Uno dei pochi acuti che il tennis italiano può vantare finora in questo 2011 non poteva che arrivare dall'unico tennista della penisola che abbiamo sempre vantato come il vero combattente della scuderia Barazzutti: Potito Starace. Certo anche lui ha le giornate no e capita che perda da ignoti, ma è anche vero che quando si trova in condizione difficilmente si lascia sfilare di mano il match, o almeno, concede cara la propria pelle. Ieri sulla sua amata terra rossa non ha avuto esitazioni nel combattere col coltello tra i denti per difendere la semifinale dell'anno scorso a Casablanca e portare a casa il match contro Gilles Simon, che è sicuramente un ex top ten in discesa, ma pur sempre pallettaro che con la terra ci va a nozze, attuale numero 23 ATP, più ricco di esperienza per i risultati che contano e più giovane del campano.
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sabato 9 aprile 2011
mercoledì 27 ottobre 2010
Siam tre piccoli porcellin, siamo tre fratellin
C'erano una volta quattro ragazzi, titolari nell'Italia di Davis. Uno di loro, il più promettente, ma ribelle dai primordi, fu subito allontanato, si fece una vita, ma cadde nel fallimento, dimostrando che è vera la diceria che chi esce da una loggia massonica è costretto a morire... A Vienna.
Ne rimasero tre, che spinti da chissà quale spirito, tentarono la fortuna emigrando all'est in quel di San Pietroburgo.
Il più anziano dei tre si fece avanti per primo, ma avendo a disposizione una vittoria facile, optò per l'umiltà e fece la scelta saggia di regalare la partita, per tornare prima possibile nella sua amata terra che già gli mancava.
Il secondo fu vittima di un inganno, infatti, gli si presentò davanti un nemico di Taipei e pensando di essersi spinto troppo a est, sentì subito la mancanza dell'amata terra e pensò fosse il caso di sveltire la pratica riducendola ad appena 59 minuti.
Il terzo, trovandosi di fronte un avversario in rosa, da vero gentiluomo pensò che forse era il caso di farlo vincere. Peccato che di rosa l'avversario avesse proprio niente, anzi, faceva delle palle corte "al baffo" e capì così di essere caduto in una trappola. Grande lo sconforto, perse.
Per fortuna gli altri due arrivarono in suo soccorso e ritrovandosi festosamente assieme, poterono partire tutti e tre mano nella mano per la loro amata terra e sfruttare come al solito lo sconto comitiva dell'Alitalia... e vissero tutti, felici e contenti.
Intanto però, un altro amante della propria terra, attendeva il suo destino a Vienna, ma questa è un'altra storia che forse vi racconteremo domani...
Ne rimasero tre, che spinti da chissà quale spirito, tentarono la fortuna emigrando all'est in quel di San Pietroburgo.
Il più anziano dei tre si fece avanti per primo, ma avendo a disposizione una vittoria facile, optò per l'umiltà e fece la scelta saggia di regalare la partita, per tornare prima possibile nella sua amata terra che già gli mancava.
Il secondo fu vittima di un inganno, infatti, gli si presentò davanti un nemico di Taipei e pensando di essersi spinto troppo a est, sentì subito la mancanza dell'amata terra e pensò fosse il caso di sveltire la pratica riducendola ad appena 59 minuti.
Il terzo, trovandosi di fronte un avversario in rosa, da vero gentiluomo pensò che forse era il caso di farlo vincere. Peccato che di rosa l'avversario avesse proprio niente, anzi, faceva delle palle corte "al baffo" e capì così di essere caduto in una trappola. Grande lo sconforto, perse.
Per fortuna gli altri due arrivarono in suo soccorso e ritrovandosi festosamente assieme, poterono partire tutti e tre mano nella mano per la loro amata terra e sfruttare come al solito lo sconto comitiva dell'Alitalia... e vissero tutti, felici e contenti.
Intanto però, un altro amante della propria terra, attendeva il suo destino a Vienna, ma questa è un'altra storia che forse vi racconteremo domani...
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lunedì 25 ottobre 2010
Se per assurdo vincesse un italiano...
Ormai ho perso le speranze, gli italiani non vincono più nemmeno se gli altri non giocano.
Ok che si trattava di Volandri ormai prossimo alla pensione, contro un Gabashvili reduce da un periodo di grazia, ma oggi il russo non solo non c'era con la testa, ma secondo me ha avuto proprio difficoltà a trovare il palazzetto per andare a giocare e in ogni caso, come da sceneggiatura standard, perde l'italiano nel modo più inverosimile possibile.
Siamo 5-1 e 3 set point per Volandri, si fa breakare arrivando fino al 5-3 dove, dopo altre due palle set, finalmente riesce a chiudere la prima partita. Gabashvili stava giocando come uno che non sapeva nemmeno di essere in un campo da tennis, tanto che mi è venuto il dubbio, che al suo posto ci fosse Quentin Tarantino.
Parte il secondo set e Volandri si porta subito avanti di un break. Con il russo inguardabile, la pratica era chiusa, ma mai dire mai, perchè dopo un time-out tecnico di Gabashvili per farsi curare il ginocchio, Volandri rientra in campo, ma fa come Homer Simpson quando il cervello gli vola fuori dalla testa, era presente, ma in realtà assente, riesce a sbagliare tutto fino a regalare la partita al russo.
Ma vabè, oramai è talmente assurdo che vinca un italiano che farebbe notizia se non perdesse.
Un pò più a ovest c'era il numero uno italiano che giocava in Austria, praticamente in casa. Seppi era contro nientepopodimenochè la wild card Martin Fischer e pensate che su Google immagini mi trova appena 3 foto di uno con la racchetta in mano che potrebbe anche non essere lui, per cui immaginate quanto fosse rinomato l'avversario del Caldarense!
Ora voi mi direte che mento quando scrivo che gli italiani non vincono mai e vi do ragione con riserva per questa volta, perchè vincere per poi scontrarsi contro Gulbis, è ovvio che il lettone di Seppi ne avrebbe fatto polpette. Invece no: Gulbis si è ritirato per cui ora che la strada per Andreas è spianata, si che ci sta il colpo di genio nel perdere a sorpresa contro un inetto, pur di non fare un buon risultato servito su un piatto d'argento!
Non ci credete? Ne riparleremo...
Ok che si trattava di Volandri ormai prossimo alla pensione, contro un Gabashvili reduce da un periodo di grazia, ma oggi il russo non solo non c'era con la testa, ma secondo me ha avuto proprio difficoltà a trovare il palazzetto per andare a giocare e in ogni caso, come da sceneggiatura standard, perde l'italiano nel modo più inverosimile possibile.
Siamo 5-1 e 3 set point per Volandri, si fa breakare arrivando fino al 5-3 dove, dopo altre due palle set, finalmente riesce a chiudere la prima partita. Gabashvili stava giocando come uno che non sapeva nemmeno di essere in un campo da tennis, tanto che mi è venuto il dubbio, che al suo posto ci fosse Quentin Tarantino.
Parte il secondo set e Volandri si porta subito avanti di un break. Con il russo inguardabile, la pratica era chiusa, ma mai dire mai, perchè dopo un time-out tecnico di Gabashvili per farsi curare il ginocchio, Volandri rientra in campo, ma fa come Homer Simpson quando il cervello gli vola fuori dalla testa, era presente, ma in realtà assente, riesce a sbagliare tutto fino a regalare la partita al russo.
Ma vabè, oramai è talmente assurdo che vinca un italiano che farebbe notizia se non perdesse.
Un pò più a ovest c'era il numero uno italiano che giocava in Austria, praticamente in casa. Seppi era contro nientepopodimenochè la wild card Martin Fischer e pensate che su Google immagini mi trova appena 3 foto di uno con la racchetta in mano che potrebbe anche non essere lui, per cui immaginate quanto fosse rinomato l'avversario del Caldarense!
Ora voi mi direte che mento quando scrivo che gli italiani non vincono mai e vi do ragione con riserva per questa volta, perchè vincere per poi scontrarsi contro Gulbis, è ovvio che il lettone di Seppi ne avrebbe fatto polpette. Invece no: Gulbis si è ritirato per cui ora che la strada per Andreas è spianata, si che ci sta il colpo di genio nel perdere a sorpresa contro un inetto, pur di non fare un buon risultato servito su un piatto d'argento!
Non ci credete? Ne riparleremo...
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