di Cosimo Mongelli
Non ho mai simpatizzato per Rafael Nadal. No, non per le motivazioni becere che rendono invivibile ogni anfratto (esiste questo termine nella lingua italiana, esiste) del web ove si discuta di tennis. Semplicemente non è la mia tazza del te (con le citazioni colte ci sguazzo, fatevene una ragione) e preferisco altro tipo di giocatore. Federer? No, troppo posato, sobrio e pettinato. Anche se con la vecchiaia sembra far trapelare qualche spiraglio di umanità. Djokovic? Per carità. La simpatia di un attacco di colite mentre sei in piscina con la ragazza dei tuoi sogni un secondo dopo che l'hai conquistata. Murray? Ogni volta che inquadrano sua madre in tribuna, rivaluto Breivik.
