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lunedì 8 aprile 2013

Ciao Italia, il Canada di Raonic ci sbatte fuori dalla Davis e trova la Serbia

Quando ci ricapiterà la possibilità di sfidare in un quarto di finale di Coppa Davis il Canada? Ovvero una squadra composta da un ottimo giocatore, Raonic, un doppista bravo, ma sulla soglia della senilità, Nestor, e un mediocre giovincello dal cognome più simile a un farmaco da banco attualmente numero 141 del mondo? Mai più, probabilmente.

sabato 11 febbraio 2012

Pizza, spaghetti, mandolino, Davis e compassione

L'evento del secolo per l'Italia è cominciato, e non ci riferiamo ad Alemanno che ha fatto finta di lavorare, ma al nuovo esordio dell'Italia nel World group di Davis contro la Repubblica Ceca. Nonostante i commentatori di Supertennis abbiano difeso a spada tratta ed esaltato ogni minimo vincente degli azzurri, nemmeno avessero giocato Laver e Cash, alla fine i punti sono andati a Berdych e Stepanek, come da previsione, ed è questo che conta. Si, bisogna essere cinici nel tennis. Il nostro sport ha la caratteristica di giocarsi ad eliminazione diretta, non c'è andata e ritorno come nel calcio, punti in casa e fuori, possibilità di rifarsi nei gironi. Niente di tutto questo. Nel tennis, se vuoi vincere, tutti i cali, le riprese, i picchi di orgoglio e la vittoria, li devi concentrare in quelle due/tre ore, altrimenti si perde. Dire che uno "ha perso, ma ha giocato bene" è un contentino inutile, che si può riconoscere, ma in concreto non vale niente. Anche se prendi la prova positiva come un buon proposito per il prossimo torneo, fallendo in questo ti stai già mettendo in situazione di inferiorità. Ed ecco che scatta la "compassione", di cui noi di ControBreak, vantiamo con orgoglio il marchio®.