Premesse: questo vuole essere, una volta tanto, un post serio.
"E' stata la finale più bella di sempre". Lo si è letto spesso ieri, in rete e non solo, a proposito dell'incredibile match vinto da Djokovic su Nadal, che ha permesso al serbo di conquistare il suo quinto Slam. Non lo è stata affatto, forse una delle più intense, senza dubbio. Il cronometro (oggetto che misura il tempo e non la bellezza, elemento in sé non misurabile), dice che è stata la finale più lunga. Ok, ma "più bella di sempre" no, nemmeno per idea. E in questa definizione a fare difetto sono due termini "bella" e "di sempre". Partiamo dal secondo.
E' un concetto abusato, non solo nel tennis ma in tutto lo sport. Il più forte calciatore di sempre? Pelè o Maradona? Se ne discute da sempre, inutilmente. La realtà? Il più forte giocatore di sempre, se mai esistesse, sarebbe Messi. E proviamo a spiegarvene i motivi. L'argentino è un giocatore contemporaneo. Egli delizia le folle in un'epoca in cui la palla corre in maniera molto più frenetica e i difensori sono fisicamente molto meglio preparati rispetto ai tempi di Maradona, figuriamoci di Pelè. Se Maradona giocasse ora, e non ce ne vogliano i napoletani e i suoi ammiratori in generale (categoria, la seconda, nella quale rientriamo anche noi), con le sue qualità fisiche, ci delizierebbe senza dubbio con il tocco, con un passaggio, con un gol di fino, ma difficilmente ripeterebbe le gesta che abbiamo avuto la fortuna di vedere oltre 20 anni fa. Pelè, invece, non vedrebbe proprio la palla.
