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domenica 21 luglio 2013

Herr Fabio. Dopo Stoccarda, Fognini vince Amburgo

Dopo Stoccarda, Amburgo.
E quindi siamo a due. Di fila.
Non per vantarci, ma erano un paio d'anni che dicevamo che mettendo i neuroni a posto il nostro Fognini avrebbe potuto togliersi qualche piccola soddisfazione. Non siamo gli unici, lo sappiamo. Prima Stoccarda  e poi Amburgo, dove il ligure ha battuto la sorpresa del torneo, quel Federico Delbonis da molti ritenuto una papabile promessa fino a non molto tempo fa, ma stazionario ormai da anni nei Challenger di mezzo mondo, in particolare in Italia. A giudicare dal fisico pare molto amante del nostro Paese in quanto appassionato di trattorie, ma questa è solo una nostra impressione.

mercoledì 12 giugno 2013

In herba veritas

E' arrivata l'erba! Ovviamente non si tratta di una triste battuta di Snoop Dogg estratta dall'ultimo Scary Movie, ma ci riferiamo allo sport più bello del mondo, il tennis. Un mese, appena trenta giorni da gustare al contagocce, prima di tornare alla terra, ai cementi collosi e ai robottini con la racchetta. L'erba non perdona, su un manto verde bisogna veramente saper giocare a tennis, i campi evolvono, ogni giorno e ogni minuto ci si trova in una situazione differente, devi avere spirito di adattamento, coraggio, non puoi permetterti di giocare in modo standard, sei costretto a costruire, ottimizzare, anticipare, pensare perché difficilmente si rimedia un errore, ma soprattutto se imposti il gioco in difesa, se non sbaglia l'altro, le possibilità di essere trafitti da un vincente sono altissime. L'erba mette pace nei sensi di chi ama il tennis per come mamma l'ha fatto.

martedì 14 maggio 2013

Internazionali d'Italia: Fognini uomo derby, bene Starace e Burnett, out Lorenzi e Schiavone

La prima giornata di dirette dal Foro è andata. Ci son state quasi dieci ore non-stop di italiani in campo, tra maschili e femminili, e di sei soldatini ne sono rimasti tre in piedi. Tutto sommato e visti gli avversari è un bilancio positivo. La Burnett da 141 al mondo, ha battuto la 30 Cornet per 6-2 6-2, mentre Starace, disceso negli inferi ha eliminato, solo con la forza di volontà, Stepanek per 4-6 6-4 6-3. Peccato che oggi avrà come avversario Federer e non sappiamo fino a quanto metterci il cuore possa bastare per vincere. In negativo ci sarebbe la Schiavone che ha perso dalla Bertens, ma se la tennista milanese dopo il Roland Garros annunciasse il ritiro, spaventerebbe ben pochi. Per il resto abbiamo avuto Lorenzi, chiamato all'impresa contro il samurai Nishikori. Non è bastato che il senese scendesse in campo in tenuta mimetica per far paura al giapponese, vincitore facile per 6-2 6-4. Gli ultimi due italiani in lista erano Seppi e Fognini, per un derby che oltre a garantire un azzurro al secondo turno (esattamente come nel 2010), significava guadagnare un'esecuzione pubblica contro Nadal nella giornata di mercoledì. Questo privilegio l'ha ottenuto il ligure con un 6-4 6-1, ma c'è da dire che Andres si è dimenticato di giocare. Contro Rafa sulla terra, Fabio è sicuramente l'avversario migliore tra i due, ma non facciamoci inutili illusioni.

martedì 26 febbraio 2013

Saranno famosi... O solo fumosi?

 di Andrea Giannuzzi

Cari amici di ControBreak volevo proporvi un’analisi sul futuro del tennis maschile.

Un giorno Federer e Nadal smetteranno di giocare, Nole e Murray invecchieranno e qualcuno dovrà prendere il loro posto, ma chi? Sono cinque i tennisti che si sono messi in luce in questi due anni: Dimitrov, Raonic, Tomic, Goffin, Janowicz. La cosa che può consolarci è la varietà di questi futuri protagonisti, tutti in possesso di caratteristiche ben distinte, nessuno dei quali assomiglia neanche lontanamente a un pallettaro.

lunedì 1 ottobre 2012

Occupy ControBreak

Sono ormai passati quasi due anni dalla nascita del blog, nei quali è stato possibile farci conoscere e farvi capire il nostro modo di vedere il tennis e raccontarlo. Molti ci hanno amorevolmente chiuso la porta in faccia e tantissimi altri invece ci seguono assiduamente dai primordi. ControBreak è così, amore spropositato dal primo istante o immediato odio profondo. Il blog, come ben sapete, è affiancato da FaceBook e Twitter, che ci permette una comunicazione in tempo reale con voi e spesso sono proprio i commenti esterni a regalarci perle e considerazioni che noi amorevolmente conserviamo per farcire i nostri post. Quello che ci fa impazzire di gioia è che, grazie ai vostri interventi, i nostri profili sui social network ormai riescono a vivere anche quando non siamo presenti. Leggiamo scambi di opinioni, ironiche, serie o argute in libertà, che non possono che farci piacere. In parole povere, ControBreak ha un’anima:  voi. Ci tenete compagnia mentre commentiamo i match o seguiamo l’avvicendarsi delle partite anche dai soli livescore. Scrivete e osservate tutto, ci seguite sempre e comunque, anche quando ci troviamo di fronte a spettacoli di rara inguardabilità. Quindi è giunto il momento di fare ancora più vostro ControBreak!

domenica 15 gennaio 2012

ESCLUSIVA: le nuove regole Atp secondo Rafael Nadal

Alla luce delle ultime dichiarazioni di Rafael Nadal su Roger Federer, "non sono d'accordo con lui, è facile non dire nulla e ritenere tutto positivo, così fa la figura del gentleman, lasciando che gli altri si brucino", e della richieste avanzate dallo spagnolo sui futuri regolamenti Atp, "vorrei più tornei sulla terra e il ranking Atp basato su cadenza biennale", noi di ControBreak, nel nostro rifugio rurale segreto nel quale ci siamo nascosti per evitare i controlli della finanza, siamo riusciti a ottenere in via del tutto esclusiva la seconda parte delle richieste presentate dal campione spagnolo ai vertici dell'Atp, eccole.

mercoledì 2 marzo 2011

L'importanza di chiamarsi Ernests

Quel birichino di Ernests è nato nell'88 a Riga. Di cittadinanza lettone e portafoglio probabilmente svizzero, venne alla luce in un jet privato e la prima cosa che fece una volta aperti gli occhi è stata quella di licenziare l'ostetrica e mandare via tutti perché voleva stare da solo. Li obbligò a buttarsi col paracadute dall'aereo, ma prima volle un ciuccio tempestato di diamanti perché quelli di gomma non facevano per lui.
Le sofferenze per la madre non tardarono ad arrivare. Infatti, una volta atterrati e recati nell'ospedale più costoso della città, Gulbis si rifiutò di mangiare perché la genitrice non aveva la quarta. Il piccolo decise di fare un concorso di Miss Mamma, tra quelle che avevano appena partorito in ospedale, in modo che potesse scegliere quella che gli andava più a genio.
A un anno gli venne regalata la sua prima carta di credito con budget illimitato, che riuscì ad azzerare (non sappiamo come) nel giro di due giorni. Il padre placò i capricci per l'inconveniente rassicurandolo sul fatto che tanto il giorno dopo le entrate familiari sarebbero state tali da permettergli di spendere il doppio di quello che aveva già fatto fuori.

giovedì 11 novembre 2010

Psycho-Soderling

Il nostro serial killer nasce nel 1984 a Tibro, amena località della foresta svedese che avrebbe potuto salire agli onori della cronaca nera se solo la sua famiglia non avesse dirottato l'istinto omicida di Robin verso lo sport. La disciplina scelta dai suoi genitori per contenere la prepotenza del proprio figliolo è il tennis, sport che permette a due avversari di stare abbastanza lontani da evitare una rissa ma allo stesso tempo consente al giovane bullo di scaricare tutta la sua rabbia scagliando con sadismo dei potentissimi traccianti con i quali poter mettere in serio pericolo l'incolumità del malcapitato di turno.

Il giovane Robin si allena dalla mattina alla sera senza mai fermarsi. La mattina picchiando i suoi compagni di scuola, così, tanto per divertirsi, e la sera cercando di abbattere lo sparring partner di turno il cui destino è quello di essere vittima sacrificale di un potenziale omicida seriale. Lo svedesone cresce, anche troppo, e tra una rissa e l'altra dimostra le sue qualità tennistiche fino ad arrivare al professionismo, quando irrompe nel dorato circuito Atp ansioso di spaccare la faccia a chiunque gli si presenti davanti. Essendo le risse vietate dal regolamento tennistico, cosa che irrita non poco l'indole nevrotica del ragazzo, prova a sfogarsi prendendo in giro i suoi avversari.

Il clou lo raggiunge nel terzo turno del torneo di Wimbledon del 2007, quando Robin, indispettito dai noti tempi biblici che il suo avversario del giorno, nientemeno che Rafael Nadal, impiega per effettuare la battuta, irride l'iberico imitando la smutandata, gesto molto caro al cyborg di Manacor. Per lo svedese arriva poi la sconfitta, ma in conferenza stampa non lesina velate minacce al collega: "Se Nadal ha qualcosa da dirmi venga pure di persona". Nadal crediamo non ci sia andato. Da quel giorno il Ted Bundy di Tibro si guadagna l'appellativo di 'antipatico', cosa che a lui non frega assolutamente nulla; a lui di stare simpatico non interessa proprio.

mercoledì 10 novembre 2010

Bello di papà

Riccardino nasce nell'86 in Francia, sui suoi occhi brillava la stellina del successo.
Il padre istruttore di tennis lo costringe a giocare, gli mette in mano la racchetta, ma il povero cucciolo ha una paresi che non gli permette di fare il dritto, problema che tutt'oggi si porta dietro tanto che ogni volta che tenta un dritto è il panico totale per lui e per il pubblico. In compenso si specializza nel rovescio, caratteristica che lo porterà al fallimento prematuro.
Ma andiamo con calma.
Quando ancora i capelli erano d'oro, il piccolo Riccardo ha bruciato le tappe vincendo titoli con anni d'anticipo rispetto ai diretti avversari e a 9 anni viene messo in copertina su Tennis Magazine e osannato come il campione che la Francia attendeva dopo Noah.
In pratica la Francia stava già festeggiando senza avere il campione (un pò come ha fatto l'Italia con Bolelli, ma questa è un'altra storia), ma il piccolo non tradisce (forse) le aspettative e nel 2002 riesce a esordire nel circuito maggiore, nello stesso anno vince anche gli Open di Francia e gli US open nel circuito giovanile. E' una bomba pronta ad esplodere e la Francia si masturbava mentalmente e fisicamente.

sabato 6 novembre 2010

El mutandero

Il piccolo Rafael nasce nell'86 nell'isola di Maiorca. La cicogna fece una gran fatica per portarlo alla mamma, infatti il bimbo pesava ben 10 chili. Aveva già i muscoli!
Questi i suoi dati: 9,8 chili di muscoli, il resto ossa, 0,01% di grasso corporeo e appena atterrato, è saltato immediatamente fuori dal sacco per farsi una corsetta. Dopo 2 minuti e 34 secondi aveva già percorso il perimetro dell'ospedale perdendo anche qualche secondo per salvare un gatto sopra un albero. I genitori pensarono che c'era del potenziale in lui.
La madre aveva già preparato il corredo per il nascituro, ma il fatto che nacque coi muscoli fu un vero dramma perchè non potendo permettersi altri vestiti, fino all'arrivo del prossimo stipendio del padre, Rafael fu costretto a indossare quegli abitini stretti. Il trauma maggiore non furono le magliettine che gonfiando i pettorali riusciva a strappare, ma le mutande che gli si infilavano tra le chiappe senza via d'uscita, così prese il vizio della "smutandata" ecco perchè oggi mantiene il suo immancabile tic della mutanda.
All'età di 8 anni era un bambino, si muscoloso, ma come tutti gli altri: vivace, rideva e scherzava con tutti e ogni tanto si concedeva di aiutare qualche vecchietta ad attraversare la strada fermando a mani nude i tir.
Queste caratteristiche saltarono subito agli occhi dello zio Tony, ma sopratutto notò che fermava i camion sia con la destra che con la sinistra così lo prese con se e gli chiese se voleva giocare a tennis con la sinistra visto che, in un mondo di destri, essere mancini nel tennis era un vantaggio. Nadal felicemente accettò la proposta dello zio, ignaro di cosa lo aspettava.

sabato 30 ottobre 2010

La gnocca dell'ATP

Non c'è un errore nel titolo, sappiamo bene che nell'ATP giocano i maschietti, ma non possiamo fare a meno di notare che spesso nell'angolo di ogni tennista c'è una presenza femminile, moglie, ragazza o accompagnatrice del nostro eroe.
A seconda del soggetto cambia spesso mentre altre volte mette le radici perchè il tennista non può permettersi di avere molti alti e bassi nella vita privata che comprometterebbero la resa in campo. Il tennis infatti è uno sport in cui la stabilità emotiva e psicologica è molto importante.
ControBreak si è preso il pesante e arduo compito di spulciare su Google e scoprire le dolci metà dei nostri beniamini per vedere se la classifica attuale ATP rispetta il livello di gnocca che li accompagna.
Click sul nome di ogni tennista per scoprire la sua compagna di vita...
10) Mikhail Youzhny
9) Andy Roddick
8) David Ferrer
7) Fernando Verdasco
6) Tomas Berdych
5) Robin Soderling
4) Andy Murray
3) Novak Djokovic
2) Roger Federer
1) Rafael Nadal

La classifica ATP rispecchia la bellezza della propria metà?

venerdì 29 ottobre 2010

Real Club Deportivo Nadal VS Football Club Federer

Nel tennis le rivalità tra giocatori ci sono sempre state e solitamente si trattava dei due giocatori più vincenti del circuito (e non sempre i più interessanti), figurarsi se si prendono due personaggi che praticamente hanno duopolizzato i tornei del circuito ATP lasciando ai diretti rivali le briciole dei 250 e qualche 500, ma solo perché non hanno il dono dell'ubiquità per prendersi tutto.
La loro superiorità, rispetto ai diretti avversari è palese, magari non sempre vincono, lo sanno bene Djokovic e Murray, ma è inutile: li becchi in giornata e sei fritto. In pratica si possono mettere in difficoltà solo tra loro.
Il problema non è questa presunta rivalità, ma che, da quando il tennis si è "commercializzato" ed è quindi diventato alla portata di cani e porci, il supporto di Nadal e Federer è degenerato in un qualcosa simile al tifo calcistico. Sembrano due squadre che si amano per fede. Sono diventati delle bandiere, di non so quali valori, che si inventano i tifosi, quando invece non fanno altro che giocare per i cacchi propri e diventare miliardari. Siamo ormai vicini al momento in cui qualcuno finirà per innescare una rissa per una discussione tennistica.
Ma andiamo nel dettaglio e vediamo cosa dicono i tifosi delle due "squadre":

giovedì 28 ottobre 2010

Supertennis: dal passato remoto... ai 250 in diretta

Fu così che, dopo aver eliminato il tennis (ehm scusate, volevo dire pallacorda) dalle reti RAI, anni dopo, quando ormai l'Italia pensava che l'unico sport ancora esistente al mondo fosse solo il calcio italiano, la FIT istituì Supertennis per risvegliare in noi il desiderio di togliere le racchette di legno dalla sacca e farci capire che quei campi verde e arancio che vediamo ai bordi delle strade in effetti servono a qualcosa.
Ammirevole il tentativo, ma inizialmente non si capiva il perché di questa nuova TV del tennis, nata sul pacchetto Sport di SKY, dove tra SkySport e Eurosport, di certo non si sentiva la mancanza di tennis.
Le prime teorie più accreditate furono:
- farci apprezzare l’abbronzatura vintage di Caputi
- dimostrare che si possono acquistare partite di tennis del dopoguerra al mercatino delle pulci.
Inoltre, questa TV della FIT, venuta al mondo proprio nel periodo del ciclone Bolelli, quando la FIT stava letteralmente facendo schifo ai cani con le sue decisioni, sarebbe sicuramente servita per spingere nell’etere i tennisti italiani, che nessuno conosceva perchè non hanno mai ottenuto un risultato decente sul circuito maggiore, tanto da guadagnarsi almeno una fotografia su un TG.
Dopo parecchia acqua sotto i ponti e parecchi rischi di chiusura perché non se li filava nessuno, hanno capito che alle persone, di vedere i bambini che si allenano nei circoli regionali e che fanno giochi sfigati con domande quiz e ruba la sedia, non fregava niente a nessuno, così scatta il colpo di genio: perché non acquistiamo qualche torneo da dare in diretta? Ma si dai, siamo una TV sul tennis, magari qualcuno è interessato...
Ecco che si inizia a ragionare, ciulano la Davis alla RAI che non si sa per quale motivo spendeva i soldi per acquistare l’evento, se non per coprire i buchi la notte tra Marzullo e i consigli per il cinema o per riempire tra le sessioni di tiro alla fune su RaiSport.
Venne poi il tempo dei 250 che possono sembrare briciole, ma per chi si vede le partite in streaming, è oro colato, peccato che però vengano trasmessi dai quarti quando ormai gli italiani hanno già perso, tranne in sporadici casi discussi oggi su Voyager.
E’ comunque già qualcosa.
Poi arriviamo a vere e proprie prese di posizione (e forse di coscienza), come questa settimana che viene trasmesso l’unico torneo dove non partecipa nemmeno un italiano… messaggio subliminale? Forse.
Non so quale sarà il futuro di SuperTennis, so solo che, ora come ora, se alternata a colossi quali Eurosport e SkySport, si sta rivelando molto utile a noi, soprattutto, come dicevo prima, per la visione dei tornei minori e questo non ci fa schifo, anche perché sono quelli dove solitamente non partecipa Federer e quindi siamo tranquilli di non vedere Mirka.

lunedì 25 ottobre 2010

'Fogna' vince un Challenger in Cile

Un tennista italiano ha vinto un torneo. Sappiamo che ad una prima occhiata questa frase può sembrarvi un ossimoro, ma è successo sul serio, proprio ieri. Smorziamo immediatamente gli entusiasmi dicendovi subito che si tratta di un inutile Challenger sudamericano come ne esistono migliaia. Autore dell'impresa è stato il 'simpaticissimo' Fabio Fognini, che con un impeto di italico orgoglio ha battuto in finale nientemeno che Paul Capdeville, n° 285 Atp e recentemente estratto vivo dalla miniera di San Josè insieme ai suoi 32 compagni.

Il cileno, assunto come custode del circolo, dopo aver innaffiato e sistemato il campo, ha preso in mano la sua racchetta partendo però con il piede sbagliato. Fognini si è infatti aggiudicato il primo set in estrema scioltezza con un eloquente 6-2. Nel secondo, resosi conto di trovarsi di fronte a un tennista italiano, Capdeville ha pensato che sotto sotto la partita la poteva anche riaprire. Fognini ovviamente ce l'ha messa tutta per permetterglielo, buttando nel cesso due match point sul 5-4 e cedendo la battuta proprio nel momento decisivo. Il buon cileno però, nonostante i numerosi regali, non ha saputo approfittare della generosità "tutta ligure" del 'Fogna', che con un tie-break chiuso 7-2 ha portato a casa il terzo, ripeto, il terzo, Challenger della stagione. Peccato, ne avesse vinti altri 121 avrebbe avuto qualche possibilità di qualificarsi al Master di Londra. Più realisticamente oggi festeggerà la 62ima posizione del ranking Atp, per noi italiani grasso che cola.

domenica 24 ottobre 2010

Il punto della situazione

Proviamo a fare le cose per bene iniziando la nostra avventura con un veloce punto della situazione iniziale, che praticamente, salvo sorprese inaspettate, come ad esempio la fine del mondo, dovrebbe coincidere anche con il punto della situazione finale.
Se facessimo un punto della situazione a gennaio dopo che non vediamo nessuno giocare per due mesi, su che dati ci potremmo basare? Nessuno, infatti meglio un punto della situazione oggi che invenzioni domani.
Partiamo dai top ten e aprendo una finestra sul recente passato, vediamo cosa ci si potrebbe aspettare da loro nell’imminente futuro:
10) Andy Roddick: eterno top ten. Dopo un 2009 in cui di buono ha fatto solo la finale a Wimbledon persa per meriti suoi e il matrimonio con Brooklyn Decker che purtroppo non gli fa guadagnare nessun punto ATP altrimenti sarebbe tra i primi 3 al mondo, si affaccia al 2010 con grandissimi propositi che vedono la luce a inizio anno con vittorie importanti, ma scemano col tempo arrivando alla quasi scomparsa, se non per qualche guizzo nei tornei in casa. Per lui si prevede un 2011 in discesa, nel senso che esce dai top ten definitivamente. Il fisico non regge più la testa e, secondo me, il ritiro è vicino perché col suo orgoglio, non sopporterebbe finire la carriera tennistica inanellando sconfitte a profusione. Poi si dovrà inventare qualcosa di redditizio perché altrimenti Brooklyn scappa! Magari un futuro a Hollywood ci sta.
9) Mikhail Youhzny: il soldatino russo. Entra tra i top ten in silenzio e molti meriti vanno agli altri che hanno perso punti. A parte il buon inizio dell’anno, alterna alti e bassi, qualche punticino qua e la  che conta, ma in concreto diciamocela tutta: siamo anni luce rispetto a un vero top ten. Prevedo una permanenza da turista nei primi dieci posti ATP
8) David Ferrer: il mondo gira al contrario. Ok che i punti li fa e i turni li passa, è stato addirittura finalista a Roma, ma vedere il suo nome tra i top ten fa piangere il cuore al dio del tennis. Cadetto spagnolo, corre senza stancarsi, prende tutto, dedito al “tanto prima o poi sbaglia l’altro”, Ferrer gioca tutt’ora un tennis anonimo che ha il pregio di avere periodi che lo rendono ingiocabile a periodi in cui potrebbe perdere da un qualificato qualunque. Anche lui sale in classifica perché scendono gli altri, ma sicuramente dimostra più solidità del sopracitato Youzhny. Il suo 2011 lo vedo altalenante tra gli ultimi 10 e il ventesimo posto.

Presentazioni

Eccoci.
Siamo due appassionati o sarebbe meglio dire, malati di tennis. Abbiamo deciso di aprire un blog perchè la nostra carriera di telecronisti Sky è finita ancora prima di cominciare, in quanto i nostri Cv, inviati con tanta fiducia, sono stati prima stracciati con disgusto e poi lanciati all'interno un altoforno per assicurarsi che non vi fosse rimasta nemmeno la cenere. Sicuramente vi state chiedendo che senso abbia aprire l’ennesimo e inutile blog di tennis proprio a fine stagione quando manca poco più di un mese alla pausa. Semplice: così andiamo subito in vacanza!

Per cui eccoci qua, a scrivere del nostro sport preferito a 360° e liberi di poter dire quello che ci pare.

Quindi:
se vai matto per il rovescio di Mikhail Youzhny, ma pensi che comunque Gasquet abbia un movimento più naturale,
se sei convinto che il coach di Nikolay Davydenko sia il sergente Hartman,
se anche tu ritieni esista una legge non scritta che non permette ad un tennista italiano di vincere più di tre partite di seguito,
se anche tu ti svegli la notte pensando che Wawrinka sia il fratello di Super Vicky,
se credi che Ana Ivanovic non farebbe male a scendere in campo un filino più scollata,
se pensi che Robin Soderling sia un bulletto di periferia prestato al tennis,
se anche tu vivi chiedendoti costantemente perché un plurimiliardario deve sposare Mirka,
allora benvenuto.

Leggerai, speriamo con piacere, le irriverenti divagazioni di Lucky Loser e Walk Over sul mondo della racchetta e sui suoi protagonisti e perchè no, sulle loro fidanzate. Ci divertiremo a fare le pulci a chiunque cercando di essere il più possibile imparziali, ma se non riusciremo ad esserlo, seguiteci ugualmente, daremo spazio a tutte le opinioni, anche se siete tifosi di Pere Riba.