Dopo avervi cantato la gioia per la dipartita del pallettaro, ci siamo resi conto che tutto sommato, nella giornata di sabato, avevamo delle semifinali potenzialmente guardabili, ma soprattutto una lunga finale imperdibile. Dopo anni di prove, Federer è riuscito a collezionare anche la finale di Parigi-Bercy, ma niente in confronto ai 18 che hanno trasformato l'Italia in una barzelletta ambulante. Tsonga invece sembrava ormai al tappeto, ma è riuscito ad alzarsi e mettere KO l'avversario, esattamente come ha fatto la Carlucci che, dopo aver fatto ringalluzzire il nanerottolo definendolo "super potente sessualmente", l'ha pugnalato alle spalle. Pensate da che tipo di personaggi dipendevamo.