Salve carissimi! Torniamo in vita dopo quasi un mese dal miracolo Wawrinka agli Australian Open. Forse per paura di rovinare la magia o semplicemente perché è successo poco degno di nota, ci siamo presi una vacanza e non è detto che non continueremo a farlo in futuro. Del resto una rondine non fa primavera e l'idea di vedere una fotocopia del 2013 è ancora vivissima! Se poi avete assistito ieri notte a come Nadal ha arrotato Montanes sulla terra di Rio, sembra chiaro che Sanremo abbia più possibilità di essere originale che non il tennis nel 2014. Come infatti tradizione vuole, il primo Slam di stagione resta sempre una coda dell'anno precedente. I giocatori sono ancora mezzo acciaccati, malmessi, ubriachi da quanto fatto fino a novembre e in uscita dalla preparazione. Ecco perché si vedono quasi sempre le sorprese maggiori dell'anno. In parola povere, il bello ( ...ehm brutto) deve ancora venire e il vero start (purtroppo) sarà il lento e rovente cemento americano.
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venerdì 21 febbraio 2014
Dalla Davis a ieri: ecco cosa ci siamo piacevolmente lasciati alle spalle
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lunedì 11 febbraio 2013
Viña del Mar: Zeballos doma il toro in gabbia e Nadal passa dalle stelle alle stalle
Per tutte la settimana l'abbiamo chiamato Viña del Rafa, perché non si poteva fare altrimenti. Era un challenger mascherato da 250, con la presenza dello spagnolo, sulla carta, 100 spanne sopra chiunque altro. Poi c'è stata anche la sconfitta al primo turno di Monaco, l'unico potenziale problema. Il torneo non poteva che chiudersi con la vittoria di Rafa. Invece la sceneggiatura stavolta riservava uno di quei finali che lasciano con la bocca aperta durante i titoli di coda. Nadal, da iperfavorito del torneo, arrivato a due punti dal match si è visto ribaltare la gara da Zeballos e perdere 6-4 al terzo. Un incubo per lui, ma soprattutto per i suoi tifosi, che stavano già immaginando faville, dopo essere rimasti a stecchetta per ben sette mesi.
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giovedì 7 febbraio 2013
Tornano le smutandate, a Viña del Mar Nadal spazza via Delbonis
Si è fatto attendere dai suoi tifosi per circa sette mesi, da quando l'allora semi-sconosciuto Lukas Rosol lo impacchettò in cinque set e lo fece fuori a Wimbledon, regalandoci una serata orgasmo già deliziata dalla vittoria dell'Italia sulla Germania agli europei di calcio.
Da allora una serie di notizie contrastanti sul suo stato di salute. Infortunio serio, non serio, sindrome di Hoffa curata giocando a golf e a poker e i due Slam saltati, New York 2012 e Melbourne due settimane fa, perché ancora non completamente recuperato per una gastroenterite fuori programma.
Da allora una serie di notizie contrastanti sul suo stato di salute. Infortunio serio, non serio, sindrome di Hoffa curata giocando a golf e a poker e i due Slam saltati, New York 2012 e Melbourne due settimane fa, perché ancora non completamente recuperato per una gastroenterite fuori programma.
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lunedì 4 febbraio 2013
Coppa Davis 2013: 3-2 tra Italia e Croazia. Il movimento saltella di salute ai quarti
Fiato alle trombe! L'Italia si ritrova ai quarti di Davis dopo (solo) quindici anni di nulla incontrastato. Ora è tra le otto nazioni più forti del tennis mondiale (!). A portare a casa il prezioso e ormai storico passaggio del turno sono stati Seppi, Fognini, Lorenzi e Bolelli, direttore d'orchestra Barazzutti. A farne le spese, una Croazia sulle spalle dei due fraticelli da Medjugorje, Cilic e Dodig, che si sono lasciati condizionare dal magico clima Davis (cit.) e hanno fatto sì che il pubblico italiano diventasse il loro quinto avversario. Dei nostri c'è poco da dire, anche perché in passato ne abbiamo stra-parlato e sicuramente non sarà la vittoria di ieri a farceli incensare gratuitamente. Bravi, ma se col pubblico a favore ci impensierisce una squadra monca, che figura faremo fuori casa contro il Canada di Raonic (=2 punti sicuri) e Nestor?
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lunedì 6 febbraio 2012
Conclusi Montpellier, Zagabria e Vina del Mar, il nostro movimento in salute aspetta la Davis
Quanto ci è caro il nostro movimento in salute! Talmente tanto che ogni settimana non possiamo non riciclare la foto presa dall'album scolastico FIT e confermare il solito voto in pagella. Dopo le loro prestazioni disastrose nei tornei riempitivi della settimana scorsa, questo week-end saranno attesi dalla Repubblica Ceca, capeggiata da Berdych e Stepanek. Si, una passeggiata anche alla luce del fatto che Tomas proprio ieri ha alzato il primo trofeo di stagione a Montpellier. Negli altri tornei Youzhny ha trionfato a Zagabria e Monaco a Vina del Mar. Gli italiani invece hanno fatto massimo il secondo turno. Perfetto. Anzi, diamo a Cesare quel che è di Cesare, sono tutti usciti al primo tranne il più forte, il terminator di Caldaro Seppi, ormai troppo impegnato con la testa alla Davis per concentrarsi in inutili 250 di bassa lega. Ma andiamo con calma e facciamo un veloce excursus della settimana passata, prima di lanciarci nel futuro!
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venerdì 3 febbraio 2012
Montpellier, Zagabria e Vina del Mar: i fantasmagorici ATP 250 post-slam
Quando termina uno slam ci sentiamo un po' tutti svuotati di qualcosa, ci svegliamo la mattina che il solito cappuccino non basta perché, nonostante l'indigestione nelle due settimane precedenti, il tennis ci manca. Ecco quindi che sbucano all'orizzonte gli ATP 250 tappabuchi, dove si rifugiano le vittime della prima settimana di slam o chi non ha nemmeno la minima speranza di entrarci, e per noi sono un punto di approdo disperato. Questa settimana ci ha offerto Montpellier, Zagabria e Vina del Mar, tornei di una bassezza tale che anche gli streaming tremano alla sola idea di proporci immagini da questi tre punti del globo. Ma vediamo in breve cosa è successo.
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sabato 5 febbraio 2011
Il dado è tratto: Potito e Fabio in semifinale a Santiago
Ebbene sì, è successo, due italiani in semifinale nell'ATP 250 di Santiago del Cile. Non proprio il Roland Garros, ma è almeno qualcosa. Ieri notte, dopo due strazianti lotte con tempi da Slam, Potito Starace e Fabio Fognini, sono riusciti a conquistare le semifinali. Entrambi i match sono stati quasi una tragedia, un'impresa seconda solo all'attraversamento del Rubicone in quanto a numero di indecisioni per secondo. Non è possibile che ogni volta ci si debba ridurre sempre a questo quando la battaglia si può chiudere con un'ora d'anticipo.
Starace con Zeballos sono stati spediti nel campo 14 che in realtà non esisteva, infatti era un lotto tra le montagne lontano dalla civiltà e prima di cominciare si sono dovuti costruire tutto spianando una montagna e ciliegina sulla torta hanno anche dovuto assemblare la sedia dell'arbitro. Lo smeriglio che si sentiva nello streaming durante la partita di Fabio era quello usato da Potito. Terminati i lavori, si è quindi dato spazio alla prima tragedia tennistica. Il campano è partito subito con lo scempio del tie break del primo parziale nel quale, dopo essere andato in vantaggio 3-0 e aver buttato tre palle-set di cui due sul proprio servizio, alla seconda occasione per Zeballos ha subito concesso il set. In compenso, e inaspettatamente, poi ha fatto la formichina paziente riprendendosi la partita che gli spettava col punteggio di 6-7 6-3 7-6 nel quale ultimo tie-break ha lasciato solo due bricioline all'argentino.
Starace con Zeballos sono stati spediti nel campo 14 che in realtà non esisteva, infatti era un lotto tra le montagne lontano dalla civiltà e prima di cominciare si sono dovuti costruire tutto spianando una montagna e ciliegina sulla torta hanno anche dovuto assemblare la sedia dell'arbitro. Lo smeriglio che si sentiva nello streaming durante la partita di Fabio era quello usato da Potito. Terminati i lavori, si è quindi dato spazio alla prima tragedia tennistica. Il campano è partito subito con lo scempio del tie break del primo parziale nel quale, dopo essere andato in vantaggio 3-0 e aver buttato tre palle-set di cui due sul proprio servizio, alla seconda occasione per Zeballos ha subito concesso il set. In compenso, e inaspettatamente, poi ha fatto la formichina paziente riprendendosi la partita che gli spettava col punteggio di 6-7 6-3 7-6 nel quale ultimo tie-break ha lasciato solo due bricioline all'argentino.
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giovedì 3 febbraio 2011
Johannesburg, Zagabria e Santiago, tre 250 dall'estrema compassione
Salve a tutti!
Come potete vedere, fortunatamente non siamo morti in balia delle acque del Pacifico, anche se ci siamo andati vicino. Martedì mattina ormai nel delirio più profondo e disidratati dal sole, grazie alle famosissime "correnti preferenziali" siamo approdati in Giappone dove abbiamo pensato di dire che eravamo due concorrenti del celebre Takeshi's Castle dimenticati in mare. Ma visto che non potevamo sempre sfangarla come in Australia, ma sopratutto visto che col Giappone non si scherza, abbiamo finalmente pensato una cosa intelligente, ci siamo fatti chiudere in un pacco e fatti spedire a casa sfruttando le efficientissime poste locali. Pensate che al modico prezzo di 32 euro, è partito un charter con pilota privato per portarci a destinazione. Ieri mattina eravamo già in Italia e i veri problemi sono arrivati una volta passati in consegna alle Poste Italiane. Sulla nostra cassa due metri per due ne abbiamo sentito di tutti i colori dal "Non ne ho voglia adesso, può aspettare" al "Facciamo finta di non averla vista" e questo ci fa capire tutto sul nostro servizio di posta. Alla fine, ieri notte, dopo averci ignorato un centinaio di volte nonostante le dimensioni e avessimo pagato la consegna urgente, siamo usciti e stamattina col primo treno a disposizione siamo tornati a casa. Dopo esserci fatti una doccia rigenerante abbiamo acceso il PC per aggiornarci su 250 in atto in quel di Johannesburg, Zagabria e Santiago.
Come potete vedere, fortunatamente non siamo morti in balia delle acque del Pacifico, anche se ci siamo andati vicino. Martedì mattina ormai nel delirio più profondo e disidratati dal sole, grazie alle famosissime "correnti preferenziali" siamo approdati in Giappone dove abbiamo pensato di dire che eravamo due concorrenti del celebre Takeshi's Castle dimenticati in mare. Ma visto che non potevamo sempre sfangarla come in Australia, ma sopratutto visto che col Giappone non si scherza, abbiamo finalmente pensato una cosa intelligente, ci siamo fatti chiudere in un pacco e fatti spedire a casa sfruttando le efficientissime poste locali. Pensate che al modico prezzo di 32 euro, è partito un charter con pilota privato per portarci a destinazione. Ieri mattina eravamo già in Italia e i veri problemi sono arrivati una volta passati in consegna alle Poste Italiane. Sulla nostra cassa due metri per due ne abbiamo sentito di tutti i colori dal "Non ne ho voglia adesso, può aspettare" al "Facciamo finta di non averla vista" e questo ci fa capire tutto sul nostro servizio di posta. Alla fine, ieri notte, dopo averci ignorato un centinaio di volte nonostante le dimensioni e avessimo pagato la consegna urgente, siamo usciti e stamattina col primo treno a disposizione siamo tornati a casa. Dopo esserci fatti una doccia rigenerante abbiamo acceso il PC per aggiornarci su 250 in atto in quel di Johannesburg, Zagabria e Santiago.
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