Purtroppo per gli americani gli anni d'oro in cui dominavano nel tennis stanno sempre più diventando un ricordo e l'amara realtà si palesa proprio nel torneo di casa a Indian Wells. I nomi di punta, Roddick e Fish, sono sempre più sbiaditi e le nuove proposte si riducono a uno (e mezzo se contiamo il quasi già fallito Young). L'arduo compito di reggere la baracca a stelle e strisce per i prossimi 10 anni, per ora, sta tutto nelle spalle di Harrison. Certo ci sarebbe anche Isner in luce, ma nonostante la sua evidente dedizione, le caratteristiche fisiche non gli potranno che dare appena qualche risultato di gloria, beccando un giorno col 99% di prime in campo, perchè se portato al quarto scambio già inizia a scricchiolare. Nel tennis di oggi nessuno si può permettere questo. Dicevamo poi di Roddick, ieri comunque autore di una buona partita contro Berdych, ma ormai l'orgoglio non basta. Bravo per il set vinto, sfruttando istantaneamente la distrazione del ceco, ma alla lunga i nodi vengono al pettine ed è bastato poco a Tomas per chiudere i giochi al terzo con un netto 6-2. Peggio che mai Fish, ieri nervosissimo, quasi gli desse fastidio perdere dal giovanotto australiano Ebden in due set. A fine incontro gli ha stretto la mano senza nemmeno guardarlo, come se la sua partita disastrosa fosse colpa dell'avversario. Match quindi frustrante per Mardy, condito anche da ingenuità da giocatore futures e conseguenti arrampicate sugli specchi con l'arbitro, pur cosciente di avere torto. 6-3 6-4 e anche l'altro americano si è visto aperta la porta per andarsene dal campo a testa bassa, battuto da un ottimo cangurotto, che propone un tennis molto più brillante del pompatissimo Tomic. Ora sarà proprio bello vedere come si comporterà contro Isner, vincitore con un doppio 7-5 su Monaco.