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lunedì 27 maggio 2013

Roland Garros 2013: Jour 2. Au revoir Berdych! Bene Vinci, Schiavone e Fognini

Eccoci giunti al termine della seconda giornata di Roland Garros. L'impressione è che se non ci schiodiamo dal primo turno, per scremare marmaglia, faticheremo a vedere un vero match di tennis. Tanto per farvi un esempio, la lunghissima programmazione odierna ha visto come protagonisti Berdych e Monfils. Rendetevi conto. Ed è il ceco colui che si prende il premio del giorno, perché recuperati due set al francese, è riuscito a sciogliersi al quinto dopo quattro ore di gioco. Gael era indubbiamente una mina vagante, anche perché in scia da Nizza e con un discreto background alle spalle, ma pensare che il neurone di Tomas potesse piegarsi in questo modo era inatteso. Tra l'altro piegato al cospetto di uno che, se gli sezionassero il cranio, al posto del cervello troverebbero un buco nero. E così Parigi saluta la testa di serie numero 5 del torneo e il tabellone di Federer si sta trasformando in un 500 scarso. Il francese sembra ritrovato o che mai abbia preso la pausa per infortunio e oggi in campo stranamente ha fatto molte cose giuste al momento giusto. Ma già il prossimo turno contro Gulbis potrebbe essergli mortale, visto che per una settimana avrà acido lattico che gli uscirà anche dalle orecchie. Staremo a vedere.

sabato 4 maggio 2013

Fognini perde il pelo, ma non il vizio. Seppi in semifinale all'Estoril

Previously on Controbreak:
"Si spera ovviamente che sia almeno l'inizio di un nuovo trand e non passi, tra due settimane, come il torneo "botta di culo" o "della vita""

Così scrivevamo di Fognini in data 21 aprile 2013, quando raggiunse la semifinale di Monte-Carlo. Nel conoscere i nostri polli sapevamo benissimo che era inutile aizzare false speranze sul ligure, dandolo ormai come campione, come si faceva in lungo e in largo sul web. Alla fine abbiamo avuto ragione e, a dirla tutta, nel corso di questi anni la nostra bastardaggine ci ha ha portato poche volte a sbagliare le previsioni sul destino dei giocatori. In realtà non è nemmeno questione di "bastardaggine", ma obiettività. Fognini ha (aveva?) le potenzialità per stare tra i primi 15 del mondo, ma la testa da mediocre top 50 non ha mai raggiunto lo stesso livello del talento ed ecco che un quarto contro Carreno-Busta, anziché passare come dono divino, si tramuta in un incubo.