Noi di ControBreak spesso professiamo il sangue in campo, ma non la minchiaggine acuta e l'episodio di ieri che ha visto come protagonisti Robredo e Fognini (effettivamente non poteva esserci Seppi) è l'esempio di quanto un essere sia dotato di intelligenza scarsa.
Ma andiamo con calma e ricordiamo cos'è successo: dopo la partita (bene o male combattuta vinta ovviamente dallo spagnolo al terzo) Robredo si è avvicinato all'arbitro, gli ha farfugliato qualcosa e come Fabio è andato per stringergli la mano, il simpatico Tommy ha negato il gesto di rito beccandosi una marea di fischi. Quindi il ligure l'ha seguito fino alla sua panchina, gli ha teso nuovamente la mano e lo spagnolo gli ha offerto il dito medio. A quel punto Fognini stava per diventare una religione, ma anziché andarsene in superiorità sorridendo e deridendo il fallito spagnolo, gli ha detto che era un uomo di merda. Crollata l'idolatria.
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domenica 6 febbraio 2011
mercoledì 3 novembre 2010
L'erba del vicino è sempre più lenta
Il torneo di Basilea sta mettendo in crisi molti giocatori perchè, a quanto pare, la superficie è veloce quanto dovrebbe essere.
Sembra una frase assurda, ma da quando hanno provato a rendere omogenee le velocità nelle varie superfici, la frase precedente ha più che senso!
Ebbene si, a Basilea i giocatori si lamentano che il cemento è cemento e le palline schizzano appena rimbalzano.
Lamentela che per noi equivale a dire: non so giocare.
Il tennis moderno per la maggiore è noioso, sembra una puntata di ER: sai sempre come andrà a finire.
E' ovvio, non esistono più i cambi di superficie che determinano i divari tra i giocatori favorendo un vivace scambio al vertice, ma fossilizzano la classifica dei primi 4 e standardizzano gli inseguitori che rimarranno così a vita, sia perchè la differenza punti già a maggio è un abisso, sia perchè vedendo come si vince si tende a giocare in un sol modo.
I tornei di inizio stagione si spacciano sul cemento, ma in realtà sono in Greenset. Praticamente un pelo più veloci della terra e i rimbalzi molto simili, se non sei un cecchino che becchi 30 volte la linea esterna in uno scambio prima da un lato e poi dall'altro, il pallettaro non te lo toglierai mai di mezzo.
Poi arriva la terra (stesso discorso) che ormai è monotematica da anni, sappiamo già a chi andranno i 5000 punti in palio più eventuali ATP 500.
Siamo quindi all'erba con appena 2000 punti e qualche ATP minore. Io ricordo che a Wimbledon 20 anni fa, fare 4 palleggi era un'eresia, si giocava solo al volo perchè i rimbalzi erano irregolari e la palla schizzava, della serie: sulla terra giochi in un modo, sull'erba o sai giocare in un modo totalmente diverso o dai spazio agli altri. Così si potevano rifare i giocatori meno pallettari che venivano trapassati allegramente quando provavano ad affacciarsi a rete sulla terra. Adesso che hanno rallentato l'erba e cambiato le palline, si fanno oltre i 20 scambi tranquillamente, si corre e si saltella spensieratamente sul campo, come se fosse l'erba della collinetta di Heidi. Morale della favola, anche qui sappiamo a chi andranno i 2000 punti per un altro paio d'anni, a meno di amputazioni.
Si ritorna al Greenset e per concludere qualche campo in cemento che comunque ha sempre accurati accorgimenti per rallentare il gioco per far vincere sempre gli stessi.
Io sinceramente preferivo il tennis vario quando al vertice ci si alternava più spesso e si bramava il sangue dell'avversario. Ora invece si vedono sempre gli stessi nomi che sono inscalfibili perchè non esistono tutti i fattori di scombussolamento che esistevano nel passato e facevano la differenza, nonchè creavano la sorpresa... ora invece: che noia!
Sembra una frase assurda, ma da quando hanno provato a rendere omogenee le velocità nelle varie superfici, la frase precedente ha più che senso!
Ebbene si, a Basilea i giocatori si lamentano che il cemento è cemento e le palline schizzano appena rimbalzano.
Lamentela che per noi equivale a dire: non so giocare.
Il tennis moderno per la maggiore è noioso, sembra una puntata di ER: sai sempre come andrà a finire.
E' ovvio, non esistono più i cambi di superficie che determinano i divari tra i giocatori favorendo un vivace scambio al vertice, ma fossilizzano la classifica dei primi 4 e standardizzano gli inseguitori che rimarranno così a vita, sia perchè la differenza punti già a maggio è un abisso, sia perchè vedendo come si vince si tende a giocare in un sol modo.
I tornei di inizio stagione si spacciano sul cemento, ma in realtà sono in Greenset. Praticamente un pelo più veloci della terra e i rimbalzi molto simili, se non sei un cecchino che becchi 30 volte la linea esterna in uno scambio prima da un lato e poi dall'altro, il pallettaro non te lo toglierai mai di mezzo.
Poi arriva la terra (stesso discorso) che ormai è monotematica da anni, sappiamo già a chi andranno i 5000 punti in palio più eventuali ATP 500.
Siamo quindi all'erba con appena 2000 punti e qualche ATP minore. Io ricordo che a Wimbledon 20 anni fa, fare 4 palleggi era un'eresia, si giocava solo al volo perchè i rimbalzi erano irregolari e la palla schizzava, della serie: sulla terra giochi in un modo, sull'erba o sai giocare in un modo totalmente diverso o dai spazio agli altri. Così si potevano rifare i giocatori meno pallettari che venivano trapassati allegramente quando provavano ad affacciarsi a rete sulla terra. Adesso che hanno rallentato l'erba e cambiato le palline, si fanno oltre i 20 scambi tranquillamente, si corre e si saltella spensieratamente sul campo, come se fosse l'erba della collinetta di Heidi. Morale della favola, anche qui sappiamo a chi andranno i 2000 punti per un altro paio d'anni, a meno di amputazioni.
Si ritorna al Greenset e per concludere qualche campo in cemento che comunque ha sempre accurati accorgimenti per rallentare il gioco per far vincere sempre gli stessi.
Io sinceramente preferivo il tennis vario quando al vertice ci si alternava più spesso e si bramava il sangue dell'avversario. Ora invece si vedono sempre gli stessi nomi che sono inscalfibili perchè non esistono tutti i fattori di scombussolamento che esistevano nel passato e facevano la differenza, nonchè creavano la sorpresa... ora invece: che noia!
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domenica 31 ottobre 2010
L'importanza di chiamarsi Stanislas Wawrinka
La nostra piccola polpetta nasce nell'85 in uno staterello che si fa i cazzi suoi da sempre, per un quarto italiano, ricoperto da verdi colline, banche e fabbriche di cioccolato.
Vista la pochezza di popolazione indigena e la dedizione dei sui connazionali a diventare banchieri, decide di prendere in mano la racchetta e diventare facilmente il numero uno svizzero.
Per fare questo passo, deve prima di tutto abbandonare la carriera cinematografica nei panni di Jamie Lawson, il fratellino di Super Vicky e cominciare una lunga dieta che tutt'ora non è terminata.
A 6 anni però trovò il biglietto d'oro in una barretta di cioccolato, potè visitare la fabbrica di Willy Wonka e piccoli crateri in perenne eruzione nacquero nelle sue guanciotte bruciacchiate dal freddo clima svizzero.
Ma arrivò il tempo di mettere la testa a posto e impegnarsi nel tennis, intensificare la dieta, lavorare duro sui punti neri nel naso ed ecco l'esplosione (non dei brufoli) nel 2003: vince il Roland Garros juniores e fa conoscere al mondo il suo rovescio, che McEnroe reputa addirittura il migliore in circolazione.
Ma c'era qualcosa che non andava oltre alla pancia: in Svizzera erano in due a praticare il tennis, uno lui e l'altro chi era? Federer. Che sfiga!
Vive e vivrà, anche quando non praticherà più sport, perennemente nell'ombra più oscura del suo connazionale.
Vince le olimpiadi a Pechino in doppio, indovinate con chi? Si lui.
Nel 2006 vince il suo primo 250 indovinate come? Djokovic che si ritira
Nel 2010 vince il suo ultimo titolo a Casablanca (250) battendo Starace in semifinale e stop, il resto è tutto un'oscura e tetra carriera, che ovviamente sarebbe oro se fosse italiano!
Nel tempo libero è un grande appassionato di go-kart e noi ci chiediamo come possa starci dentro!
Ma il nostro amorevole Stanis non demorde, si fa una vita, si sposa con una conduttrice TV più grande di lui (solo 10 anni differenza) che gli regala una bambina, proprio quando Federer aveva appena avuto due gemelle. Mi sembra giusto.
Progetti per il futuro: uccidere Federer
Vista la pochezza di popolazione indigena e la dedizione dei sui connazionali a diventare banchieri, decide di prendere in mano la racchetta e diventare facilmente il numero uno svizzero.
Per fare questo passo, deve prima di tutto abbandonare la carriera cinematografica nei panni di Jamie Lawson, il fratellino di Super Vicky e cominciare una lunga dieta che tutt'ora non è terminata.
A 6 anni però trovò il biglietto d'oro in una barretta di cioccolato, potè visitare la fabbrica di Willy Wonka e piccoli crateri in perenne eruzione nacquero nelle sue guanciotte bruciacchiate dal freddo clima svizzero.
Ma arrivò il tempo di mettere la testa a posto e impegnarsi nel tennis, intensificare la dieta, lavorare duro sui punti neri nel naso ed ecco l'esplosione (non dei brufoli) nel 2003: vince il Roland Garros juniores e fa conoscere al mondo il suo rovescio, che McEnroe reputa addirittura il migliore in circolazione.
Ma c'era qualcosa che non andava oltre alla pancia: in Svizzera erano in due a praticare il tennis, uno lui e l'altro chi era? Federer. Che sfiga!
Vive e vivrà, anche quando non praticherà più sport, perennemente nell'ombra più oscura del suo connazionale.
Vince le olimpiadi a Pechino in doppio, indovinate con chi? Si lui.
Nel 2006 vince il suo primo 250 indovinate come? Djokovic che si ritira
Nel 2010 vince il suo ultimo titolo a Casablanca (250) battendo Starace in semifinale e stop, il resto è tutto un'oscura e tetra carriera, che ovviamente sarebbe oro se fosse italiano!
Nel tempo libero è un grande appassionato di go-kart e noi ci chiediamo come possa starci dentro!
Ma il nostro amorevole Stanis non demorde, si fa una vita, si sposa con una conduttrice TV più grande di lui (solo 10 anni differenza) che gli regala una bambina, proprio quando Federer aveva appena avuto due gemelle. Mi sembra giusto.
Progetti per il futuro: uccidere Federer
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