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sabato 16 agosto 2014

Cincinnati 2014: tra mare e Ferragosto, sono tutti in vacanza tranne Raonic

Salve carissimi! Continua il nostro spudorato periodo di vacanza, durante il quale ogni tanto ci ricordiamo che si gioca a tennis e magari avremmo anche il dovere (almeno morale) di scrivere qualche minchiata a riguardo. Soprattutto per far risalire l'interesse dopo la visione di certi match, che più che partite di tennis sono oscenità. Questa settimana in campo l'ATP 1000 di Cincinnati, allegra località dell'Ohio, che oltre a questo Master, può vantare solo di aver creato Carmen Electra. Per il resto, una città con questo nome farebbe meglio a far finta di non esistere durante il resto dell'anno. Le gesta dei tennisti impegnati in gara sicuramente non aiutano a migliorare la situazione, si pensi soltanto che arrivati al sabato vedremo una semi: Ferrer-Benneteau. Dall'altro lato invece abbiamo Federer-Raonic, che sicuramente ci farà vedere molte belle cose, soprattutto per mano del canadese, che sta concretizzando tutto ciò di positivo che noi da qualche mese a questa parte iniziavamo a fiutare nel suo tennis. Contando che Roger ormai sappiamo come gioca, possiamo dire che le sorprese maggiori nel tennis di questa settimana sono arrivate proprio da parte di Milos.

lunedì 19 agosto 2013

Tutta la verità su Nadal...

Abbiamo ritenuto giusto e rispettoso nei vostri confronti non farvi perdere tempo a leggere banalità sulle semi e finale di Cincinnati, visto che l'esito del torneo era ormai deciso da venerdì. E infatti avevamo già scritto tutto il necessario, e senza essere Nostradamus, nel post dei quarti. Djokovic e Murray fuori, erano il lascia passare anticipato di Nadal per la strada al trofeo, visto che Federer vincente era un'ipotesi a cui davamo lo 0.96% di riuscita. E infatti, nonostante il set conquistato dallo svizzero, dopo mesi in cui contro l'iberico non ne vedeva nemmeno l'ombra, alla fine il match è stato portato a casa dallo spagnolo. E' questo che conta. Come ieri: nonostante la finale si sia risolta con un doppio tie-break, ha vinto Rafa. Punto. Tutto il resto è compassione per lo sconfitto.

sabato 17 agosto 2013

Cincinnati: Nadal non perde più. Djokovic e Murray out, il torneo è chiuso.

Dopo Montreal, dove il vincitore del torneo, Nadal, si conosceva dalle semi, siamo passati speranzosi a Cincinnati. Noi l'avevamo definito "il torneo della verità" in quando non c'erano più scuse di adattamento alla nuova superficie, fuso orario e cambio di continente. Mai definizione fu più adatta, perché a questo giro Nadal ha guadagnato il trofeo addirittura dai quarti, segnando una sola verità: lo spagnolo attualmente è il migliore in circolazione, con uno stato psico/fisico che gli permette di battere chiunque. Se i risultati schiaccianti si contano col 2 su 3, che macchina da guerra potrebbe diventare nel 3 su 5? Poi ovviamente la palla è tonda come la rotula e potrebbe succede di tutto, ma in potenza, siate scaramantici quanto volete, l'estate americana è già sua, US Open compresi. Il "poi" si vedrà.

venerdì 16 agosto 2013

Cincinnati: l'imperituro Federer-Nadal (parte XXXI)

Fatto trenta, stanotte si farà trentuno. A Cincinnati si ripropone il classico Federer-Nadal e benché il mondo intero, ma anche gli alieni, sappiano che vincerà agevolmente lo spagnolo, sia il mondo intero che gli alieni hanno già cancellato i loro impegni per vedere il match. E' una sfida storica, che da semplice lotta privata per il potere si è trasformata in idiotica, mediatica ed economica. Sono due nomi che rappresentano almeno il 70% degli introiti del tennis moderno, quindi non stupitevi se Federer non si ritira, gioca tornei senza senso o i tabelloni sono manipolati per facilitare lo scontro tra i due. Chi nega questo, vive coi paraocchi, ma sicuramente se li toglie almeno per vedersi l'immortale Fedal. Scontro numero trentuno, dove lo spagnolo si presenta perfetto da ogni punto di vista e forte dello score di 20-10 in suo favore. Quindi non sarà di certo una sfida testa a testa, ma impari in partenza. E non stiamo dicendo niente di nuovo.

giovedì 15 agosto 2013

Cincinnati: si arriva agli ottavi con sorprese sparse, ma niente di concreto. Au revoir Marion...

Prima di buttarci nei soliti disastri dei maschietti, spendiamo due righe su quanto accaduto nella notte di ferragosto, mentre l'Italia era in delirio tra falò e bagordi generali. A Cincinnati, Marion Bartoli, dopo essere stata battuta al terzo set dalla Halep in quello che, a detta di molti, era il suo momento di apice (per aver vinto Wimbledon senza battere nemmeno una top ten, ricordiamolo), in conferenza stampa ha annunciato il suo ritiro dalle scene. Il motivo di questo lutto inatteso è il fisico che ormai non riusciva più a gestire. Troppi dolori sparsi, ogni giorno una lotta per convivere coi disturbi fisici. Situazione che sinceramente non ci stupisce, visto che la francese è da anni che gioca a tennis senza fare una mossa contemplata dal manuale. Ovvio farsi male a calcio, se si pretende di giocare correndo sui talloni con le gambe tese e colpendo il pallone ogni volta coi piedi uniti. Così il tennis, più che una campionessa, perde un personaggio, in quanto la sua grazia e, soprattutto, la sua vita privata, hanno troppe volte coperto quello che Marion faceva sul campo. Infatti il suo ritiro anticipato, e a sorpresa, potrebbe essere motivo di liberazione da tante altre cose...
Chiusa l'ampia parentesi, passiamo ai disastri dei maschietti.

martedì 13 agosto 2013

Cincinnati: Fognini ha scritto la storia

di Adriano Costantino

Tre finali di fila, di cui due vinte. Tanto è bastato alla stampa italiana, sempre sul pezzo, per ribadire ancora una volta quanto il movimento sia in salute e parlare di Fabio Fognini come del nuovo Adriano Panatta. Perché sì, anche Panatta nel 1976 vinse due tornei di fila. Poco importa se suonano come Internazionali d’Italia e Roland Garros  (per poi, en passant, aggiungerci anche una Coppa Davis). E, probabilmente, importa ancora meno che in quello stesso anno e proprio in quegli stessi tornei si confrontò con avversari quali Gullermo Vilas, John Newcobe, Harold Solomon e persino Bjorn Borg (Panatta fu l’unico tennista a riuscire a sconfiggerlo agli Open di Francia, e lo fece per ben due volte: nel '73 e, appunto, nel '76). In fondo, Fognini ha vinto i tornei di Stoccarda e Amburgo facendo fuori Philipp Kohlschreiber, Nicolas Almagro, Federico Delbonis e Tommy Haas. È un po’ la stessa cosa, no? No.

lunedì 12 agosto 2013

L'Era del Ginocchio: tra fenomenologia di Nadal e la logica dei "Vamos Rafa"

[Il seguente post lo trovate anche su OKtennis premendo QUI]

Se fino a maggio poteva essere solo una congettura, ieri (anzi sabato) si è coniata ufficialmente una nuova epoca tennistica: l'Era del Ginocchio. Da quando esiste lo sport, esistono gli infortuni. In passato era complesso rientrare in tempi ragionevoli, attualmente invece i recuperi sono sicuramente più rapidi, ma un infortunio è pur sempre un infortunio. Servono tempi di riabilitazione, che introducono forzatamente periodi di stop e una ripresa graduale delle attività, in quanto il rischio più grande è la ricaduta con lo stesso infortunio, ma di entità maggiore. Se al ginocchio poi, non si tratta certo di uno strappo al muscolo, ma di una articolazione ben complessa e difficile da riportare alla naturale forma, forse impossibile. Tutto questo vale per qualunque soggetto che non si chiami Rafael Nadal.

sabato 10 agosto 2013

Cincinnati: il tabellone della verità!

Se una debacle a Montreal poteva essere perdonata per svariati motivi: cambio di fuso orario, continente, superficie, il Canada e la maglietta di Tomic; con Cincinnati si entra a tutti gli effetti negli Stati Uniti e in zona US Open. Si vedranno le vere condizioni dei giocatori e non sarà più permesso sbagliare. Il torneo canadese e americano sono giocati in due settimane consecutive, quindi il tabellone è stato sorteggiato durante i quarti di Montreal, per la precisione mentre Gasquet faceva una bassissima figura contro Djokovic. Così, per qualche influsso sfigato particolare, il francese è finito nuovamente nel quarto del serbo! Nel lato di Nole stavolta è capitato Ferrer, il quale si vede Del Potro come quarto potenziale. Nell'altro lato abbiamo un classico Nadal-Federer per un posto in semi e Berdych-Murray per chiudere. Ma prima i correre, come al solito, dedichiamoci all'analisi del tabellone step by step.

Montreal: Djokovic-Nadal, la finale si gioca di sabato

Ultimo giro di lancette per Montreal, oggi infatti si giocherà la finale per decretare chi domani alzerà il trofeo. I protagonisti saranno "fantasia" Nadal e "divertimento" Djokovic, che hanno mantenuto il loro impegno, portandosi fino all'ultimo atto del torneo. Ciò che succede dalle altre parti del tabellone è solo scenografico, un riempitivo per chi ha il biglietto, uno spettacolo per il pubblico di casa: Pospisil-Raonic. La parte più interessante dell'ultima giornata dell'ATP canadese è stato forse il momento in cui Davydenko si è ritirato al terzo game, lasciando al giovane Vasek Pospisil il via libera per la semi. Un traguardo inaspettato per una WC del torneo, il modo ideale per lanciare definitivamente una nuova stella o farla diventare istantaneamente una meteora. Sì perché non si gioca sempre in casa, cari canadesi. E il discorso vale anche per il compagno Raonic.

domenica 19 agosto 2012

Cincinnati: Federer-show abbatte Nole. Ma a New York sarà tutt'altra musica

Non ce lo aspettavamo. Va bene che Federer sta attraversando un periodo d'oro, va bene anche che Nole è ufficialmente la contro-figura di quello del 2011 (o meglio, quello del 2011 era la versione superplus del vero Djokovic, che è quello attuale), ma un match così a senso unico nella finale di Cincinnati era difficile da prevedere. Certo, il secondo set è andato al tie-break, con il serbo che qualche chance l'ha anche avuta buttandola compassionevolmente nel cesso, ma l'ovetto iniziale in venti minuti è stata un'umiliazione, e ci ha stupiti non poco. Pronti via e Djokovic non ci ha capito nulla: doppi falli manco fosse la Dementieva, non forzati che nemmeno il Gulbis dei giorni migliori e Federer che invece metteva in campo tutto come se stesse giocando a racchettoni in spiaggia con Mirka. Uno one-man-show di quelli che a noi non piacciono tanto, ma vederlo ai danni di Superbovic non ci è dispiaciuto affatto. Il punteggio finale parla quindi chiaro: 6-0, 7-6 per lo svizzero, con Nole che ha dato segnali di risveglio solo nel secondo parziale, senza però mai riuscire a contrastare il servizio di Roger, questa settimana praticamente perfetto.

lunedì 13 agosto 2012

Toronto: Djokovic strapazza Gasquet in finale. Ora Cincinnati, ma l'Us Open si avvicina

Dov'eravamo rimasti? Ah si, Murray che vinceva l'oro olimpico strapazzando Federer e la stagione di avvicinamento all'Us Open che sta entrando nel vivo. Si fa per dire...

Ieri si è chiuso il Master 1000 di Toronto, da noi ribattezzato torneo della sagra della porchetta di Toronto visto il numero di assenze importanti (Nadal e Federer in primis), aggravato poi dal ritiro di Murray, che ha fatto si che in fondo arrivassero alcuni nomi non propriamente abituati a giocare i tornei fino al sabato o alla domenica, primo fra tutti Gasquet. Il francese ha bulleggiato per tutta la settimana cogliendo vittorie di rilievo contro Berdych (il cui mononeurone sembra ormai essersi preso le ferie di Ferragosto, solo che le ha iniziate a luglio) e Fish. Ma nella finale contro Djokovic si è sciolto come neve al sole sotto i colpi dell'ex numero uno del mondo. Il serbo, la cui vittoria era scritta nell'alto dei cieli dopo il ritiro di Murray, ha vinto nettamente 6-3, 6-2, confermando così il titolo dello scorso anno a Montreal (l'Open del Canada si gioca alternando Toronto e Montreal come sedi).

lunedì 22 agosto 2011

Cincinnati: vince Murray, e si scatena il diluvio. Breve analisi in vista degli US Open

Piccola analisi semiseria di quanto accaduto nelle ultime due settimane tennistiche in vista del quarto Slam della stagione, gli Us Open di New York.

Djokovic, con il successo di Montreal, domina ancora, nonostante la sconfitta patita per ritiro nella finale di Cincinnati. A proposito, quello in Ohio è a nostro modesto avviso uno dei tornei in assoluto più brutti, sotto tutti i punti di vista, dell'intera stagione: caldo afoso, partite orrende, freddezza del pubblico e trofeo inguardabile; molto meglio Costa do Seppi, che tra qualche anno potrebbe anche entrare nel circuito maggiore. Djokovic, dicevamo. Il serbo nella finale contro Murray ha patito un dolore alla spalla che lo ha costretto al ritiro precauzionale in vista di Flushing Meadows, se no probabilmente avremmo assistito alla sua decima vittoria della stagione. Purtroppo ha dovuto lasciare carta bianca a Murray, che Queen's a parte non vinceva da un bel po', rendendoci la vita più gradevole. Per fortuna un minuto dopo il suo successo gli dei del tennis hanno mandato un sms a Giove Pluvio che si è subito precipitato sul cielo di Cincy facendo venire giù un breve diluvio universale, giusta punizione per un torneo che ha visto vincitore lo scozzese. Tra l'altro il pubblico americano, poche ore dopo, ha anche dovuto patire un'altra condanna: assistere alla partita più brutta della storia del tennis, la finale femminile tra quelle due simpaticone "non me la tiro per niente" di Jelena Jankovic e Maria Sharapova. A vincere, o meglio, a non perdere, è stata quest'ultima, venuta fuori da un match che si può riassumere in sequenza pressapoco così:

doppio fallo,
ace,
risposta sbagliata,
doppio fallo,
dritto sballato al secondo scambio,
fuoricampo di rovescio,
ace,
doppio fallo,
tiro al piccione dopo il secondo palleggio.