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Visualizzazione post con etichetta Atp Madrid. Mostra tutti i post
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domenica 3 maggio 2015

Madrid 2015: il tabellone della scatola magica

... eppure era così divertente blu. Quando si parla di Madrid è sempre bene ricordarlo. Come avrete notato, in questo periodo di terra rossa siamo talmente attivi da risultare assenti. Capita, è l'allergia alle polveri. A proposito di fattori irritanti, Djokovic ha deciso di farsi da parte, lasciando Federer in cima al tabellone in compagnia di Nadal, sorteggiato nel lato dell'elvetico. Murray padroneggia nei bassifondi con quei brutti ceffi di Raonic, Nishikori e Ferrer. E' un torneo da vedere per capire chi sarà l'ennesimo ultimo arrivato che batterà Nadal nel 2015. Ma prima di buttarci a capofitto nella scatola magica, è il momento dei nostri abituali baci della morte pre-torneo.

sabato 3 maggio 2014

Madrid 2014: partorito il tabellone, Wawrinka per Djokovic, Federer per Nadal, ma occhio a Mirka

Visto che per Monte-Carlo non ne abbiamo azzeccata una (e ce ne vantiamo) apriamo la trattazione del torneo di Madrid parlando di Mirka. Siamo agli sgoccioli, sta per nascere il terzo erede di casa Federer. Sicuramente bella notizia, che mette soprattutto pace tra le MILF preoccupate più dell'apparato riproduttivo dello svizzero che non delle sue prodezze da tennista. In tutto questo però c'è un risvolto negativo (forse) ovvero che Roger, da buon maritino e papà provetto, ha dichiarato che per il parto rimarrà al fianco della moglie e non ha nessunissima intenzione di perderlo per partecipare ai tornei. Giustissimo, ma tutto ciò non ha fatto altro che generare panico e suicidi tra i fan, che potrebbero non vederlo al Roland Garros. Per noi invece è una furbata non indifferente perché Federer il torneo parigino lo vorrebbe cancellare dalla storia e quindi, ritirarsi in casa per accudire la prole, sarebbe il miglior modo per evitare un'altra sconfitta Slam ai quarti e riposarsi in vista di Wimbledon. E bravo Roger.

Archiviato il vero problema di questi ultimi periodi, possiamo passare alle nostre inutili valutazioni sul tabellone di Madrid.

lunedì 13 maggio 2013

Rafa Nadal si riprende Madrid, ma è già tempo di Internazionali d'Italia

Dopo l'inattesa eliminazione di Djokovic, solo i più ottimisti o perversi avrebbero potuto pensare o scommettere contro la vittoria di Rafa del torneo. Dopo due anni di digiuno, nei quali Nadal aveva prima visto Nole batterlo in finale e poi la terra blu crollargli sotto i piedi, eccolo nuovamente mordicchiare il trofeo di Madrid. L'unico che sia riuscito a dargli serie rogne è stato Ferrer, ma David è un destinato all'umiliazione di Rafa. Se il maiorchino non si infortuna (seriamente, come agli Australian Open del 2011), trottolino non lo batte nemmeno partendo da 6-0 5-0 40-0 e servizio a suo favore. Noi eravamo indubbiamente più propensi al trionfo di Wawrinka, visto che un po' di sano tennis che vince ci fa sempre più piacere, ma c'è da riconoscere che Nadal ha praticamente triturato tutti i suoi avversari, meritando il torneo. C'è poco da fare, sulla terra resta il numero uno di sempre. Amen. Il povero Wawry era in serie positiva da due settimane e ora, la poca abitudine ad occupare queste importanti giornate di torneo, molto probabilmente lo faranno arrivare a Roma più morto che vivo. L'unica piccola vittoria che ci giunge è che Tipsarevic uscirà dalla top ten per far spazio proprio allo svizzero finalista di Madrid. Vamos!

sabato 11 maggio 2013

Madrid 2013: Ferrer il servo della gleba, Murray ridicolo, Tsonga di più, ma #IoStoConAndujar

Il livello di sopportazione ormai si è protratto così oltre che la lancetta ha ricominciato il giro, tornando quindi a un livello bassissimo, che ci rende molto intolleranti a psicodrammi e idioti in campo. E ieri a Madrid se ne sono visti tanti. Bisogna quindi ricominciare a sparare a zero su tutti e tutto senza pietà. Ferrer conduce la classifica, segue quindi Murray e poi Tsonga. In tutto questo c'è il povero Andujar, che ieri entrava in campo come Don Chisciotte contro i mulini a vento, tanto che su Twitter con gli amici Glande Slam e We cannot be serious!! abbiamo creato un flashmob telematico con l'hashtag #IoStoConAndujar. La cosa preoccupante è che poi ha vinto sul serio, semplicemente facendo le cose giuste, che gli competono, al momento giusto. Non è un genio del tennis, nemmeno uno riconoscibile per uno stile invidiabile. Corre e picchia (male) come la maggior parte degli spagnoli, ma a differenza degli alti protagonisti di ieri sta al numero 113 della classifica ATP (giusto) ed è arrivato in semi ricevendo una wild card (meritata). Con un 6-3 7-5 ha regolato Nishikori, quindi anche oggi come non mai #IoStoConAndujar!

venerdì 10 maggio 2013

Madrid 2013: Federer saluta il torneo, Dimitrov lo segue, Haas idem. Il tennis non paga.

Il titolo è più che sufficiente per riesumare e confermare un concetto ormai già snocciolato e ritrito più volte, ovvero che giocare a tennis su un campo da tennis ormai è una mossa raramente vincente. Visto che in quest'epoca di androidi siamo costretti a ripeterci fin troppo a riguardo, per sapere cosa ne pensiamo sul fatto che il tennis sia praticamente morto, vi rimandiamo ai precedenti articoli. Oggi bastano i nomi dei vincitori e vinti degli ottavi di Madrid 2013 per darci conferme.  Se escludiamo il match di Dimitrov e Wawrinka, dove invece ha regnato il vero tennis a livelli orgasmici, per quanto riguarda il resto siamo passati dalle tragedie, con Haas battuto da Ferrer, agli psicodrammi, con Federer che non ne beccava una, fino alle vere e proprie risate ad alta voce per non piangere, vedendo Murray-Simon.

giovedì 9 maggio 2013

Madrid 2013: un inaspettato Youzhny elimina Almagro. Tutto come da copione per gli altri big

L'ultima di Madrid è stata una giornata molto noiosa e sterile. Ci son state poche sorprese o fiammate che ci potessero spingere a seguire attentamente i match. Se poi aggiungiamo che il programma era dominato dai big spagnoli, con Ferrer apice nel serale, potete ben capire che la voglia di stare attaccati alla TV era pari a quella di seguire la replica di una puntata pre-elettorale di Porta a Porta con Brunetta ospite di punta. Per rendervi conto di quanto è stata spumeggiante la giornata, vi diciamo solo che il protagonista si chiama Youzhny e ha mandato a casa Almagro in tre set. Il russo probabilmente, dopo aver passato quasi due anni di compassioni in preda ai fumi della filosofia, ha trovato l'arché del suo tennis. Se nel primo turno riusciva a non piegarsi ai tre match point consecutivi di Fognini, poi battendolo, ieri ha aumentato il tiro, eliminando anche l'Oompa Loompa spagnolo al terzo, dopo che nel secondo set sembrava stesse per strisciare. Tutto sommato, sentiamo di ringraziarti.

mercoledì 8 maggio 2013

Madrid 2013: Dimitrov sboccia e abbatte Djokovic. Cronaca di un miracolo

Non si poteva chiedere di meglio per finire lo svezzamento: battere il numero uno al mondo, colui che ha una mossa vincente per tutti. Quanto fatto da Dimitrov nella giornata appena trascorsa è stata una vera e propria impresa, non solo perché il punteggio lo vede vincitore, ma anche perché in campo è successo di tutto. E' proprio questo che segna la netta crescita del bulgaro, aver tenuto con la testa un match che aveva mille insidie. Che avesse classe e tecnica ce ne eravamo già accorti, quello che gli mancava era la tenuta mentale per sferrare il colpo vincente. In questi ultimi tempi, esclusa la debacle sciagurata a Barcellona contro Robredo, aveva più volte provato a mettere il bastone tra le ruote ai big, ma ogni volta, sul punto di sferrare l'attacco decisivo, ritornava un giocatore da challenger inconcludente. Ieri invece ha avuto la forza per mettere i puntini sulle i, complice anche un pubblico rumorosamente dalla sua parte.

lunedì 6 maggio 2013

Ripulire il tennis dal male: Wawrinka distrugge Ferrer in Portogallo e Haas conquista Monaco

Sono eventi rari, quindi godiamoceli. Non ricordiamo più quando è stata l'ultima volta che due (veri) tennisti abbiano vinto nello stesso giorno. Sulla terra del Portugal Open Wawrinka è riuscito nell'impensabile impresa di umiliare un corridore quale Ferrer. In Germania invece avevamo addirittura due rovesci a una mano in finale: Haas e Kohlschreiber. In pratica due che antepongono il tennis alle vittorie. Sì, esistono anche questi martiri, per fortuna. Quando poi tennis e vittoria si sposano, ecco che vien fuori la domenica perfetta.

sabato 4 maggio 2013

Madrid 2013, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare i sorteggi

Due sono le cose: siamo la reincarnazione migliorata di Nostradamus, per aver previsto con assoluta perfezione i nomi e i lati di tabellone dei top player, oppure ne abbiamo visti talmente tanti, che ormai è palese il fatto che i main draw vengano studiati a tavolino, almeno per quanto riguarda i primi 4/5 del mondo. Ebbene sì, a Madrid, come ci aspettavamo, Nadal e Federer stanno nello stesso lato, ma non basta perché lo spagnolo ha nel suo quarto Ferrer, un paggetto. Così facendo il torneo si garantisce una potenziale semi tra il cyborg e Roger, che quindi porterà a una finale dove almeno uno dei due è presente, mentre chiunque arrivi dall'altra parte, tra Murray e Djokovic, fa brodo. In tutti gli altri possibili casi, si sarebbe compromesso l'arrivo all'ultimo atto di almeno uno tra Cip e Ciop, quindi minor numero di biglietti, audience, interesse, sponsor, pubblicità ecc. La stessa identica manfrina di Indian Wells. E noi ci dovremo sorbire il solito pippone scontato, anche perché, con nostro dispiacere, si è tornati alla terra rossa. Per cui il nome dei probabili vincitori si riduce a due e mezzo, dove il mezzo sarebbe la nostra speranza che qualcuno tra Nadal e Djokovic vada in tilt lasciando spazio a un altro.

lunedì 14 maggio 2012

Federer è il Grande Puffo di Madrid, ma è già tempo di pensare a Roma

Dopo una settimana di parole parole parole blu alla fine l'ha spuntata Federer, vincitore a fatica su Berdych con il punteggio di 3-6 7-5 7-5. Lo svizzero ha portato a casa il successo per una manciata di punti e grazie a due errori del ceco nel momento sbagliato. Tomas è stato praticamente perfetto dall'inizio alla fine e ha impostato il match totalmente sull'attacco, spietato e senza mezze misure. Roger ha un po' arrancato per tutto l'incontro, ma ha avuto il merito di riuscire a tamponare un avversario voglioso di conquistare il suo secondo Master 1000 della carriera dopo quello di Parigi Bercy del 2005.

domenica 13 maggio 2012

Madrid: Berdych e Federer i superstiti della terra blu

Eccoci all'epilogo del tanto discusso Masters 1000 di Madrid. Un anno di tira e molla, lo fa non lo fa, scherza non scherza, fino a quando pochi mesi prima dell'evento ecco sbucare la terra blu sul centrale della scatola magica. Prima le lamentele fuori dal campo, poi l'arrivo prevenuti e quindi le lagne definitive una volta tastata la nuova superficie. "Si scivola, questo non è tennis, o io o il blu". Amen. Solo ieri siamo riusciti a goderci due match dove i protagonisti in campo non si sono rifugiati nell'alibi della terra blu, ma hanno umilmente lottato con le loro capacità, per riuscire a portare alla propria bacheca almeno la finale, di quello che è pur sempre un Masters 1000. Riprendendo quanto ha scritto Raonic su Twitter, oggi scopriremo chi passerà alla storia per essere colui che non ha mai perso sul blu! A contendersi questo "onore" sarà Federer e Berdych che hanno rispettivamente battuto Tipsarevic e Del Potro.

sabato 12 maggio 2012

A Madrid è rivoluzione proletaria: Djokovic eliminato da Tipsarevic

Tiriac è un genio. E' ormai da tempi immemori che in un Masters non si registra una moria così alta di nomi di punta e tutto solo per aver cambiato un colore! Il passaggio dal rosso al blu ha condizionato più del dovuto il numero uno e due del mondo fino al punto che hanno ceduto il passo a due giocatori che in condizioni "classiche" non avrebbero avuto la minima chance. Così, dopo l'impresa di Verdasco, che al quattordicesimo scontro diretto è finalmente riuscito a battere Nadal, ieri è stato il giorno dell'uscita di Djokovic eliminato senza troppi complimenti dal bravo Tipsarevic. E il tennis ringrazia il magnate romeno per averci liberato da un duopolio che stava indubbiamente stancando e togliendoci la voglia di seguire i tornei. Meritati i fischi per Djokovic che adagiandosi al fatto che Nadal era uscito al turno precedente, e quindi il danno al distacco punti era minimo, ieri è sceso in campo tanto per fare presenza e irritare il pubblico con le sue incessanti lamentele per la superficie. Ringhio senza mettersi troppi pensieri in testa ha colto la palla al balzo e con un 7-6 6-3 si è liberato del connazionale e ha avvalorato la nostra "proprietà commutativa della terra blu" largamente discussa su FaceBook prima del match: se Verdasco ha battuto Nadal, Tipsarevic dovrebbe ottenere lo stesso risultato contro Djokovic. Si pensi che verso la fine Nole è stato subissato di fischi e ha recuperato con tre prime una situazione di 0-40 per poi vincere il game. Se poi ha perso, si pensi quindi quanto impegno ci ha messo in campo. Zero... à la maison.

venerdì 11 maggio 2012

Verdasco: la sottile linea rossa tra il campione e la compassione

Nessuno batte Verdasco quattordici volte di fila. Purtroppo per noi i Maya ci hanno preso, pentitevi dei vostri peccati e non prendete impegni per il 21 dicembre per potervi godere dal balcone di casa la fine del mondo. Ieri è arrivato un altro incredibile tassello del disegno galattico che si deve comporre prima del grande giorno. Dopo la vittoria di Seppi a Belgrado, ecco un evento dalla probabilità pari a zero concretizzarsi sotto i nostri occhi: il successo di Verdasco su Nadal. Si pensi che il loro ultimo incontro, appena due settimane fa a Barcellona, recita un avvilente 6-0 6-4 ai danni del madrileno. Per non parlare delle precedenti 13 sconfitte consecutive avvenute nei modi più compassionevoli possibili per il baldo Nando, fra le quali quella indimenticabile di Cincinnati lo scorso anno. Ieri invece niente da fare: ribellione in terra iberica, basta sottomissione, uno scatto d'orgoglio e primo match vinto in carriera contro il suo boia preferito Rafa.

giovedì 10 maggio 2012

Madrid: Nadal "daltonico" non patisce il blu, Federer salvo per miracolo

Dotato di grande intelligenza, apprende molto velocemente e se dovesse continuare a fare i suoi passi da gigante forse potrebbe arrivare a vincere uno Slam anche prima di Murray. Parliamo di Raonic, tennista Canadese di 21 anni che ha colpito subito dopo il suo esordio nel circuito maggiore, soprattutto perchè, più che pensare all'immagine, in campo usa la testa per ragionare. Si dice che il sorteggio di Madrid sia stato sfortunato per Federer, perchè impegnato all'esordio col promettente ragazzone di origini montenegrine. In realtà le vera penalizzazione se l'è presa Milos perchè, per come gioca, l'idea che con un sorteggio differente avrebbe fatto tutt'altra strada e racimolato molti più punti, non può non passare per la testa. Alla fine ieri il match si è risolto per una manciata di 15, ma soprattutto grazie all'esperienza di Roger nel tie-break dell'ultimo parziale, col punteggio di 4-6 7-5 7-6.

mercoledì 9 maggio 2012

Madrid: Djokovic rischia lo scivolone, Lopez cade e Raonic passa

La terra blu di Madrid purtroppo non miete vittime illustri, ma accende gli animi e le lamentele. Dopo le preventive lagne di Nadal ecco arrivare quelle di Djokovic, ieri autore di una prova pessima che gli ha quasi fatto salutare prematuramente il 1000 di Madrid. "Si scivola" questo l'asso nella manica dei momenti di maggior panico della partita. Anche Gasquet si è lamentato della stessa situazione, chissà perché solo nei momenti di difficoltà. Parliamoci chiaro: non piacerà, starà antipatica, darà senso di sporco, puzzerà, sarà quel che sarà, ma non veniamo a trovare scuse sterili. E' solo terra colorata e stranamente a lagnarsi è stato sempre chi perdeva o si è trovato in difficoltà, l'avversario che vinceva magicamente aveva i tacchetti o le calamite per non cadere. Magari qualche differenza ci sta, non c'è dubbio, perché ci sono ulteriori trattamenti alla materia prima, ma siete anche campioni, non giocatori di circolo che con un filo di vento sparacchiano negli altri campi. Inoltre è curioso che dopo giorni di pratica sui campi, quando vanno a lamentarsi? Quando si sta perdendo! Troppo facile, pensate a giocare e ad accettare i momenti di calo o positivi dell'avversario, le turbe mentali tenetevele per voi.

martedì 8 maggio 2012

Madrid: nel rosso dipinto di blu... profondo

E' stata molto sterile la prima giornata di dirette da Madrid, un order of play pessimo, con match abbastanza scadenti sui campi coperti dalla TV. Gli unici risultati utili che abbiamo potuto constatare sono stati: l'effettiva resa di questa terra blu e se regalavano un buon colpo d'occhio. Al secondo punto la risposta è facile, sì, la risultante visiva è bellissima, i giocatori sembrano giocare su un mare dipinto su tela. Certo i tradizionalisti la odieranno al sol pensiero, ma a noi interesserebbe più vedere le tradizioni rispettate da chi ha in mano la racchetta piuttosto che la classica terra rossa e androidi in pantaloncini che ci corrono sopra.

lunedì 7 maggio 2012

Seppi fa sua Belgrado. Kohlschreiber profeta in patria e Del Potro vince Estoril

Cominciamo con il fare i complimenti a Seppi, anche perché come voi lettori potrete senza dubbio testimoniare, l'abbiamo sempre incitato a fare bene. Scherzi a parte bravo davvero. L'altoatesino ha vinto il torneo di Belgrado, secondo ATP della sua carriera (il primo a Eastbourne, 2011), dopo aver giocato bene per tutta la settimana e dominato la finale contro quel pazzoide di Paire, autore contro l'azzurro di "appena" 58 errori gratuiti. Roba da far impallidire il Safin della fase pre-ritiro. Seppi aveva già stupito in semi contro Nalbandian, trionfando sull'argentino in rimonta quando, dopo il primo set, non avremmo scommesso una lira. In finale ha quindi letteralmente distrutto lo psicoloabile francese e nell'albo d'oro succede a Djokovic. Chissà se nelle menti sopraffine di qualche elemento della FIT sarà stata fatta l'equivalenza Seppi=Djokovic. Nel caso chiamate un medico.

sabato 5 maggio 2012

Madrid, il main draw. Federer per Djokovic, a Nadal la solita autostrada

Abbiamo sempre avuto il sospetto che i tabelloni dei 1000 e degli Slam vengano stilati da zio Toni in occhiali, barba e baffi finti per non essere riconosciuto, che con grande maestria estrae i bussolotti dalle bottigliette sistemate compulsivamente a bordo campo dal nipote. Dopo l'uscita del tabellone di Madrid questo sospetto trova ulteriori conferme. Se c'è un giocatore di seconda o terza fascia in forma, magari proveniente da una serie di buoni risultati, questo esce al 90% dalla parte di Djokovic o Federer, mentre per Nadal è sempre il solito discorso, prima di sudare deve arrivare almeno in semifinale dopo una serie di turni da Atp 250.

Seppi idolo delle folle a Belgrado, Del Potro domina all'Estoril e Lopez dà spettacolo a Monaco

Per due settimane consecutive un italiano si è messo in evidenza in un ATP 250, prima Fognini a Bucarest, e ora il nostro Terminator di Caldaro, il fuoriclasse indiscusso Andreas Seppi. Ieri il killer instinct dell'altoatesino ha raggiunto livelli impensabili contro Muller, inutile giocatore del Lussemburgo che in carriera ha avuto appena qualche vampata di calore negli Slam, con apice la finale del Challenger di Bergamo (AKA futuro quinto slam), persa proprio dal nostro Andy nazionale. Non c'è stata storia nei quarti di Belgrado, l'azzurro ha sfoggiato un tennis champagne (...) mettendo in riga il povero malcapitato per 6-4 6-3. Peccato che le fiammate tricolore vengano messe in atto sempre nei tornei dimenticati dall'umanità, la settimana scorsa Bucarest e oggi Belgrado. Ora come si suol dire saranno "cazzi amari" perché in semifinale per Seppi ci sarà Nalbandian, uno che ha fatto vedere spesso i sorci verdi a Nadal e sulla terra non si trova niente male. L'italiano, dovesse giocare come ieri, potrebbe anche sperare in una vittoria, è parso di vedere alcuni buoni cambiamenti (finalmente, dopo anni sono arrivati) nel suo gioco: movimento del servizio molto più corto, tant'è che ha messo a segno diversi ace, maggior mobilità e baricentro del corpo più basso con le gambe ben flesse su ogni colpo. Si pensi solo che ha ottenuto il primo break con un passante di recupero di dritto alla Nadal e il secondo con un incrociato stretto di rovescio alla Murray (quelli che lo scozzese faceva quando giocava bene). Dall'altra parte di tabellone vedremo Andujar, che forse passeggerà contro Paire, sempre che il francese non venga graziato con la buona riuscita delle sue pazzie. Potremo ammirare tutto ciò in streaming, a meno che Supertennis non si muova con un acquisto dell'ultimo istante. Difficile.

domenica 8 maggio 2011

Madrid: Djokovic batte Nadal anche sulla terra, è lui il nuovo numero 1?

Diciamoci la verità, nonostante lo avesse battuto nelle finali di Indian Wells e Miami, difficilmente pensavamo che Novak Djokovic potesse avere la meglio su Rafael Nadal anche sulla terra, specialmente quella di casa. E invece il serbo, nella finale giocata a Madrid, ha dimostrato ancora una volta al cyborg spagnolo che la festa è finita, facendogli capire di aver trovato definitivamente la formula per disattivare i suoi chip.

Il successo del Djoker è stato chiaro e meritato, giunto dopo aver dominato parte del primo set e dopo aver fatto vedere maggior grinta, concentrazione e voglia di vincere nei momenti importanti, tutti fattori che fino a qualche tempo fa erano considerati ad esclusivo appannaggio del maiorchino. L'inizio della finale è stato addirittura traumatico per l'OGM: Djokovic nel giro di pochi minuti è volato sul 4-0, lasciando ammutolito il pubblico della Caja Magica, accorso in massa per celebrare l'ennesimo successo del suo beniamino e tornato a casa con le pive nel sacco. Il momento nero dello spagnolo è durato però poco, e con la canonica serie di topponi, recuperi assurdi e palombelle cadenti a pizzicare la riga è riuscito a portarsi sul 5 pari, vanificando quanto di buono fatto dal serbo. Una rimonta che avrebbe battuto anche un toro, non Djokovic. Il giullare ha tenuto agevolmente il servizio e sul 6-5 ha attuato la classica tattica del suo avversario, ovvero fare il break nei momenti importanti. Quante volte Nadal ha fatto girare le partite a suo favore sul 5-4 o sul 6-5 e servizio avversario? Migliaia. A Madrid però è avvenuto il contrappasso: primo parziale portato a casa dal serbo per  7-5, e con la bellezza di due nastri a favore. Cose impensabili.

Stesso leitmotiv nel secondo set. Nadal ha continuato a fare il suo gioco, cercando disperatamente la diagonale dritto-rovescio dell'avversario ma dimostrando di non avere ben chiara la differenza tra il rovescio degli altri suoi avversari e quello di Djokovic. Il serbo ha spinto tutto, e il rimbalzo altissimo di Nadal gli ha fatto un baffo, così come avvenuto a Miami e Indian Wells. Sul dritto idem. Nole è stato in grado di controllare quasi sempre il rimbalzo alto e anomalo dei top-spin del maiorchino, dimostrando di aver trovato le chiavi tattiche per contrastarlo, inoltre a ogni servizio ha risposto con un colpo dalla potenza maggiore o uguale a quella della battuta di Rafa, stratosferico. Dopo il break in apertura di Nadal, ottenuto anche grazie a un tweneer che si è alzato a pallonetto per poi spiovere nei pressi della riga (dopo svariati tentativi e anni di fallimenti Nadal è riuscito a giocare un tweener vincente, ora verrà osannato come se avesse fatto chissà cosa, è bene ricordare che ci era già riuscito addirittura Seppi lo scorso anno a Roma contro Murray), Djokovic si è ripreso il servizio, e si è andati on serve fino al 5-4 per il campione di Belgrado. Lì Djokovic ha giocato in maniera superba, volando sullo 0-40 e chiudendo la partita al secondo match-point disponibile, lasciando l'amaro in bocca a Nadal e soprattutto la consapevolezza che anche sulla terra forse il nuovo numero uno è un altro. E sarebbe anche ora.