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venerdì 12 aprile 2013

Da Houston a Casablanca, passando per il ginocchio di Nadal

Per riprenderci dalla delusione in Davis, il tennis ci ha regalato subito l'inizio della stagione sul rosso. Esatto, quel periodo dell'anno talmente ricco di sorprese e colpi di scena che si potrebbe evitare di giocare dando direttamente cinque trofei (Montecarlo, Barcellona, Madrid, Roma e Roland Garros) a Nadal e i rispettivi 5500 punti, risparmiandoci due mesi di pantomime. Sì, perché se Indian Wells sul cemento lo spagnolo l'ha portato a casa senza l'uso di un ginocchio, figuriamoci cosa potrà fare sulla terra. Tra l'altro, proprio in questi giorni che precedono Montecarlo, Rafa ha già dichiarato di avere sempre più dolori e fastidi al suo prezioso capro espiatorio, quindi aspettiamoci risultati da 6-0 periodico e corse folli su tutto, con svariate faccine di sofferenza e trionfi da film.

lunedì 8 aprile 2013

Ciao Italia, il Canada di Raonic ci sbatte fuori dalla Davis e trova la Serbia

Quando ci ricapiterà la possibilità di sfidare in un quarto di finale di Coppa Davis il Canada? Ovvero una squadra composta da un ottimo giocatore, Raonic, un doppista bravo, ma sulla soglia della senilità, Nestor, e un mediocre giovincello dal cognome più simile a un farmaco da banco attualmente numero 141 del mondo? Mai più, probabilmente.

lunedì 1 aprile 2013

Miami 2013: Murray supera Ferrer all'ultima curva e vince la corsa

[Il seguente post lo trovate anche su OKtennis premendo QUI]

Gli spunti per pensare che non avremmo visto una finale di tennis c'erano tutti. Una volta decretati i nomi dei pretendenti al titolo, Murray e Ferrer, ci abbiamo più volte scherzato sopra, fin troppo, quasi rendendoci pesanti nel dire che l'ultimo atto di Miami sarebbe stato una gara di corsa. A posteriori possiamo fare il mea culpa e ammettere che effettivamente ci siamo andati leggeri. Quanto visto ieri è stata la morte di quello che noi chiamiamo tennis. A parte il punteggio, non si è scorto un aspetto che richiamasse il nostro amato sport. Nessuno.

sabato 30 marzo 2013

Miami 2013: Murray-Ferrer, una finale da incubo

Dopo il travagliato inizio di Miami 2013, che per defezioni forse stava raggiungendo livelli più infimi dell'ultimo Parigi Bercy, tutto si stava mettendo nel verso giusto per trasformare questo torneo in uno dei migliori degli ultimi anni. Invece, a un passo dalla gloria, il baratro. Mai epilogo di un torneo poteva essere più terrificante: Murray-Ferrer. Accoppiata deprimente, se si pensa che l'alternativa sarebbe stata Haas-Gasquet. Ed ecco che quella che sarebbe potuta essere una finale di tennis, si tramuterà in una gara di corsa.

venerdì 29 marzo 2013

Miami 2013: Gasquet delizioso, Murray palloso

"Pregasi il signor Tommaso Berdicchio di passare alla cassa, ripeto pregasi il signor Tommaso Berdicchio di passare alla cassa. Grazie"

Queste le parole che sono state divulgate dagli altoparlanti del Crandon Park alla fine dell'ultimo quarto di finale maschile. Perché, se pur raro che accada, ieri Gasquet ha dato una lezione di tennis. Allievo di turno Berdych, che ora si trova fattura, conto del campo e gettone dell'illuminazione da pagare. In tutta sincerità non ce lo saremmo mai aspettato, la nostra previsione era quella di veder soccombere il francese tra le braccia dei giudici di linea, ricoperto di frigoriferi e lavatrici scagliate dal ceco a velocità folli. Invece è successo ben altro. Tomas è stato ipnotizzato da un Gasquet capace di tessere un gioco vario, brillante e per niente scontato, che ha fatto andare fuori giri il neurone del ceco.

giovedì 28 marzo 2013

Miami 2013: Haas conferma che il tennis è una cosa meravigliosa. Fuori le Cichis

Oops!... He did it again. Dopo la meravigliosa vittoria su Djokovic, ecco arrivare anche quella su Simon. Il punteggio recita 6-3 6-1 di pura poesia e se pensiamo al tipo di avversari messi al tappeto, questi successi valgono doppio. Aggiungendoci anche i 35 anni di Haas, siamo quasi alla beatificazione. Il "quasi" di riserva lo poniamo in attesa del prossimo incontro contro Ferrer, perché se mai dovesse succedere di battere lo spagnolo, possiamo veramente dire che per questo giro il tennis ha trovato il suo salvatore e sia stato ripulito da tutti i mali che lo attanagliano da anni a questa parte. Pallettari, androidi, corridori, tutti mandati a casa dallo tsunami tedesco. Magari!

mercoledì 27 marzo 2013

Miami 2013: Haas vince istruendo la palla, non violentandola. Tsonga out. Il torneo è di Murray

E' stato tutto molto commovente. In questa valle di lacrime, pallettari, corridori e strozzini di errori gratuiti, ogni tanto c'è spazio anche per il tennis. Quello vero, capace di regalare emozioni, garantire spettacolo, con protagonisti che si impegnano per istruire una palla, non solo di violentarla. Il tennis è questo e non solo lo sport di chi ha una racchetta in mano, come ormai da anni siamo stati abituati a vedere. Nella fredda notte di Miami, Tommi Haas, 35 anni e famiglia, ha insegnato a Djokovic, numero uno al mondo, cos'è il vero tennis. Non 48 scambi con annessi due chilometri di zompettate, ma un mix di intelligenza, pochi muscoli, corse forsennate al massimo per arrivare a rete, capacità di saper variare, voglia di prendersi il punto attivamente. E' stata pura poesia per un set chiuso giustamente e meritatamente 6-2. Il lavoro si è poi concluso con un 6-4, giunto proprio quando Djokovic sembrava volesse rinascere. Il ché rende tutto ancora più magico e piacevole.