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venerdì 24 maggio 2013

Internazionali d'Italia: cosa cambiare?

Di Anonimo

E' finito l'ATP 1000 di Roma unico torneo tennistico di rilevanza nella penisola. Ma quali sono i pregi e difetti di questo evento all'ombra di Monte Mario?

Ho avuto la fortuna di fare il volontario per due anni di fila e potermi cosi godere il tutto dalla "cabina di pilotaggio". Mettendomi dalla parte del pubblico pagante, credo che siano stati fatti dei passi indietro rispetto alle prime due edizioni combine del torneo. La crisi economica ha colpito anche qui e si è visto. I prezzi dei biglietti sono aumentati in modo significativo contando sulla voglia della gente di vedere i propri campioni, avendo solo questa unica occasione. L’affluenza non ne ha risentito, ma 36 euro per il centrale lunedì quando ne pagai 40 nel 2011 per il giovedì mi sembra una differenza eccessiva, che di certo non aiuta ad avvicinare i ragazzi a questo sport. Ci sono però cose peggiori che mi hanno colpito quest’anno. La mancanza di spazi per mangiare è la principale. Manca assolutamente la concorrenza. Ci sono due stand "Autogrill Eventi" (dove l’acqua costa 2 euro e un panino 5) con pochissimi tavoli, una pizzeria e un carrellino degli hot dog. L'enorme parco del Foro è quindi sfruttato solo in parte. Dove prima si trovavano chioschi di vario tipo pronti a riempirti di gadget di ogni genere, ora vediamo solo un enorme stradone vuoto, a mio modo di vedere molto deprimente. Sono presenti negozi dei principali marchi di tennis dove spicca l’assenza di un rivenditore Nike. Chi è stato presente nelle precedenti edizioni saprà di cosa parlo. Come ultima cosa c’è da far notare l’assoluta mancanza di parcheggi nei dintorni del Foro.

sabato 12 maggio 2012

A Madrid è rivoluzione proletaria: Djokovic eliminato da Tipsarevic

Tiriac è un genio. E' ormai da tempi immemori che in un Masters non si registra una moria così alta di nomi di punta e tutto solo per aver cambiato un colore! Il passaggio dal rosso al blu ha condizionato più del dovuto il numero uno e due del mondo fino al punto che hanno ceduto il passo a due giocatori che in condizioni "classiche" non avrebbero avuto la minima chance. Così, dopo l'impresa di Verdasco, che al quattordicesimo scontro diretto è finalmente riuscito a battere Nadal, ieri è stato il giorno dell'uscita di Djokovic eliminato senza troppi complimenti dal bravo Tipsarevic. E il tennis ringrazia il magnate romeno per averci liberato da un duopolio che stava indubbiamente stancando e togliendoci la voglia di seguire i tornei. Meritati i fischi per Djokovic che adagiandosi al fatto che Nadal era uscito al turno precedente, e quindi il danno al distacco punti era minimo, ieri è sceso in campo tanto per fare presenza e irritare il pubblico con le sue incessanti lamentele per la superficie. Ringhio senza mettersi troppi pensieri in testa ha colto la palla al balzo e con un 7-6 6-3 si è liberato del connazionale e ha avvalorato la nostra "proprietà commutativa della terra blu" largamente discussa su FaceBook prima del match: se Verdasco ha battuto Nadal, Tipsarevic dovrebbe ottenere lo stesso risultato contro Djokovic. Si pensi che verso la fine Nole è stato subissato di fischi e ha recuperato con tre prime una situazione di 0-40 per poi vincere il game. Se poi ha perso, si pensi quindi quanto impegno ci ha messo in campo. Zero... à la maison.

lunedì 25 ottobre 2010

Ormai la voce del tennis maschile, è femminile

Per quanto dir si voglia sui commentatori italiani di tennis: sono di parte, non lo sono, sono incompetenti, ne so più io, ne sai più tu ecc. una partita di tennis senza commento risulta più pesante da seguire e trovandoci in casa con la possibilità di fare altro, la distrazione e la perdita del filo è dietro l'angolo. Senza contare che per esempio, nei primi turni, quando siamo di fronte a giocatori che ci regalano poche emozioni, il commento è di fondamentale importanza per non addormentarci, non cambiare canale o non distrarci.
In Italia, chi non ha la pazienza di cercare e vedersi le partite in streaming col commento uzbeco, fa uno sforzo economico grandicello, ma che sicuramente ne vale la pena, si abbona a SKY SPORT e può godere del top del tennis maschile in tutta comodità sul divano di casa e in alta definizione. Escludiamo per ovvie ragioni Supertennis perchè i commentatori sembrano allievi di qualche bravo maestro yogi, esperto in tecniche per far addormentare in pochi secondi e spacciano notizie datate come novità, convinti di essere l'unica fonte di tennis in Italia.
I commentatori di SKY, forse per colpa della crisi globale, stanno sempre più diminuendo, sono rimasti in pochi e costretti pure a fare gli straordinari: lasciare i famigliari per andare quando a Wimbledon, quando a Roma, quando a Montecarlo per commentare sul posto (che stress). Questa crisi, a sorpresa, l'anno scorso ha fatto fuori la voce per eccellenza del tennis italiano: Rino Tommasi. In passato già Clerici aveva abbandonato per il "capriccio" di voler commentare solo sul posto e non dallo studio, ora gli hanno forzatamente abbinato Tommasi ingaggiandolo solo per le trasferte e quindi, ricollegandomi a quanto detto prima, la voce caratteristica del tennis maschile su SKY, visto che il commento sul posto è ridotto a 2/3 tornei, lascia il testimone a Elena Pero che in compagnia del tecnico (e comico) Paolo Bertolucci sono ormai coppia fissa per le partite più importanti, in particolare dopo che il maestro Roberto Lombardi è venuto a mancare.
Elena Pero, oltre ad essere la soluzione del rebus che vedete nella foto in alto, oltre ad avere una voce piacevolissima, tanto che a sentirla partono i pensieri più svariati su che delizia di Donna possa essere, dimostra una grandissima competenza. E' sempre attenta su tutto quello che accade in campo riportando nell'immediato: traduzioni simultanee di frasi dette, sussurrate, mimate. Intrattiene nel vero senso della parola, è l'unica che nei round robin del master di fine anno sa tenere il conto dei punti e le partite più noiose, con la sua voce in sottofondo, trovano un perchè.
Noi amiamo Elena Pero, non lo nascondiamo e avremmo voluto lavorare a SKY solo per incontrarla, ma in particolare per chiederle come fa ad essere sempre così informata su Mirka Vavrinec