Di viso è una specie di mix tra Troicki e il nostro vicino di casa, si chiama Luca Vanni, è numero 149 del mondo, ha quasi 30 anni ed è giunto in semifinale nell'ATP di San Paolo. Ah... è italiano! Tra tutti gli azzurri in gara era sicuramente l'ultimo su cui puntare. Entrato al posto di Lopez, ha voluto godersi le prime due vittorie ATP toccando quarti e semi. Oggi proverà addirittura a raggiungere il numero 3 con annessa finale. Diciamo pure che San Paolo, nonostante la struttura potrebbe tranquillamente ospitare almeno un 500, ha un tabellone da Challenger e infatti il "giovanotto" azzurro non si sta facendo scappare l'occasione. Oggi però per lui ci sarà Souza, che gioca in casa ed è ben più abituato a palcoscenici del genere a differenza di Vanni che l'anno scorso giocava i future da 10 mila dollari. Ma pensiamo che Lajovic, battuto ieri, di esperienza ne aveva ancora di più del brasiliano... Visto l'exploit, sicuramente il toscano non si tirerà indietro, magari galvanizzato dallo special exempt in omaggio che gli regalerà il main draw anche a Marsiglia.
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sabato 14 febbraio 2015
Vanni vince le "nuove" proposte, tra i big escono Fognini, Seppi e Bolelli
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venerdì 21 febbraio 2014
Dalla Davis a ieri: ecco cosa ci siamo piacevolmente lasciati alle spalle
Salve carissimi! Torniamo in vita dopo quasi un mese dal miracolo Wawrinka agli Australian Open. Forse per paura di rovinare la magia o semplicemente perché è successo poco degno di nota, ci siamo presi una vacanza e non è detto che non continueremo a farlo in futuro. Del resto una rondine non fa primavera e l'idea di vedere una fotocopia del 2013 è ancora vivissima! Se poi avete assistito ieri notte a come Nadal ha arrotato Montanes sulla terra di Rio, sembra chiaro che Sanremo abbia più possibilità di essere originale che non il tennis nel 2014. Come infatti tradizione vuole, il primo Slam di stagione resta sempre una coda dell'anno precedente. I giocatori sono ancora mezzo acciaccati, malmessi, ubriachi da quanto fatto fino a novembre e in uscita dalla preparazione. Ecco perché si vedono quasi sempre le sorprese maggiori dell'anno. In parola povere, il bello ( ...ehm brutto) deve ancora venire e il vero start (purtroppo) sarà il lento e rovente cemento americano.
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lunedì 18 febbraio 2013
Del Potro, Nadal e Raonic stravincono le finali della settimana
Un'altra settimana di tennis è andata e porta le firme di Del Potro, Nadal e Raonic, rispettivamente opposti a Benneteau, Nalbandian e Haas. Tra i tre il torneo più importante era indubbiamente Rotterdam, prima di tutto perché un 500 e poi per la lista di partecipazione che vedeva anche Federer in campo. L'elvetico è stato cacciato via da un Benneteau che poi ha confermato i suoi giorni di grazia, eliminando in semi il connazionale Simon e guadagnando così la finale. Nell'ultimo atto è riuscito a tener testa a Del Potro per appena un set, poi perso al tie-break. Il secondo parziale si è chiuso invece con un 6-3 in pieno controllo per l'argentino. Di positivo per Bennetteau c'è il fatto di essere riuscito a non "sporcare" il suo zero nel conteggio delle finali giocate e vinte. Per lui un bel 0-8. Del Potro ringrazia e alza volentieri il trofeo al cielo, ma non avrebbe potuto fare altrimenti. Chissà se il cinismo e la sicurezza che l'hanno contraddistinto dalla semifinale in poi, si sarebbe palesato con ancora la sua bestia nera Federer in gara...
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domenica 17 febbraio 2013
Seconda finale per Nadal dopo il rientro, a Rotterdam favorito Del Potro e Raonic-Haas illumina San Jose
Al momento della conferma alla tappa sudamericana di Nadal, non c'erano dubbi che lo spagnolo avrebbe almeno garantito la presenza fino alle finali. Ma mai ci saremmo aspettati la debacle in finale di Viña del Mar con Zeballos e ancora meno i tre set contro Berlocq e ieri notte con Alund, lucky loser del torneo. Rafa ha giocato due tornei praticamente senza avversari eppure ha sempre avuto di che preoccuparsi. L'entusiasmo di averlo visto tornare a pieno regime è durato il tempo di due match, dopo di ché il maiorchino si è quasi mischiato alla massa di terraioli pallettari che invadono ogni anno il Sud America. E' preoccupante. Alla luce dei primi giorni da leone, i problemi di Nadal, più che di natura fisica, sembrano psicologici, nonostante si giochi sulla sua amata terra. Per rincarare la dose, oggi dovrà affrontare la finale contro Nalbandian, l'unico giocatore che non lo teme di default nel circuito. Potrebbe essere la svolta verso la gloria o l'abisso.
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sabato 16 febbraio 2013
Benneteau spazza via Federer. Nadal si piega, ma non si spezza... contro Berlocq. Bolelli c'è!
Dopo il misero fallimento a Wimbledon 2012, dove Julien Benneteau ha toccato aberranti picchi di compassione prima di perdere al quinto, il francese è riuscito a battere Federer, ancora meglio di come fece nel 2009 a Parigi Bercy. Ebbene sì, perché se in quell'anno vinse al terzo faticando parecchio, ieri ha spazzato via lo svizzero quasi senza rendersene conto. E allo stesso tempo, anche noi da casa abbiamo faticato ad accorgerci se in campo ci fosse Roger o il suo emulo Dimitrov. Classica giornata no dello svizzero, dove si sono contate più le stecche che i vincenti e il servizio è stato lasciato in Australia a saltellare coi canguri. Anche questo fa bene al tennis perché, mentre prima si poteva pronosticare un torneo a senso unico, ora il tabellone del 500 di Rotterdam presenterà qualche incognita in più, che manterrà viva l'attenzione.
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venerdì 15 febbraio 2013
Bolelli e Volandri saltellano di salute ai quarti di San Paolo. A Rotterdam "au revoir" Gasquet
E' la settimana dell'Italia! Sanremo irradia gorgheggi agghiaccianti di Al Bano dalla Russia all'America, Berlusconi guadagnando altri punti inneggiando alle tangenti per essere competitivi con gli altri stati, e Volandri e Bolelli approdano i quarti dell'ATP di San Paolo, battendo Bellucci e Monaco. Alè! Filippo ha da difendere la finale del 2012, per cui è costretto a fare gli straordinari, per Simone invece trattasi di vero e proprio miracolo, perché battere l'argentino sulla terra non è certo un'impresa semplice. Ovviamente non dimentichiamo che Pico la settimana scorsa ha perso anche da Rufin in Cile, quindi è evidente non stia proprio al meglio della sua salute. Ma non tralasciamo nemmeno che Bolelli ha fallito miseramente con giocatori scarsi messi molto peggio. Quindi prendiamo con positività il risultato degli italiani e speriamo di vedere le loro facce anche in semifinale.
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lunedì 11 febbraio 2013
Viña del Mar: Zeballos doma il toro in gabbia e Nadal passa dalle stelle alle stalle
Per tutte la settimana l'abbiamo chiamato Viña del Rafa, perché non si poteva fare altrimenti. Era un challenger mascherato da 250, con la presenza dello spagnolo, sulla carta, 100 spanne sopra chiunque altro. Poi c'è stata anche la sconfitta al primo turno di Monaco, l'unico potenziale problema. Il torneo non poteva che chiudersi con la vittoria di Rafa. Invece la sceneggiatura stavolta riservava uno di quei finali che lasciano con la bocca aperta durante i titoli di coda. Nadal, da iperfavorito del torneo, arrivato a due punti dal match si è visto ribaltare la gara da Zeballos e perdere 6-4 al terzo. Un incubo per lui, ma soprattutto per i suoi tifosi, che stavano già immaginando faville, dopo essere rimasti a stecchetta per ben sette mesi.
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domenica 19 febbraio 2012
La seconda giovinezza di Volandri: è finale a San Paolo
Mentre l'Italia era in tensione per sapere chi avrebbe vinto l'ultima edizione di Amic... cioè Sanremo, dall'altra parte del globo un azzurro stava compiendo un'impresa niente male, in quel di San Paolo, contro un pubblico avverso, visto che dall'altra parte del campo c'era l'idolo di casa Bellucci. Non è di certo una nuova proposta, ma Filippo Volandri, trentenne toscano, in questa settimana si è preso le sue belle soddisfazioni dopo un periodo di vari alti e bassi. Per lui è stata una settimana da incorniciare, con dure ed estenuanti lotte che gli hanno permesso di collezionare scalpi di giocatori ben più regolari o potenzialmente superiori a lui quali Montanes e Nalbandian, fino a raggiungere l'ambita finale.
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sabato 18 febbraio 2012
Volandri d'annata, è semi a San Paolo
Sapete bene quanto siamo solitamente critici nei confronti dei colori azzurri, forse non sapete però, visto che non ne è capitata quasi mai occasione, che siamo anche in grado di esaltarci per i rari bei successi dei nostri portacolori in giro per il mondo. E' il caso della vittoria di Filippo Volandri su David Nalbandian, giunta ieri a San Paolo nei quarti di finale. Abbiamo visto il livornese giocare quasi come ai tempi d'oro, trovare nel suo splendido rovescio un'arma di distruzione e creare qualche bella pennellata che ha lasciato di stucco il forte argentino, andato letteralmente in bambola nel terzo set.
E pensare che a un certo punto rischiavamo come al solito di parlare di compassione. Dopo aver perso il primo e aver sistemato le cose nel secondo Volandri era partito bene nel terzo, conquistando un break che gli permetteva di viaggiare a vele spiegate fino al 4-2. Poi è arrivato il controbreak dell'argentino, e in quel momento ci sono venute in mente le solite frasi che avremmo letto nei cosiddetti siti "seri" di tennis: "ce la stava per fare", "ha giocato alla pari", "gli è mancato tanto così" ecc, tutte quelle locuzioni che nel nostro blog passano sotto il nome di compassione.
E pensare che a un certo punto rischiavamo come al solito di parlare di compassione. Dopo aver perso il primo e aver sistemato le cose nel secondo Volandri era partito bene nel terzo, conquistando un break che gli permetteva di viaggiare a vele spiegate fino al 4-2. Poi è arrivato il controbreak dell'argentino, e in quel momento ci sono venute in mente le solite frasi che avremmo letto nei cosiddetti siti "seri" di tennis: "ce la stava per fare", "ha giocato alla pari", "gli è mancato tanto così" ecc, tutte quelle locuzioni che nel nostro blog passano sotto il nome di compassione.
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venerdì 17 febbraio 2012
Giornata di quarti a Rotterdam, San Jose e San Paolo, ma non per Starace
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domenica 13 febbraio 2011
Soderling fa il bis a Rotterdam
Anche il torneo di Rotterdam per il 2011 è archiviato e come da pronostico Soderling ha confermato il suo titolo in terra olandese, ma stavolta per riuscirci, ha sofferto più del dovuto. Dall'altra parte non c'era uno qualunque, ma uno Tsonga, alla ricerca di conferme, che sta ricominciando a marciare sui propri binari, anche se siamo abbastanza lontano da quello che vorremo vedere. Come dicevamo nelle puntate precedenti Soderling sta assumendo un altro atteggiamento in campo e anche oggi è stato proprio questo a salvarlo. Ha aperto con un break e, nonostante il francese si sia impegnato fino a recuperarlo, lo svedese con pazienza, su un punteggio importante come il 4-3, ha ripreso il servizio all'avversario arrivando a portare a casa il il primo parziale 6-3.
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Lutto in Costa do Sauipe per la sconfitta di Dolgopolov. Tristezza nel mondo del tennis per Verdasco in finale a San Josè
La giornata di oggi si è aperta con un po' di brutte notizie: Dolgopolov ha perso la finale di Costa do Sauipe, idem Sara Errani nel torneo di Pattaya e, se non vi bastasse tutto questo, Verdasco è in finale a San Jose. Effettivamente quest'ultima è la peggiore.
Ma come al solito andiamo con calma partendo da dove ci eravamo lasciati ieri ovvero le semifinali di Rotterdam.
Era annunciato che l'incontro tra Soderling e Troicki avrebbe regalato poco e infatti così è stato. Il serbo è risultato una formica in balia del gigante di Tibro. Questo nuovo Soderling, molto più paziente e operaio, sta dimostrando che la sua nuova attitudine gli permette di essere non solo un cannone intelligente ad altissima precisione, ma anche un buonissimo giocatore di difesa e ribattitore. E' vero che a Rotterdam non ha incontrato grandi campioni irresistibili, ma è anche vero che fino a un anno fa da questi ci poteva anche perdere dopo due game andati storti e tremila scenate di rabbia. Oggi invece è meno urlatore, più propenso alla lotta punto per punto e sopratutto più concentrato nei punti che contano. Troicki quindi non ha avuto vita facile e, dopo aver recuperato un break nel primo set, ha concesso il servizio sul 5 pari e nel secondo ha perso direttamente 6-4 in scioltezza. C'era poco da fare, quando lo svedese è così chirurgico coi colpi da fondo, la prima gli entra con percentuali altissime e in media oltre i 210km/h, non si può giocare.
Ma come al solito andiamo con calma partendo da dove ci eravamo lasciati ieri ovvero le semifinali di Rotterdam.
Era annunciato che l'incontro tra Soderling e Troicki avrebbe regalato poco e infatti così è stato. Il serbo è risultato una formica in balia del gigante di Tibro. Questo nuovo Soderling, molto più paziente e operaio, sta dimostrando che la sua nuova attitudine gli permette di essere non solo un cannone intelligente ad altissima precisione, ma anche un buonissimo giocatore di difesa e ribattitore. E' vero che a Rotterdam non ha incontrato grandi campioni irresistibili, ma è anche vero che fino a un anno fa da questi ci poteva anche perdere dopo due game andati storti e tremila scenate di rabbia. Oggi invece è meno urlatore, più propenso alla lotta punto per punto e sopratutto più concentrato nei punti che contano. Troicki quindi non ha avuto vita facile e, dopo aver recuperato un break nel primo set, ha concesso il servizio sul 5 pari e nel secondo ha perso direttamente 6-4 in scioltezza. C'era poco da fare, quando lo svedese è così chirurgico coi colpi da fondo, la prima gli entra con percentuali altissime e in media oltre i 210km/h, non si può giocare.
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sabato 12 febbraio 2011
Soderling: work in progress
Il tabellone di Rotterdam si è allineato alle semifinali anche nella parte alta con Soderling e Troicki usciti vincitori da due match che hanno regalato emozioni il primo, devozioni il secondo.
Ci eravamo lasciati con la vittoria di Ljubo su Baghdatis dopo una partita semi bella dove il croato a momenti ha rischiato di fare la frittata non chiudendo il match al tie-break del secondo set. Siamo quindi passati al walk over di Tsonga grazie alla defezione (questa parola me la sono studiata stamattina quindi non fateci caso) di Berdych, che non ci fa capire se il ceco ha intenzione di combinare qualcosa quest'anno o ha deciso che ormai è giunta l'ora di uscire di scena. Fatto sta che ora il francese si troverà in semifinale senza giocare da oltre due giorni, in pratica una pausa che quasi non si farebbe nemmeno in uno slam. Essendo in crisi e in cerca di ritmo, potrebbe non giovargli.
Ci eravamo lasciati con la vittoria di Ljubo su Baghdatis dopo una partita semi bella dove il croato a momenti ha rischiato di fare la frittata non chiudendo il match al tie-break del secondo set. Siamo quindi passati al walk over di Tsonga grazie alla defezione (questa parola me la sono studiata stamattina quindi non fateci caso) di Berdych, che non ci fa capire se il ceco ha intenzione di combinare qualcosa quest'anno o ha deciso che ormai è giunta l'ora di uscire di scena. Fatto sta che ora il francese si troverà in semifinale senza giocare da oltre due giorni, in pratica una pausa che quasi non si farebbe nemmeno in uno slam. Essendo in crisi e in cerca di ritmo, potrebbe non giovargli.
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venerdì 11 febbraio 2011
Anvedi come balla Philipp
Ieri finalmente sono apparse le prime immagini di tennis in TV grazie a Supertennis, che è partita con le dirette da Rotterdam. L'appuntamento olandese, per le illustri morti premature e per i cavalli pazzi che si sono svegliati improvvisamente, sta diventando più interessante che mai.
Ricapitolando le meraviglie abbiamo visto: Ferrer, Davydenko e Murray sparire in un sol colpo. Grasso che cola. Continuiamo quindi con Feliciano Lopez che, dopo aver perso da chiunque nei precedenti tornei, ha fatto notizia per aver battuto a sorpresa Mayer, distintosi ultimamente per risultati interessanti piovuti dal nulla. Ma a quel punto è subentrato Baghdatis che, in grazia divina e con l'addominale talmente pronunciato da sembrare pancia ai più maliziosi, ha prima battuto Murray, facendo un piacere all'umanità e, armatosi di pazienza, ha eliminato 7-6 6-3 il sopracitato Lopez. Nonostante lo spagnolo abbia giocato bene e in maniera gradevole, ha perso dal cipriota dimostrando la sua pecca principale: è lento. Capiamo la buona volontà del suo gioco d'attacco e la gradiamo parecchio, ma non si può applicare una tattica di serve & volley e trovarsi appena sulla linea del servizio quando non solo la risposta è già sui cartelloni pubblicitari alle sue spalle, ma l'avversario è già pronto a rispondere dall'altro lato.
Ricapitolando le meraviglie abbiamo visto: Ferrer, Davydenko e Murray sparire in un sol colpo. Grasso che cola. Continuiamo quindi con Feliciano Lopez che, dopo aver perso da chiunque nei precedenti tornei, ha fatto notizia per aver battuto a sorpresa Mayer, distintosi ultimamente per risultati interessanti piovuti dal nulla. Ma a quel punto è subentrato Baghdatis che, in grazia divina e con l'addominale talmente pronunciato da sembrare pancia ai più maliziosi, ha prima battuto Murray, facendo un piacere all'umanità e, armatosi di pazienza, ha eliminato 7-6 6-3 il sopracitato Lopez. Nonostante lo spagnolo abbia giocato bene e in maniera gradevole, ha perso dal cipriota dimostrando la sua pecca principale: è lento. Capiamo la buona volontà del suo gioco d'attacco e la gradiamo parecchio, ma non si può applicare una tattica di serve & volley e trovarsi appena sulla linea del servizio quando non solo la risposta è già sui cartelloni pubblicitari alle sue spalle, ma l'avversario è già pronto a rispondere dall'altro lato.
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mercoledì 9 febbraio 2011
Rotterdam (regala gioie), vari ed eventuali: il tennis in TV ai minimi termini
Ci siamo ufficialmente rotti le palle!
Si sapeva che quest'anno il tennis in TV si sarebbe ridotto ai minimi termini, inizialmente si pensava che tanto in qualche modo ci si sarebbe potuti arrangiare e invece il massimo che si riesce a fare è leggere i risultati. Tutto questo grazie a SKY che si è concessa il lusso di comprare inutili tornei di calcio estivi per trascurare il tennis che tanto è noioso. Del resto un noto donnaiolo italiano (lo definisco così perchè è motivo di vanto per il suo elettorato) ha inventato il digitale terrestre con la sola utilità di fare soldi sulla vendita di partite di calcio e sta rendendo fessi tutti, quindi cosa pretendiamo! Supertennis, nonostante sia una televisione della grandezze di un gabinetto con attrezzature del mesozoico, dimostra di avere moltissima voglia di crescere e manda gli ATP 500 (sia lodata) da metà settimana, ma così facendo tutti i vari tornei minori che prima potevamo vedere comodamente seduti sul divano e pigiando un tasto del telecomando, ora li possiamo vedicchiare dopo bestemmioni di qualche ora in cerca di streaming che, tra banner, pubblicità sull'allegra fattoria di rara indisponenza e linee ADSL di carta, fanno piangere. Si aggiunga che stiamo sempre pagando SKY per avere un servizio peggiore. Mi sembra tutto in stile perfettamente italiano: tu mi dai, io prendo e riprendo fino a farti morire.
Si sapeva che quest'anno il tennis in TV si sarebbe ridotto ai minimi termini, inizialmente si pensava che tanto in qualche modo ci si sarebbe potuti arrangiare e invece il massimo che si riesce a fare è leggere i risultati. Tutto questo grazie a SKY che si è concessa il lusso di comprare inutili tornei di calcio estivi per trascurare il tennis che tanto è noioso. Del resto un noto donnaiolo italiano (lo definisco così perchè è motivo di vanto per il suo elettorato) ha inventato il digitale terrestre con la sola utilità di fare soldi sulla vendita di partite di calcio e sta rendendo fessi tutti, quindi cosa pretendiamo! Supertennis, nonostante sia una televisione della grandezze di un gabinetto con attrezzature del mesozoico, dimostra di avere moltissima voglia di crescere e manda gli ATP 500 (sia lodata) da metà settimana, ma così facendo tutti i vari tornei minori che prima potevamo vedere comodamente seduti sul divano e pigiando un tasto del telecomando, ora li possiamo vedicchiare dopo bestemmioni di qualche ora in cerca di streaming che, tra banner, pubblicità sull'allegra fattoria di rara indisponenza e linee ADSL di carta, fanno piangere. Si aggiunga che stiamo sempre pagando SKY per avere un servizio peggiore. Mi sembra tutto in stile perfettamente italiano: tu mi dai, io prendo e riprendo fino a farti morire.
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