Salve carissimi! Torniamo in vita dopo quasi un mese dal miracolo Wawrinka agli Australian Open. Forse per paura di rovinare la magia o semplicemente perché è successo poco degno di nota, ci siamo presi una vacanza e non è detto che non continueremo a farlo in futuro. Del resto una rondine non fa primavera e l'idea di vedere una fotocopia del 2013 è ancora vivissima! Se poi avete assistito ieri notte a come Nadal ha arrotato Montanes sulla terra di Rio, sembra chiaro che Sanremo abbia più possibilità di essere originale che non il tennis nel 2014. Come infatti tradizione vuole, il primo Slam di stagione resta sempre una coda dell'anno precedente. I giocatori sono ancora mezzo acciaccati, malmessi, ubriachi da quanto fatto fino a novembre e in uscita dalla preparazione. Ecco perché si vedono quasi sempre le sorprese maggiori dell'anno. In parola povere, il bello ( ...ehm brutto) deve ancora venire e il vero start (purtroppo) sarà il lento e rovente cemento americano.
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venerdì 21 febbraio 2014
Dalla Davis a ieri: ecco cosa ci siamo piacevolmente lasciati alle spalle
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lunedì 25 febbraio 2013
Tsonga domina sul mononeurone, Ferrer vince in Argentina e Nishikori suona il rockabilly
Il menù era promettentissimo. Ci attendeva una giornata da indigestione con le finali di Marsiglia, Buenos Aires e Memphis. Ma lo chef del tennis forse non ha dosato bene gli ingredienti e tutta questa abbondanza, si è ridotta solo al primo piatto del giorno. Gustosissimo, però il resto è stato abbastanza scontato o insapore.
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domenica 24 febbraio 2013
Berdych-Tsonga: un neurone per due
Se questi due signorotti non avessero il cervello di dimensione infinitesimale, forse al vertice ci sarebbe più varietà, gli ultimi 5 anni anni avrebbero avuto nomi differenti accanto a ogni Slam e forse ci saremmo divertiti molto di più a guardare le fasi finali dei grossi tornei. Ma Berdych e Tsonga si spartiscono un neurone in due e quindi sono capaci di fare la partita perfetta, e spazzare via chiunque, oppure pena totale. Purtroppo, quando serve, prevale la seconda. Sono così, la loro rendita è casuale, come il lancio di una moneta, come la presenza o meno del neurone in testa.
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sabato 23 febbraio 2013
Errani vince tra le Cichis ed è in finale a Dubai. Del Potro crolla a Marsiglia
Più che match di tennis è stato un funerale. Dopo un giorno di feste per la doppia semifinale azzurra raggiunta a Dubai, tutto è stato vanificato da un incontro dove a fatica si trattenevano i nervi. I nostri. Da spettatori non abbiamo assistito a un punto decente e tutto ciò che si trova al di sotto della cintura ha raggiunto altitudine -18. Straziante. Ci mancava solo che Errani e Vinci si mettessero a piangere durante la partita. Nel tennis non esiste il pareggio, per cui ad ogni match ci sarà sempre un vincitore e uno sconfitto. Sono dati di fatto, chi arriva nel circuito pro ha giocati innumerevoli incontri per cui convive con questa realtà. Sara e Roberta sono diventate due sorelle adottive, si amano. Bellissimo, troppo carucce, niente da dire, ma che una avrebbe dovuto perdere si sapeva Quindi sarebbe stato bello almeno giocare per divertitesi, poi come va, va. Forse siamo troppo cinici noi, ma c'è poco da poetizzare e fare i romantici. Il tennis è questo e non 80 minuti di pallette per non sentire la colpa di provare un vincente. Morale della favola Errani ha portato a casa la partita con un doppio 6-3 e l'unico sorriso tra le due è stato al momento della stretta di mano. Liberazione per loro, ma soprattutto per noi. Sara troverà in finale la Kvitova, che ha regolato in due set la Wozniacki.
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lunedì 18 febbraio 2013
Del Potro, Nadal e Raonic stravincono le finali della settimana
Un'altra settimana di tennis è andata e porta le firme di Del Potro, Nadal e Raonic, rispettivamente opposti a Benneteau, Nalbandian e Haas. Tra i tre il torneo più importante era indubbiamente Rotterdam, prima di tutto perché un 500 e poi per la lista di partecipazione che vedeva anche Federer in campo. L'elvetico è stato cacciato via da un Benneteau che poi ha confermato i suoi giorni di grazia, eliminando in semi il connazionale Simon e guadagnando così la finale. Nell'ultimo atto è riuscito a tener testa a Del Potro per appena un set, poi perso al tie-break. Il secondo parziale si è chiuso invece con un 6-3 in pieno controllo per l'argentino. Di positivo per Bennetteau c'è il fatto di essere riuscito a non "sporcare" il suo zero nel conteggio delle finali giocate e vinte. Per lui un bel 0-8. Del Potro ringrazia e alza volentieri il trofeo al cielo, ma non avrebbe potuto fare altrimenti. Chissà se il cinismo e la sicurezza che l'hanno contraddistinto dalla semifinale in poi, si sarebbe palesato con ancora la sua bestia nera Federer in gara...
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martedì 28 febbraio 2012
I dolori del giovane Raonic, la gioia di Del Potro e il lusso di Dubai
Dopo un week-end da All Stars con il finale da Oscar, il tennis si è rifugiato nell'umile Dubai per dar vita a un ATP 1000 mascherato da 500, sia per il prize money, che per i nomi che vi partecipano. Ma non possiamo andare avanti, senza fare un accenno alle finali della settimana scorsa. A Buenos Aires ha vinto Ferrer al terzo su Almagro. Amen. A Marsiglia invece niente miracolo per Llodra. Il francese, una volta battuto Ringhio Tipsarevic in semi, niente ha potuto contro la solidità di gioco di Del Potro. L'argentino conferma la sua voglia di risalita, ma la stesa inspiegabile, e senza diritto di replica, presa da Federer a Rotterdam mette parecchi dubbi sul livello e le sue reali potenzialità. A Memphis l'apoteosi. Nella fase più disastrosa della sua carriera, Melzer ha vinto il torneo più importante della sua bacheca giocando in grazia divina per una settimana, e ancora di più in finale contro Raonic. Per il povero canadese non c'è speranza, l'anno scorso ha perso da Roddick, poi scomparso o quasi durante il resto dell'anno, e stavolta gli è capitato l'austriaco impeccabile. Magari l'anno prossimo perderà da Seppi, chi può dirlo.
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domenica 26 febbraio 2012
Ultimo atto per Memphis, Marsiglia e Buenos Aires
I tre tornei che ci hanno fatto compagnia in settimana sono arrivati alle battute finali e oggi sapremo chi potrà alzare il trofeo. Nonostante Memphis sia un bel 500, la lista di partecipazione non è stata proprio il massimo dello splendore, in prevalenza c'erano statunitensi e sappiamo benissimo in che acque profonde navighino i giocatori a stelle e strisce. Inoltre, i pochi superstiti Isner e Querrey, arrivati alle fasi più calde del torneo si sono miseramente sciolti. Oggi in finale troviamo addirittura Melzer, che ormai si dava più morto che vivo. L'austriaco, dopo aver battuto Stepanek in semi, vivrà una seconda opportunità di dimostrare che, nonostante l'anno da scemo del villaggio, è comunque ancora da temere. Dall'altra parte ci sarà un giovane che ha già 40 anni di testa, il promettente Raonic, vincitore su Becker nel turno precedente. Il canadese ha confermato la finale dell'anno scorso con notevoli miglioramenti, sia da fondo che a rete. Nella precedente edizione ha dato sfoggio delle sue potenzialità, ma il suo gioco era ancora acerbo e incompleto, non esisteva un rovescio e al volo ne indovinava una su dieci. Adesso è molto più equilibrato, si sono ridotti gli errori ed è nella via dell'omogeneità di gioco in tutte le parti del campo. Ovviamente già la lentezza del finto cemento all'aperto che si profila nei prossimi 1000 lo penalizzerà, per non parlare della terra che lo annienterà. In ogni caso, oggi proverà a migliorarsi alzando il trofeo di Memphis e non il piccolo piattino che gli aveva fatto guadagnare Roddick nel 2011.
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venerdì 24 febbraio 2012
Memphis, Marsiglia e Buenos Aires si allineano ai quarti, ma sono poche le sorprese da raccontare
Nemmeno il tempo di godersi le lodi che gli abbiamo dedicato per la sconfitta a Seppi e la rivincita sulla negata convocazione in Davis, che Cipolla ha subito abbassato il tiro prendendosi una pesante stesa da Roger-Vasselin. Oggi siamo quindi impazienti di vedere questo fenomeno francese alle prese con Tsonga, vincente facile sul connazionale Mahut, nonostante il taglio dei capelli ricordi molto Nando Verdasco. In precedenza abbiamo potuto dare un'occhiata a Tipsarevic che ha fatto prevalere l'esperienza su un giovane e interessante Goffin. Il serbo ai quarti si troverà di fronte Ljubicic. Staremo a vedere, la nostra stima per il croato è sempre alta e se vincesse non ci potrebbe far altro che piacere. Nella parte bassa, la giornata di ottavi è stata deleteria per le teste di serie Dolgopolov e Fish. Il primo si è trovato di fronte Llodra, e potenzialmente poteva essere il match del secolo, invece, a parte sporadici colpi di genio, si è visto ben poco di quello che ci si poteva aspettare. Alla fine l'ha spuntata il francese al tie-break del terzo, confermando che l'ucraino è in un periodo in cui la brillantezza che lo contraddistingue, si è presa una vacanza. L'americano invece ha trovato il giovane "quad-core" Olivetti. Kubrick ha sempre ragione, un giorno il calcolatore prenderà il sopravvento sull'uomo e spetterà a lui riuscire a disattivarlo per sopravvivere. L'americano non ci è riuscito e ha trovato il game over in tre set, facendo guadagnare al giovane il turno proprio contro il veterano francese Llodra. Per chiudere il quadretto dei quarti, il match del giorno, quello tra Del Potro e Gasquet, il classico nel quale il bulletto transalpino si trasformerà in un compassionevole cacasotto.
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mercoledì 22 febbraio 2012
Cipolla unico superstite nel disastro italiano della settimana
L'Italia è proprio un paese di comici nati, ci viene spontaneo far ridere le altre nazioni, e noi stessi non facciamo complimenti nel trarre giovamento da questa nostra dote innata. A volte sembra veramente di assistere a fatti studiati a tavolino, talmente sono irreali, ma si cade istantaneamente nella tristezza profonda, appena si realizza che è tutto vero, e soprattutto frutto di ragionamento finalizzato a creare qualcosa di positivo. Anche se da questa premessa è lecito pensarlo, non parliamo di Berlusconi, ma di capitan Barazzutti o chi per lui. Noi abbiamo nutrito fin dal primissimo momento dubbi sulle convocazioni degli italiani in Davis e il risultato ci ha dato ragione. Non che avessimo speranze di battere Berdych, ci mancherebbe altro, qui non si parla di fantascienza, ma giocarcela contro Stepanek e portare a casa il doppio, sarebbe stato lecito con delle scelte migliori. Invece niente, come al solito si vive di leggende e simpatie e la convocazione per i singolari è andata a due giocatori dalla compassione facile, capaci sì di tenere il ritmo, ma peccato si andasse incontro ad altri due giocatori dalla compassione difficile e capaci di tenere ritmi ben più alti di quelli degli italiani. In parole povere, avremmo avuto più speranza portando ad Ostrava un giocatore intelligente, che sa toccare la palla, che spezza i ritmi dei regolaristi e che sa cosa vuol dire lottare partendo dal basso, per arrivare ad emergere: Flavio Cipolla.
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lunedì 20 febbraio 2012
Niente da fare per Volandri, ma bravo lo stesso. Uno sguardo ai tornei della settimana
Alla fine non ce l'ha fatta. Peccato. La splendida settimana di Filippo Volandri purtroppo non si è conclusa col trofeo tra le mani, ma con un piccolo piattino da seconda piazza. Il tennista livornese, all'età di 30 anni ha visto sfumare il sogno di un 250, proprio agli sgoccioli, nell'ultimo game del terzo set, pur avendo portato avanti una partita alla pari, e a tratti superiore, col numero 11 del mondo Nicolas "Sympathy" Almagro. Diciamo pure che, fino a un secondo prima dell'inizio, in pochi avrebbero scommesso un centesimo per lui, infatti le quote sulla sua vittoria erano generosissime. Passati invece i primi game, la cosa si stava facendo molto interessante perché lo spagnolo, sceso in campo con evidente superficialità, stava subendo abbastanza la regolarità dell'italiano, che compensava lo scarso servizio con un gioco da fondo sicuro e capace di incasinare anche i più esperti terraioli, quali appunto lo spagnolo di riserva. Ed è stato forse proprio qui che si è decisa la partita, perché Volandri, trovandosi troppo facilmente in vantaggio, ha fatto l'errore di abbassare il tiro, concedendo ad Almagro la possibilità di giocare da numero 11 del mondo che è. Il set si è quindi ribaltato fino a un 6-3 che registra un parziale di 6-0 per il simpatico. Con uno score del genere la questione sembrava ormai archiviata, ma Filo è riuscito a rialzarsi in piedi, nonostante la faccia dicesse chiaramente che non ne aveva più nelle gambe. Nel secondo set ha cinicamente rubato il servizio al terzo game e mantenuto, a fatica, il vantaggio fino al 6-4. La speranze sembravano riaccendersi e invece niente da fare, nella terza partita si è andati on serve fino al 5-4 e la "maledizione" italica ha colpito ancora, break e successo di Almagro. Purtroppo l'inesperienza di vittorie che contano si paga, nel tennis tutto torna e anche ieri ne abbiamo avuto la conferma. Dall'alto del nostro cinismo definiremmo compassione quella dell'azzurro, ma era una finale e contro il numero 11 del mondo, quindi non ci permettiamo, anzi gli facciamo i più grandi complimenti e gli auguriamo di proseguire così per tutto il corso della stagione, almeno sulla terra. Almeno arrivassero fallimenti all'ultimo game del terzo set in finale dagli altri giovincelli italiani! Bravo Filo, ma ora dimostraci che non era solo la settimana della vita, ma l'inizio di un buon periodo.
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domenica 20 febbraio 2011
Raonic: e chi lo ferma più? Oggi contro Roddick cerca il secondo titolo della carriera
E chi lo ferma più Milos Raonic? La sorpresa dell'anno, dopo il successo nell'ATP 250 di San José della scorsa settimana, cercherà oggi il bis nella finale di Memphis, dove Roddick nella nottata ha già definito il suo piano: provare ad inondarlo con il suo sudore a cascata. Il simpatico canadese di origini montenegrine nella giornata di ieri ha battuto Fish in semifinale (6-4 3-6 6-3), dimostrando anche una certa dose di carattere nonostante la giovanissima età. Se alla grinta ci aggiungiamo poi il servizio-bomba (tirato ieri anche a 230 km orari) e un gioco da fondo niente male ecco che viene fuori un bel tennista per il futuro, che sul veloce sta facendo vedere tutte le sue doti (tutto da vedere sulla terra però). Roddick dovrà quindi stare molto attento, anche perché se vorrà metterla su una gara di ace troverà pane per i suoi denti, ieri il canadese ne ha serviti la bellezza di 23. Si è trattenuto. L'americano ha battuto in semi la versione beta di Juan Martin Del Potro 6-3 6-4; l'argentino è ancora in evoluzione dopo il rientro dall'infortunio, ma non escludiamo che nel giro di qualche mese torni quello di un tempo, per il momento deve accontentarsi di giocare il più possibile e di ritrovare il ritmo partita, deve avere pazienza. La finale è prevista oggi per le 22 in diretta su Supertennis, ormai totalmente rivalutata da parte nostra. In passato abbiamo parlato un po' male della TV di Stato FIT, ma non possiamo che lodarla per ciò che sta facendo in questo 2011. Anche la settimana prossima potremo vedere due tornei in diretta, Dubai a Acapulco, con buona pace di SKY che i soldi preferisce spenderli per altre cose: tra un po' forse avremo la telecamera 3D all'interno del pallone, per farci venire a tutti il mal di mare e i microfoni appiccicati alle magliette dei giocatori, per sentire quando si mandano a fare in culo. Tutto molto bello.
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lunedì 14 febbraio 2011
Raonic trionfa a San Jose e siamo già pronti per un'altra settimana di tennis
Anche questa settimana non ci lascerà senza il nostro sport preferito, ma prima di dedicarci a questo non possiamo non spendere due parole di giubilo per il nostro ibrido del cuore: Milos Raonic.
Che lui vinca un torneo ci riempie il cuore di gioia, che lo vinca battendo Verdasco ci fa raggiungere orgasmi incontrollabili. Ebbene si, a San Jose con un doppio tie-break, il tennista canadese ha messo al tappeto Fernando Verdasco, l'uomo dalla vita divisa tra il tennis e le nuove mutande CK. Tra l'altro lui, che avrebbe dovuto vantare l'esperienza per arrivare al successo, ha invece perso con un doppio tie-break da una new entry. Bene, gloria e vita alla nuova carne (cit.).
Che lui vinca un torneo ci riempie il cuore di gioia, che lo vinca battendo Verdasco ci fa raggiungere orgasmi incontrollabili. Ebbene si, a San Jose con un doppio tie-break, il tennista canadese ha messo al tappeto Fernando Verdasco, l'uomo dalla vita divisa tra il tennis e le nuove mutande CK. Tra l'altro lui, che avrebbe dovuto vantare l'esperienza per arrivare al successo, ha invece perso con un doppio tie-break da una new entry. Bene, gloria e vita alla nuova carne (cit.).
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