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martedì 9 novembre 2010

Bercy, lo scempio di ieri e cosa ci attende oggi

A Parigi-Bercy è in corso un Master 1000 di tennis, anche se di questo sport ieri se n'è vista traccia solamente in prima serata con la sfida tra Riccardino e Nicolas Mahut. Quest'ultimo, ancora stanco dalla maratona di Wimbledon contro Isner, ci ha deliziato con un po' di serve&volley e altre perle varie distribuite nel corso del match, anche se alla fine ha avuto la meglio rovescio d'oro. Giocatori come lui esistono ancora, che il Dio del tennis li conservi sani, visto che è proprio di ieri la notizia che Taylor Dent ha deciso di ritirarsi, evento che meriterebbe un minuto di silenzio su tutti i campi.

Il silenzio invece ieri lo si è vissuto durante il match tra Santiago Giraldo e Thiemo De Bakker, vinto dal primo per 6-7 6-4 7-5. Tre ore di masochismo puro. Chi ha avuto il coraggio di seguire il match ci ha raccontato di alcuni spettatori che in preda alla noia hanno tentato il suicidio. Altri leggevano il giornale mentre altri ancora si sono addormentati, compreso il giudice Layani, sorpreso a russare mentre i due giocatori avevano raggiunto i 652 colpi in un unico scambio. L'antitennis a livello esponenziale, e la brutta notizia è che uno dei due ha vinto e lo rivedremo al secondo turno.

Capitolo italiani. Fabio Fognini ha battuto Berrer mentre Potito Starace, come previsto, ha perso contro Micheal Llodra, altro tennista in via d'estinzione. Fognini come al solito ha alternato momenti di estrema concretezza ad altri di totale estraneità dal match, durante i quali iniziava a guardarsi intorno e a blaterare qualche parolaccia contro il mondo. La nostra opinione è che se avesse una testolina un po' più quadrata potrebbe issarsi tranquillamente tra i primi 30 del mondo e starci con una certa stabilità, ma purtroppo è un tennista italiano e quindi non sarà così. Speriamo che il suo talento non finisca nello scarico del water.

Visto lo scempio di ieri veniamo quindi alla giornata di oggi, che in apertura vedrà la piacevole sfida tra Gulbis e Youzhny, in contemporenea a Monaco-Querrey. Per chi ha Sky (e quindi il doppio canale) sarà come scegliere tra un film di Tarantino e Vacanze di Natale 2000. Il resto della giornata potete benissimo vederlo qua. Match particolarmente interessanti all'orizzonte non ne vediamo, anche se da Almagro-Stepanek potrebbe venire fuori una bella partita oltre che una scazzottata, visto il carattere non propriamente simpatico di entrambi.

mercoledì 3 novembre 2010

L'erba del vicino è sempre più lenta

Il torneo di Basilea sta mettendo in crisi molti giocatori perchè, a quanto pare, la superficie è veloce quanto dovrebbe essere.
Sembra una frase assurda, ma da quando hanno provato a rendere omogenee le velocità nelle varie superfici, la frase precedente ha più che senso!
Ebbene si, a Basilea i giocatori si lamentano che il cemento è cemento e le palline schizzano appena rimbalzano.
Lamentela che per noi equivale a dire: non so giocare.
Il tennis moderno per la maggiore è noioso, sembra una puntata di ER: sai sempre come andrà a finire.
E' ovvio, non esistono più i cambi di superficie che determinano i divari tra i giocatori favorendo un vivace scambio al vertice, ma fossilizzano la classifica dei primi 4 e standardizzano gli inseguitori che rimarranno così a vita, sia perchè la differenza punti già a maggio è un abisso, sia perchè vedendo come si vince si tende a giocare in un sol modo.
I tornei di inizio stagione si spacciano sul cemento, ma in realtà sono in Greenset. Praticamente un pelo più veloci della terra e i rimbalzi molto simili, se non sei un cecchino che becchi 30 volte la linea esterna in uno scambio prima da un lato e poi dall'altro, il pallettaro non te lo toglierai mai di mezzo.
Poi arriva la terra (stesso discorso) che ormai è monotematica da anni, sappiamo già a chi andranno i 5000 punti in palio più eventuali ATP 500.
Siamo quindi all'erba con appena 2000 punti e qualche ATP minore. Io ricordo che a Wimbledon 20 anni fa, fare 4 palleggi era un'eresia, si giocava solo al volo perchè i rimbalzi erano irregolari e la palla schizzava, della serie: sulla terra giochi in un modo, sull'erba o sai giocare in un modo totalmente diverso o dai spazio agli altri. Così si potevano rifare i giocatori meno pallettari che venivano trapassati allegramente quando provavano ad affacciarsi a rete sulla terra. Adesso che hanno rallentato l'erba e cambiato le palline, si fanno oltre i 20 scambi tranquillamente, si corre e si saltella spensieratamente sul campo, come se fosse l'erba della collinetta di Heidi. Morale della favola, anche qui sappiamo a chi andranno i 2000 punti per un altro paio d'anni, a meno di amputazioni.
Si ritorna al Greenset e per concludere qualche campo in cemento che comunque ha sempre accurati accorgimenti per rallentare il gioco per far vincere sempre gli stessi.
Io sinceramente preferivo il tennis vario quando al vertice ci si alternava più spesso e si bramava il sangue dell'avversario. Ora invece si vedono sempre gli stessi nomi che sono inscalfibili perchè non esistono tutti i fattori di  scombussolamento che esistevano nel passato e facevano la differenza, nonchè creavano la sorpresa... ora invece: che noia!

giovedì 28 ottobre 2010

Cosa offre la giornata... quasi niente!

Dopo alcuni giorni passati con partite più o meno insulse tra tennisti sconosciuti, orgogli italici e rientri improbabili, nei tornei maschili in programma questa settimana (vi ricordiamo che a Doha è in corso il Master femminile senza di lei) oggi potremmo anche assistere a qualche match degno di essere visto, magari in qualche streaming sfigato (e forse illegale) in lingua slovacca.

Iniziamo da Montpellier. In terra francese il menù degli ottavi di finale prevede un'interessante sfida tra l'intelligentissimo pallettaro di casa Gilles Simon e il rallysta diversamente magro argentino David Nalbandian. Prima di questo scempio però ci si dovrebbe lustrare gli occhi con due giocatori che, dal nostro personale punto di vista, a tennis sanno giocare, ovvero Ivan Ljubicic e il figlio segreto di Rino Tommasi, Taylor Dent. Sempre a Montpellier da segnalare anche Michael Llodra, che speriamo riduca in brandelli Albert Montanes.

Dalla ridente cittadina francese ci spostiamo a San Pietroburgo, dove a parte un imperdibile doppio tra i nostri Potito Starace e Daniele Bracciali opposti a Mikhail Kukushkin e Illya Marchenko (dei quali non ci andava di cercare delle foto in quanto li riteniamo dei tennisti più o meno inutili), il programma non offre nulla di appetibile ai nostri esigentissimi palati. E quindi scappiamo a Vienna, dove il tabellone piange quasi quanto quello di S. Pietroburgo, ma è ravvivato, si fa per dire, dalla epica sfida tra Andreas Seppi, che gioca quasi in casa, e Andreas Haider-Maurer, del quale ancora non riusciamo a trovare una foto e quindi insistiamo nel pubblicare questa. L'occasione per Seppi è ottima, quindi ad alto rischio.