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Visualizzazione post con etichetta Elena Pero. Mostra tutti i post
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martedì 6 novembre 2012

Londra: Murray e Djokovic a quota 1. Berdych e Tsonga si impegnano, ma non abbastanza

E' andata la prima giornata di ATP finals 2012 e vi possiamo assicurare che avremmo potuto prepararci questo articolo qualche giorno fa, semplicemente andando di fantasia. Ha aperto le danze il gruppo A, quello che potrebbe essere meno prevedibile, in quanto presenti Tsonga e Berdych, che in giornata di grazia potrebbero fare la differenza. Ieri lo erano, ma non è bastato perché gli altri due del girone sono Murray e Djokovic, i predestinati a giocarsi la finale.  Le sorti del ceco e del francese, con la sconfitta di ieri, sono già abbastanza compromesse, ma il bello (e allo stesso momento il brutto) del Masters dei Principi è che, con la formula dei round robin, c'è sempre almeno una seconda possibilità.

martedì 9 ottobre 2012

Quelli del Circoletto Rosso

di Alessandro Pugliese

Era il 1991 quando all'età di otto anni mi venne regalata la mia prima racchetta da tennis, un Wilson Junior color salmone: un ricordo indelebile che mi spinse ad amare uno sport che allora conoscevo poco o forse niente. Non mi ricordo perché mi regalarono proprio una racchetta da tennis, ma rimembro benissimo che pochi giorni dopo mi portarono a fare una lezione con un maestro e rimasero tutti sorpresi da quale tecnica possedevo, senza mai aver provato neanche un colpo. Purtroppo, però, per vari problemi non iniziai una (forse) folgorante carriera, ma in cambio cominciarono a farmi vedere tutto il tennis che mostrava l'allora Tele+2, ancora in chiaro.

lunedì 4 luglio 2011

Wimbledon: la finale. Djokovic espande il suo regno, Nadal s'inchina. Ancora.

Buongiorno a tutti! Vi stiamo scrivendo da un centro Caritas di Milano, dove siamo corsi a rifugiarci dopo essere sfuggiti alle ire di tutti i dipendenti Sky di Rogoredo, le cui intenzioni erano quelle di bruciarci vivi dopo che, al termine della nostra avventura, ci siamo presi le nostre dolci vendette. Di quanto abbiamo combinato però parleremo più avanti, e iniziamo con quanto è successo in questo week-end. A Sky erano tutti elettrizzati per la Coppa America, ragion per cui il nervosismo si tagliava a fette, e non immaginate quanto sia stato complicato in questi ultimi giorni cotonare il ciuffo a Caressa mentre questi preparava gli incipit per le telecronache, che noi siamo stati costretti ad ascoltare in religioso silenzio e ad approvare senza nessun margine di critica. Se a questo aggiungiamo che ci hanno incaricato anche di sfoltire le sopracciglia a Bergomi e di stirare le giacche di De Grandis potete ben capire in quale tragica situazione ci siamo trovati.

lunedì 27 giugno 2011

Wimbledon: ottavi di finale. I big avanti, sorpresa Tomic. Tsonga fa fuori Ferrer

Salve a tutti da Schiav... ehm scusate, Sky! Domenica mattina pensavamo di seguire la tradizione di Wimbledon e farci la nostra sana pausa e invece niente perché per noi, schiavi ultimo anello della società del magnate australiano in bolletta, la sveglia è arrivata alle 5 del mattino quando Federico Buffa e Flavio Tranquillo hanno terminato di sincronizzarsi con l'America per essere sempre informati con i movimenti del basket NBA anche quando non si gioca.

I due abili cronisti del vaneggio mediatico, una volta entrati nel loro studio, vengono connessi alle macchine che li proiettano in un mondo a parte che nessun altro può comprendere se non loro, una sorta di Matrix, ma se non fosse per questo non potremmo godere delle loro poesie nelle notti insonni. Una volta terminato il collegamento, i due si spengono esausti e li dobbiamo portare nella sala chillout, legarli alle poltrone, inserire loro i dilatatori agli occhi, a mo' di metodo Ludovico e accendere un proiettore di immagini psichedeliche random. Questo metodo inventato dai due, sviluppa in loro la sequenza di frasi che poi utilizzeranno nelle telecronache. A Sky quindi, si pensa con un occhio verso il futuro.

venerdì 26 novembre 2010

Londra: day 5. Federer e Murray si qualificano per la semifinale

Ieri ci siamo lasciati con Berdych chiave di volta del Gruppo A e oggi apriamo dicendo che Braveheart lo era per il Gruppo B perchè vincendo almeno un set contro Ferrer sarebbe passato e perdendo nettamente avrebbe incasinato tutto. Ciò significa che praticamente era già in semifinale a meno che non gli avessero mozzato le gambe.
Ma andiamo con calma.

Nel pomeriggio si è svolto un azzardo: Federer ha battuto Soderling.
Lo svedese aveva tutto nelle sue mani, perdere significava praticamente andarsene a casa perchè avrebbe avuto speranza di passare solo in caso di vittoria di Ferrer contro Murray in due set e il sol pensiero di quest'ipotesi lo divertiva più della visione di un'autopsia, per cui ha provato a fare una cosa plausibile ovvero battere lo svizzero. E' partito col piede giusto, ma è arrivato col piede sbagliato. Ha tenuto perfettamente il ritmo per tutto il primo set con il cioccolataio abbastanza spaventato, ma sul 5-6 del tie-break del primo set la disfatta: Federer gli offre una palla come se gliela stesse dando il maestro dal cesto, ma probabilmente distratto da qualche pensiero necrofilo ha giudicato lunga la comodissima palla da chiudere al volo che invece è entrata di un metro. Primo set andato. A questo punto il suo passaggio era strettamente legato a Ferrer quindi ha preferito lasciar perdere, ma non senza compiere il suo dovere: nell'avvicinarsi a rete per dare la mano a Federer gli ha detto che la notte sarebbe passato a fargli visita per amputargli qualche arto e all'occorrenza sgozzarlo. Infatti pare che Federer abbia cambiato albergo.

In serata si è svolta Murray-Ferrer, partita inutile perchè avrebbe dato la semifinale allo spagnolo solo in caso di vittorie nette tipo 61 61, ma siamo realisti: Murray senza una gamba batte il miglior Ferrer per cui c'era poco da ipotizzare. Per placare ogni vana speranza, il primo set lo ha vinto lo scozzese e quindi poteva anche perdere i restanti 60 60 che la semifinale era sua. Per fortuna c'era Elena Pero che ci ha spiegato tutte queste cose.

Due considerazioni tanto per riempire il post: Ferrer si pensava fosse e si è dimostrato essere un giocatore imbarazzante dentro un masters. Sia maledetta la stagione sulla terra che gli ha dato la possibilità di salire in classifica e sprecare uno degli 8 posti disponibili.
Melzer avrebbe fatto miglior figura e creato maggior interesse.
Soderling è stato sfortunato a rompere il ghiaccio contro Murray, se gli fosse capitato Ferrer ci sarebbe stata molta più possibilità di vederlo in semifinale al posto dello scozzese.
Oggi tutti si possono ancora qualificare e se Berdych vince in due set fa danni gravissimi, ma di questo ne riparleremo domani...

giovedì 25 novembre 2010

Londra: day 4. Berdych si sveglia, smuove le acque e potrebbe creare uno tsunami

Dopo una terza giornata che ha fatto vedere un pò di bel tennis, giustizie tennistiche, ma purtroppo ripetute inquadrature di Mirka, la quarta si è aperta con una prova molto importante per Berdych: dimostrare che il suo sesto posto vale più di una vacanza.
Scrollatosi di dosso la tensione e la sonnolenza dell'esordio e dopo aver fatto partita pari con Roddick, fino al 5-5 del primo set, il ceco decide che deve giocare bene e vincere e così fa, mettendo in luce un tennis pulito che fa male e potrebbe ancora portare grandi sorprese come la finale inattesa a Wimbledon.
L'americano ormai è praticamente fuori dalla qualificazione per la semifinale a meno di recondite coincidenze di punteggio che solo Elena Pero conosce e sicuramente ci spiegherà perfettamente.
Tutto da rifare invece per Nadal e Djokovic che hanno dovuto affrontare la loro sfida serale con non poche pressioni, in particolare lo spagnolo, che non avendo ancora disputato lo scontro diretto col ceco, potrebbe cominciare a dormire male la notte.
Visto che nel tennis non esiste il pareggio, tutti i dubbi sono stati tolti al concludersi del serale che ha visto vincitore il maiorchino per 7-5, 6-2.

Più che da Nadal, comunque in grandissima forma, Djokovic è stato sconfitto da una lente a contatto. Si, avete capito bene. Dall'inizio della partita il giullare del circuito ha iniziato a esplorare il suo occhio sinistro alla ricerca della lente maledetta, e sul 4 pari del primo parziale ha fatto sospendere il match per controllare meglio la situazione negli spogliatoi (e forse avrà anche approfittato per qualche bisogno corporale, non è dato saperlo). Al termine del primo set poi intorno a Djokovic si è assemblato un esercito composto dal giudice arbitro e da un oculista, tutti concentrati nello stanare l'oggetto del fastidio (alcuni pensano possa essere un bullone volato via dal braccio di Nadal che ricordiamo essere un cyborg cinese). La cosa più curiosa è stato però vedere Nadal alzarsi in piedi e manifestare apertamente il suo fastidio per il prolungarsi dell'attesa, atteggiamento notato e rimarcato più volte anche da Elena Pero, che in coppia con Volandri commentava la partita. Strano comportamento per un tennista che impiega un'ora e venti minuti a servire e che più volte in passato ha fatto ricorso al fisioterapista per poi tornare in campo e vincere le partite passeggiando. Dopo aver cambiato la lente e aver versato nell'occhio due litri e mezzo di collirio, al posto di Djokovic è tornato in campo il fratello scarso. Il serbo ha perso totalmente la concentrazione e ha sbagliato le palle più semplici rendendosi irriconoscibile. Morale della favola Nadal ha asfaltato il suo avversario per 6-2 ottenendo il secondo successo su due partite finora disputate al Masters e praticamente un posto in semifinale.
Il set perso da Nadal contro Roddick farà l'enorme differenza in caso di vittoria di Berdych in due set contro lo spagnolo, ma onde evitare figuracce non vado oltre e questi meccanismi li lasciamo spiegare con cura all'amorevole Elena Pero.

lunedì 25 ottobre 2010

Ormai la voce del tennis maschile, è femminile

Per quanto dir si voglia sui commentatori italiani di tennis: sono di parte, non lo sono, sono incompetenti, ne so più io, ne sai più tu ecc. una partita di tennis senza commento risulta più pesante da seguire e trovandoci in casa con la possibilità di fare altro, la distrazione e la perdita del filo è dietro l'angolo. Senza contare che per esempio, nei primi turni, quando siamo di fronte a giocatori che ci regalano poche emozioni, il commento è di fondamentale importanza per non addormentarci, non cambiare canale o non distrarci.
In Italia, chi non ha la pazienza di cercare e vedersi le partite in streaming col commento uzbeco, fa uno sforzo economico grandicello, ma che sicuramente ne vale la pena, si abbona a SKY SPORT e può godere del top del tennis maschile in tutta comodità sul divano di casa e in alta definizione. Escludiamo per ovvie ragioni Supertennis perchè i commentatori sembrano allievi di qualche bravo maestro yogi, esperto in tecniche per far addormentare in pochi secondi e spacciano notizie datate come novità, convinti di essere l'unica fonte di tennis in Italia.
I commentatori di SKY, forse per colpa della crisi globale, stanno sempre più diminuendo, sono rimasti in pochi e costretti pure a fare gli straordinari: lasciare i famigliari per andare quando a Wimbledon, quando a Roma, quando a Montecarlo per commentare sul posto (che stress). Questa crisi, a sorpresa, l'anno scorso ha fatto fuori la voce per eccellenza del tennis italiano: Rino Tommasi. In passato già Clerici aveva abbandonato per il "capriccio" di voler commentare solo sul posto e non dallo studio, ora gli hanno forzatamente abbinato Tommasi ingaggiandolo solo per le trasferte e quindi, ricollegandomi a quanto detto prima, la voce caratteristica del tennis maschile su SKY, visto che il commento sul posto è ridotto a 2/3 tornei, lascia il testimone a Elena Pero che in compagnia del tecnico (e comico) Paolo Bertolucci sono ormai coppia fissa per le partite più importanti, in particolare dopo che il maestro Roberto Lombardi è venuto a mancare.
Elena Pero, oltre ad essere la soluzione del rebus che vedete nella foto in alto, oltre ad avere una voce piacevolissima, tanto che a sentirla partono i pensieri più svariati su che delizia di Donna possa essere, dimostra una grandissima competenza. E' sempre attenta su tutto quello che accade in campo riportando nell'immediato: traduzioni simultanee di frasi dette, sussurrate, mimate. Intrattiene nel vero senso della parola, è l'unica che nei round robin del master di fine anno sa tenere il conto dei punti e le partite più noiose, con la sua voce in sottofondo, trovano un perchè.
Noi amiamo Elena Pero, non lo nascondiamo e avremmo voluto lavorare a SKY solo per incontrarla, ma in particolare per chiederle come fa ad essere sempre così informata su Mirka Vavrinec