E' finalmente successo e ora per qualche anno potremo seguire un'edizione di Wimbledon senza sentire per ottocento volte al giorno che un inglese non vinceva Wimbledon da oltre 70 anni. Che poi si tratti di uno scozzese, chi se ne frega. Sottigliezze. Andy Murray ora ha il sangue più blu degli occhi del Supertelegattone e la Union Jack incisa nel cuore. Ci prende gusto con gli Slam e dopo gli US Open incassa il tanto ambito Wimbledon. Era l'unico dei Fab Four ad aver perennemente fallito, ma non a questo giro, dove tutto gli è andato per il verso giusto. Aveva infatti il lato più complesso di tabellone, ma pian piano se ne sono tutti andati, prima Nadal, al turno dopo Federer e in semi ha avuto Janowicz, senza contare i quarti con Playmobil Verdasco. Quasi lo stesso destino alla Bartoli, che ha potuto alzare il piatto del tennis senza aver battuto una top ten. Onore ai due che hanno sfruttato le occasioni favorevoli, traendone il massimo profitto, pur sacrificando il tennis. Ora siamo impazienti di vederli vicini vicini nell'orgasmico ballo dei vincitori (leggenda o realtà che sia), con Gianluigi Quinzi damerino di corte, in quanto ha conquistato il torneo Juniores maschile e portato la salute nel movimento tennistico italiano.
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lunedì 8 luglio 2013
sabato 6 luglio 2013
Wimbledon 2013: semifinali. Poco tennis e tanti pugni, vince la resistenza fisica
Siamo così giunti all'epilogo per eccellenza, le finali, che vedranno Sabine Lisicki opposta a Marion Bartoli e Novak Djokovic a Andy Murray, per il titolo di Wimbledon 2013. Come già ampiamente detto e straripetuto in passato, l'accoppiamento del maschile non ci suscita ormai nessun sentimento, lo si sapeva con certezza da quando Darcis aveva fatto il capolavoro, eliminando Nadal, e Stakhovsky l'aveva perfezionato, spedendo a casa Federer. Per quanto riguarda le fanciulle invece, il nome del vincitore del torneo si riduceva solo a Serena Williams, fino a quando la tedesca S(z)abine Lisicki è riuscita nell'impresa di piazzare la bomba, eliminare e prendere il posto dell'americana. Dall'altro lato la francese Marion Bartoli, purtroppo. Un incubo, se si pensa che tra le due è anche quella con un 1% di possibilità in più, in quanto già nel 2007 aveva calpestato i prati di Wimbledon nell'ultimo atto, per fortuna perdendo da Venus Williams.
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giovedì 4 luglio 2013
Wimbledon 2013: quarti di finale. Femminile da thriller, Djokovic e Murray destinati all'ultimo atto
Incredibile, il tennis, pur nella sua prevedibilità e monotonia contemporanea, trova comunque uno spiraglio per coglierci di sorpresa. E se non lo fanno i maschietti, ci pesano le donne. Alla vigilia di Wimbledon il tabellone femminile sembrava ormai segnato dalla sicura vittoria della Williams a mani basse. Invece, dopo una settimana piatta, il Big Monday ha fatto danni, o meglio, la Lisicki ha fatto danni, eliminando l'americana. Ma non basta, perché il giorno dopo, colei che sembrava ormai destinata a raggiungere la finale di prepotenza, la ceca Kvitova, ha perso in tre set dalla Flipkens. Il torneo delle fanciulle si è dunque tramutato nella più grande incognita di questa edizione di Wimbledon 2013. Quattro i nomi in gara e nessuno è particolarmente favorito per il raggiungimento dell'ultimo atto. Oggi la Lisicki sarà opposta alla Radwanska e la Bartoli alla Flipkens. Avremo pure un livello non proprio da ipertennis, ma se questo è il prezzo da pagare per un minimo di varietà e imprevedibilità, ben venga, sempre... tranne la Bartoli, sia chiaro.
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martedì 2 luglio 2013
Wimbledon 2013: Monday bloody Monday
Nel momento più inatteso è esploso anche il tabellone femminile di Wimbledon 2013. L'erba continua a creare vittime illustri e stavolta è toccato a Serena Williams. In pochi sul globo avrebbero potuto pensare un esito del genere, addirittura agli ottavi e contro S(z)abine Lisicki, ieri autrice di una prova da palle cubiche. Sì, perché se ci può stare benissimo per Serenona farsi fregare nel primo frame, del resto anche a lei è concesso di addormentarsi, vista la netta superiorità, era assolutamente impensabile che la pennichella continuasse anche al set decisivo. Come anche era impossibile credere che la tedesca non si fosse fatta segare in due dagli occhi light saber dell'americana, dopo aver perso il primo e guadagnato il secondo parziale per 6-1. Invece niente, Zabine ci ha creduto fino in fondo e con un chirurgico break ha mandato a casa la favorita del torneo, ma non solo, perché la sua opera sacrificale riapre la strada a tutte e otto le fanciulle approdate agli ottavi.
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