ma non perdiamo altro tempo e vediamo nel dettaglio cosa è successo in questi due lunghi giorni.
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domenica 18 gennaio 2015
Australian Open 2015: gioie e dolori (al polso) del tabellone
Pensavamo che la vittoria su Fognini a Sydney gli avrebbe dato la forza psicologica definitiva (!) per la risalita e invece il primo forfait degli Australian Open 2015 ha il nome di Juan Martin Del Potro. Sempre il solito problema per lui: il polso, che l'ha tenuto fuori dai giochi per mesi e continuerà a farlo nel futuro. E così in questo tabellone, che ci fa sperare ben poco, si volatilizza subito quello che sarebbe potuto essere un interessante primo turno tra Janowicz e l'argentino. Per il resto abbiamo Nadal per Federer e Wawrinka con Djokovic. Riuscirà Svizzera 2 a confermare il titolo del 2014? Proviamo a scoprirlo grazie alla nostra immancabile analisi (leggasi baci della morte senza ritegno) quarto per quarto.
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venerdì 31 gennaio 2014
Cos'è il tennis?
di Andrea Giannuzzi
Se chiedete a 50 appassionati cosa sia il tennis ed escludete le risposte da dizionario, avrete 50 responsi diversi; è uno sport talmente complesso e semplice allo stesso tempo, che in alcuni casi farebbe impazzire persino Freud.
Pensiamo, per esempio, alla partita di domenica tra Stan e Rafa. Lo svizzero era sceso in campo senza nulla da perdere, non era il favorito e non avrebbe mai creduto di trovarsi lì. I due iniziano e Nadal si trova davanti una macchina che tira tutto a 100 km/h senza paura; sicuramente non se lo sarebbe mai aspettato. Nel momento in cui Wawrinka, complice l'infortunio dello spagnolo, ha capito cosa stesse per realizzare, irrigidendosi ha iniziato a sbagliare tutto; nel finale, però, l'ultimo scatto d'orgoglio gli ha permesso di compiere l'impresa più grande della sua vita.
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ControBreakkaro
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lunedì 27 gennaio 2014
Australian Open 2014: la finale. A Melbourne succede l'imprevedibile e Wawrinka alza il trofeo!
Finalmente si può ricominciare a dormire! Sonni tranquilli, ci sentiamo di aggiungere, perché quello che è successo in queste settimane di Melbourne è la dimostrazione che il Dio del tennis si è altamente rotto le palle di scene, scenate, scenette, scuse, lamentele, corse e corsette. Stanislas Wawrinka, zitto e nell'ombra, ha vinto l'edizione 2014 degli Australian Open. Uno Slam! Chi se lo aspettava? Noi sicuramente no ed è per questo che la sorpresa ci fa godere non poco. Se poi ci aggiungiamo che Stan ha battuto uno che ha dominato tutti i tornei del 2013 a cui ha partecipato, ad eccezione di briciole concesse a Djokovic, la gioia trionfa. Anzi, il tennis trionfa! E così, uno collocato nei remoti meandri della classifica ATP, alza un trofeo Slam, battendo i numeri uno e due del seeding. C'è veramente da commuoversi. Siamo in una situazione fuori dal tempo.
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venerdì 24 gennaio 2014
Australian Open 2014: semifinali. Wawrinka da brutto anatroccolo a cigno, ma Nadal lo aspetta
Fino a due anni fa non l'avrebbe mai detto nessuno, ma nel 2014 l'onore della Svizzera agli Australian Open non verrà difeso da Federer, bensì da quel che fu il brutto anatroccolo Wawrinka. La nostra polpetta elvetica domenica sarà infatti chiamato non solo a battere l'invincibile Nadal, ma anche alla prima finale Slam della sua vita. E' il coronamento di un percorso sempre oscurato, nel bene o nel male, dal connazionale monarca. Potrebbe essere il passaggio da servo a padrone, se solo non ci fosse dall'altra parte del campo quel Super Saiyan di Rafa. Sì, non ce lo leveremo mai più di mezzo. Federer invecchia e lascia trapelare l'umanità dalla coltre gelida, Djokovic ogni tanto perde un po' da chi capita, Murray non si è ancora ripreso da Wimbledon, mentre invece Nadal no, più vince e meno è sazio. Più sta male e più trionfa.
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mercoledì 22 gennaio 2014
Australian Open 2014: quarti. Wawrinka ci disintossica da Djokovic. A fatica torna il Fedal
Eccoci reduci dai due giorni di quarti agli Australian Open 2014. Si sono consumati diversi miracoli, si pensi che la Radwanska ha battuto la Azarenka e in semi troverà la Cibulkova. Così... tanto per rendervi l'idea. Purtroppo non ci sono stati proprio tutti i miracoli in cui speravamo, ma è già qualcosa, soprattutto alla luce del fatto che sappiamo già chi ha vinto il torneo tra i maschietti. Tanto per cambiare è Nadal. Scusateci se siamo sempre così bastardi da rovinarvi le sorprese! Del resto, se a inizio torneo avevamo pronosticato una finale tra Rafa e Djokovic e il serbo ci ha già lasciato le penne, ovviamente non possiamo che dedurre questo epilogo. Ma andiamo con calma, partendo da dove ci eravamo salutati...
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lunedì 20 gennaio 2014
Australian Open 2014: ottavi. Federer gioca a tennis, Dimitrov concretizza e la Pennetta c'è!
La seconda settimana di Australian Open 2014 si apre con gli ottavi e qualche sorpresa, soprattutto in campo femminile dove ci saluta la Williams per mano della bella Ivanovic. Ingordi di meraviglie per i nostri occhi, anche Flavia Pennetta continua e ci regala un sorriso giungendo ai quarti. Tra i maschietti tutto procede liscio, con Dimitrov unico e gradito ospite inatteso. Inoltre tra Federer e Tsonga si è visto del tennis, quasi da lacrime. Dopo queste premesse, non ci resta altro da fare che buttarci a capofitto su quanto accaduto tra ieri e oggi, prima di buttarci dal quinto piano una volta conosciuti chi saranno i finalisti del torneo.
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sabato 18 gennaio 2014
Australian Open 2014: round 3. Quando il gioco si fa duro, Gasquet finisce di giocare
Salve carissimi, eccoci puntuali come orologi cinesi con le batterie scariche a raccontarvi le meraviglie degli Australian Open. In verità c'è proprio poco da dire, infatti ce la potremmo cavare con un bel "Tutto a posto da Melbourne, hanno perso Tizio, Caio e Sempronio e degli altri chi se ne frega", ma sappiamo benissimo che la nostra rubrica è attesa quasi quanto un'intervista della Azarenka che racconta di quando era raccattapalle, con RedFoo sullo sfondo che ride. Quindi ci armiamo di pazienza e cominciamo subito a buttare qualche cattiveria gratuita sui protagonisti.
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giovedì 16 gennaio 2014
Australian Open 2014: round 2. Sole e pioggia su Melbourne e Del Potro ci saluta
Bentornati carissimi, a quello che per ora è il vero appuntamento imperdibile degli Australian Open 2014: noi che leggiamo il tabellone, infieriamo su chi ha perso e maltrattiamo chi ha vinto. Sono passate altre due giornate che hanno portato alla conclusione del turno 2, o meglio, è stato fatto il possibile per portarlo a termine lottando prima col sole e poi con la pioggia. Oggi è infatti avvenuto l'impossibile: prima pausa per troppo caldo, poi per acqua. E non siamo nemmeno in America, dove questi eccessi sarebbero stati normali. Ma non perdiamo tempo in queste sottigliezze e dedichiamoci alle schifezze di quest'altro giro di boa, che ha visto la prima grande sorpresa, l'addio di Del Potro.
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martedì 14 gennaio 2014
Australian Open 2014: round 1. Tra la maglia di Berdych e il killer instinct di Seppi
Dopo due notti in bianco, il primo turno di Australian Open 2014 si è chiuso. L'inizio di uno slam è sempre in salita, non tanto per i giocatori, quanto per noi, visto che l'ormai classico metodo di 128 giocatori, un numero abnorme di teste di serie e i cinque set, portano quasi a zero la possibilità di sorprese premature. Non è una novità, l'anno scorso l'abbiamo più volte ripetuto ed è sempre meglio ribadirlo... Quindi, scusateci se non saremo spumeggianti da subito. Del resto provare a vivere in Italia seguendo l'orario di Melbourne, non ci rende lucidissimi... almeno per ora...
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venerdì 10 gennaio 2014
Australian Open 2014: verso la rodilla e oltre!
Salve carissimi, è finalmente tempo di partire col tennis che conta e fare le cose per bene, con un bel tabellone da 128 nomi che stranamente vedrà qualche partita interessante fin dai primi turni. Fortunatamente verranno giocate quando da noi e notte fonda, in modo da offrirci la doppia opzione: soddisfatti o rimborsati, che tradotto vuol dire divertimento o sonno profondo e beato. E' infatti già tempo di Australian Open, ore piccole, mal di testa al lavoro, occhi gonfi, pranzi mischiati con cene, riduzione della vita sociale e vomito compulsivo per quanto vedremo in TV. A proposito, a questo giro Eurosport sarà ancora su Sky e ogni tanto ci salverà l'amico mySky, ma il futuro è incerto. Ok, bando alle ciance e vediamo subito cosa ci riserva il tabellone appena sfornato.
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lunedì 28 gennaio 2013
Australian Open 2013: finale. Djokovic al cubo
La D è muta, ma si è sentita per ben tre volte consecutive. Djokovic vince gli Australian Open 2013 confermando il risultato dei due anni precedenti: nel 2011 a farne le spese fu Murray e nel 2012 Nadal, dopo la celebre maratona infinita. Sembra proprio essere il torneo preferito del serbo, anche alla luce del fatto che fu suo nel 2008, nonché primo Slam di carriera. Ieri la vittima sacrificale è stata nuovamente Murray, come due anni fa. Magari è un segno di chiusura di ciclo, ma per ora dovremo attendere un'altra stagione piena, prima di poter menzionare un altro tennista vincitore degli Australian Open e quindi potenziale vincitore del Grande Slam. A proposito di questo, l'assenza di Nadal dal circuito, potrebbe portare in casa di Nole anche il Roland Garros e chili di grinta extra per fargli pensare di calare il poker a fine anno, come è successo a pochi illustri nella storia. Tutto questo marasma di info oscurano Murray, ma la colpa non è nostra, è lui che ha pensato da solo di inabissarsi in tempi record, pur avendo il match dalla sua.
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