E' ormai un fiume in piena, incontenibile, instancabile, inebriante, è Seppi. Ieri il Terminator di Caldaro contro ogni previsione, anche la FIT non ci avrebbe scommesso un centesimo, (tant'è che non ha acquistato i diritti per la semifinale), ha eliminato in tre set Nalbandian guadagnandosi l'ultimo atto del torneo di Belgrado. Terza finale ATP in carriera per lui: nel 2007 perse da Mathieu a Gstaad e l'anno scorso vinse su Ringhio Tipsarevic sull'erba di Eastbourne. La cosa più stupefacente è che Andreas ha vinto con uno score da campione perché sotto al primo set per 6-2 ha poi ricambiato con la stessa moneta vincendo il secondo col medesimo punteggio e nel terzo, andando subito sotto 4-1 ha recuperato fino al 4 pari per poi prendersi il break decisivo sul 5-5 e chiudere 7-5.
domenica 6 maggio 2012
sabato 5 maggio 2012
Madrid, il main draw. Federer per Djokovic, a Nadal la solita autostrada
Abbiamo sempre avuto il sospetto che i tabelloni dei 1000 e degli Slam vengano stilati da zio Toni in occhiali, barba e baffi finti per non essere riconosciuto, che con grande maestria estrae i bussolotti dalle bottigliette sistemate compulsivamente a bordo campo dal nipote. Dopo l'uscita del tabellone di Madrid questo sospetto trova ulteriori conferme. Se c'è un giocatore di seconda o terza fascia in forma, magari proveniente da una serie di buoni risultati, questo esce al 90% dalla parte di Djokovic o Federer, mentre per Nadal è sempre il solito discorso, prima di sudare deve arrivare almeno in semifinale dopo una serie di turni da Atp 250.
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Seppi idolo delle folle a Belgrado, Del Potro domina all'Estoril e Lopez dà spettacolo a Monaco
Per due settimane consecutive un italiano si è messo in evidenza in un ATP 250, prima Fognini a Bucarest, e ora il nostro Terminator di Caldaro, il fuoriclasse indiscusso Andreas Seppi. Ieri il killer instinct dell'altoatesino ha raggiunto livelli impensabili contro Muller, inutile giocatore del Lussemburgo che in carriera ha avuto appena qualche vampata di calore negli Slam, con apice la finale del Challenger di Bergamo (AKA futuro quinto slam), persa proprio dal nostro Andy nazionale. Non c'è stata storia nei quarti di Belgrado, l'azzurro ha sfoggiato un tennis champagne (...) mettendo in riga il povero malcapitato per 6-4 6-3. Peccato che le fiammate tricolore vengano messe in atto sempre nei tornei dimenticati dall'umanità, la settimana scorsa Bucarest e oggi Belgrado. Ora come si suol dire saranno "cazzi amari" perché in semifinale per Seppi ci sarà Nalbandian, uno che ha fatto vedere spesso i sorci verdi a Nadal e sulla terra non si trova niente male. L'italiano, dovesse giocare come ieri, potrebbe anche sperare in una vittoria, è parso di vedere alcuni buoni cambiamenti (finalmente, dopo anni sono arrivati) nel suo gioco: movimento del servizio molto più corto, tant'è che ha messo a segno diversi ace, maggior mobilità e baricentro del corpo più basso con le gambe ben flesse su ogni colpo. Si pensi solo che ha ottenuto il primo break con un passante di recupero di dritto alla Nadal e il secondo con un incrociato stretto di rovescio alla Murray (quelli che lo scozzese faceva quando giocava bene). Dall'altra parte di tabellone vedremo Andujar, che forse passeggerà contro Paire, sempre che il francese non venga graziato con la buona riuscita delle sue pazzie. Potremo ammirare tutto ciò in streaming, a meno che Supertennis non si muova con un acquisto dell'ultimo istante. Difficile.
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lunedì 30 aprile 2012
Sfuma il sogno di conquistare il primo titolo per Fognini, Nadal a fatica conferma Barcellona
Niente miracolo per Fognini, uscito battuto in due set 6-4 6-3 contro Gilles Simon nella finale dell'ATP 250 di Bucarest. Bravo comunque Fabio per essere arrivato all'ultimo atto. Possiamo dire solo questo perché il resto è il solito discorso che ovviamente non ricalca per niente le parole mielose della FIT. In realtà la pillola da mandar giù è molto amara e pensare a un successo era quasi impossibile, e questo non è per voler essere a tutti i costi odiosi e rompipalle, ma semplicemente perché le favole non esistono. Certo è vero che tutto è sempre possibile nel tennis, ma contro Simon, giocatore con una caparbietà che i nostri azzurri nemmeno concepiscono e ultimamente molto in forma, l'unica speranza sarebbe stata un miracolo. E' sufficiente ripercorrere il match per rendersene conto. Fabio ha giocato il suo tennis provando a fare la partita, di più non poteva togliere fuori, ma è bastato al francese prendergli le misure per due game ed ecco che senza troppa fatica ha girato il match come ha voluto. In casa FIT i successi al maschile che contano, solo in rarissimi casi sono veritieri, nella maggior parte delle volte sono dovuti a una giornata storta del big di turno. Questa è l'amara verità.
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domenica 29 aprile 2012
Prima finale ATP in carriera per Fabio Fognini, a Barcellona un classico Nadal-Ferrer
E bravo Fabio. Abbiamo sempre sostenuto che Fognini fosse un giocatore in grado di lottare per una posizione più onorevole di classifica, ma vuoi per il carattere un po' altalenante, vuoi per gli infortuni, il ligure, salvo il Roland Garros dello scorso anno, ancora non era riuscito a dimostrare a pieno le sue buone capacità. Finalmente è arrivata la prima finale in un torneo ATP, il 250 di Bucarest, che va bene non sarà Roma o Montecarlo, ma per iniziare non guasta. Ci è arrivato sfruttando un buon tabellone, cosa che non capita spesso agli italiani, bravissimi a complicarsi la vita da soli come nessun altro. Ieri ha battuto la meteora Attila Balazs, ungherese di 24 anni che ancora non abbiamo capito se abbia tolto dal cilindro il torneo della vita e se sia un tennista in ascesa. La posizione occupata nel ranking, #450, ci fa propendere per la prima ipotesi, soprattutto dopo averlo visto giocare la semifinale contro l'azzurro. Fognini l'ha schiantato, 6-3 6-1, mandandolo a fare il "flagello di Dio" da un'altra parte.
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sabato 28 aprile 2012
Fognini si aggiudica il derby a Bucarest, Murray saluta Barcellona
E' sempre bello vederlo con questa faccia e sicuramente l'attuale cura Lendl non servirà a togliergliela nei momenti importanti. Ieri Andy Murray, con nostra somma gioia, ha salutato il torneo di Barcellona per mano di Raonic (6-4 7-6) e, contando che la terra è abbastanza indigesta al canadese, per il decespugliato c'è da preoccuparsi e farsi un bell'esame di coscienza. Sia chiaro, su questi lidi il concetto di simpatico o antipatico "a pelle" non esiste e infatti se bistrattiamo Murray e godiamo delle sue sconfitte è solo perché lo scozzese si ostina a giocare un tennis inguardabile, se paragonato a quello che lui potrebbe veramente fare. Andy col tempo ha subito un'involuzione, sta entrando in un tunnel senza uscita e se non si deciderà a cambiare registro finirà la sua carriera da eterno inconcludente. In una situazione di tennis "sano" la sua quarta piazza verrebbe messa fortemente in discussione dai pretendenti alle spalle, ma se questo non è mai successo seriamente, deve ringraziare il fatto che dietro di lui c'è Ferrer, il quale non non arriverà mai a pallettare quanto lo scozzese per batterlo, e vari ed eventuali tennisti col loro neurone freelance, maestri nell'arte dell'auto-eliminazione.
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venerdì 27 aprile 2012
Derby azzurro a Bucarest, mentre a Barcellona tutto nella norma
Breve sunto di quanto visto ieri nei due tornei della settimana prima dell'evento tennistico dell'anno, il derby tra Fognini e Seppi previsto a Bucarest e programmato nel campo 2, unico match dei quarti non sul Centrale. E pensare che con tutta la buona volontà Supertennis aveva anche provato ad acquistare l'evento, dando in pompa magna l'annuncio sulla sua pagina ufficiale di Facebook (poi cancellato), peccato che poi i simpatici rumeni abbiano deciso di sistemare gli azzurri sul campo 2, lasciando invece l'onore del campo principale, oltre che a Simon-Kubot, scelta a nostro avviso dovuta in virtù della prima testa di serie assegnata al francese, anche a Malisse-Balasz e a Brands-Bachinger. Valli a capire.
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