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giovedì 26 aprile 2012

E' tempo di Barcellona, Bucarest e di pagare per vedere Supertennis

Dopo il successo di Nadal a Monte Carlo, che noi suggerivamo di chiamare Monte Rafael, ma subito dopo altri hanno pensato fosse più appropriato Monte Nadal (daje), si volta pagina col 500 di Barcellona e il 250 di Bucarest. Nel torneo iberico svetta in cima alla lista il cyborg, separato dal trofeo da una serie di sessioni di allenamento, inclusa la potenziale finale contro Murray, sempre che il decespugliato ci arrivi. Il torneo romeno invece più che 250 sembra meno di un challenger, con Simon e Mayer che svettano in cima alla entry list. Gli italiani ovviamente hanno deciso di riversarsi in massa in questa nullità, mentre i più intelligenti, Cipolla e Lorenzi, hanno optato per Barcellona, ricevendo come premio un ingiusto derby che significava la possibilità di andare avanti solo a uno dei due.

domenica 22 aprile 2012

E' ancora Monte Rafael: Djokovic annientato sulla palude monegasca

Si è interrotta la collezione di piattini che Djokovic ha sadicamente rifilato a Nadal nelle ultime 7 finali. Il maiorchino ha "fatto notizia" battendo finalmente il suo peggior incubo Nole, non in un torneo qualunque, ma a Monte Carlo, feudo ormai spagnolo e intoccabile. Nel principato monegasco suona quindi per 8 anni la solita musica e sarebbe anche ora di cambiare disco! Sappiamo benissimo che ora i tifosi dello spagnolo saranno in totale estasi, abbandonati da ogni spiraglio di obiettività, e sappiamo anche che non gradiranno certo il resto di questo post. Pazienza, non ci paga nessuno per essere di parte, noi scriviamo quello che vediamo. Il punteggio è senza dubbio schiacciante, ma la realtà dei fatti è che Nadal non ha per niente vinto conducendo il carro dall'inizio alla fine e piallando il serbo senza farlo fiatare come recita il 6-3 6-1. E' sicuramente sempre stato in vantaggio nel punteggio e non ha mai sofferto, è risultato il solito spagnolo instancabile, corridore e pigliatutto,  spesso baciato dalla fortuna (perso il conto delle stecche mandate in campo), capace di chiudere il punto quando strettamente necessario farlo, ma nella maggior parte dei casi omaggiato dall'errore gratuito dell'avversario, che come sempre capita all'ennesimo vincente rimandato in campo perde la pazienza e sbaglia.

sabato 21 aprile 2012

Djokovic all'assalto del feudo di Nadal. In Fed Cup azzurre sull'orlo del baratro

Arieccoli. Vi erano mancati? A noi no. I tornei americani di Indian Wells e Miami erano stati una piacevole eccezione alla saga che ha contraddistinto gli ultimi dodici mesi di tennis, ma domenica sul centrale del Principato sarà nuovamente Djokovic-Nadal. Al maiorchino sono oramai rimasti due feudi nel circuito, Parigi e Montecarlo (oltre a Barcellona, quando ci va, ma è pur sempre un torneo decisamente inferiore per prestigio), e domani Djokovic andrà all'assalto proprio del trofeo del monegasco, uno dei pochi che ancora gli mancano. I due rivali sono giunti in finale dopo due semifinali piuttosto diverse, più combattuta quella del serbo, sofferta solo nel primo set quella di Nadal.

venerdì 20 aprile 2012

Montecarlo: Berdych sorprende Murray e trova Nole. L'altra semi sarà Nadal-Simon

Giornata con qualche piccola sorpresa quella vissuta oggi all'ombra del Principato. La prima, lieta, è giunta in tarda mattinata, quando uno spettacolare Tomas Berdych, sceso in campo con tutti i neuroni al posto giusto, si è disfatto in tre set di Andy Murray dopo quasi tre ore di partita e con il punteggio di 6-7 6-2 6-3. Dopo aver fatto la ola da soli nel nostro soggiorno per festeggiare, abbiamo cercato di capire i motivi di questo piacevole risultato. Semplice. Il ceco ha giocato benissimo, ha piazzato vincenti appena ha potuto e non si è lasciato imbrigliare dalla solita tattica pallettara di Murray, che oggi a dire il vero si è anche prodotto in qualche piacevole punto soprattutto nelle palle break del primo set, in particolar modo con il drop, tanto da farci pensare che anche lo scozzese fosse entrato a far parte della setta del Guru (pensato solo per qualche frazione di secondo ovviamente, poi ci siamo fustigati col cilicio per aver osato farlo). L'allievo di Lendl, che qui vediamo nella sua espressione più simpatica mentre osserva il suo pupillo perdere, ha commesso una lunga serie di errori per lui inusuali, tanto da meritare ampiamente la prenotazione aerea anticipata per il rientro a casa. Niente Murray-Djokovic quindi, come i tifosi più incalliti di Nadal speravano ardentemente.

giovedì 19 aprile 2012

Montecarlo: un Djokovic affranto batte Dolgo e dedica la vittoria al nonno. Avanti tutti i favoriti

Giornata strana quella vissuta oggi a Montecarlo. Poco prima di pranzo è giunta la triste notizia della scomparsa del nonno di Djokovic, che sicuramente non poteva non condizionare l'animo del numero uno del mondo e di conseguenza tutta l'atmosfera del torneo. Il match di Nole era però il più atteso della giornata, perché opposto al genio Dolgopolov, quindi tutti si aspettavano magie e spettacolo. Invece niente di tutto questo, il serbo è sceso in campo scuro in volto, ha perso il primo set sparacchiando di rabbia le palle qua e là con l'ucraino che ha dominato facilmente il primo parziale. Dolgopolov, come spesso gli capita, si è all'improvviso spento e, dopo aver vinto il primo 6-2, nel secondo anziché chiudere la pratica ha sbagliato tutto, tanto da cedere il parziale per 6-1. Dopo una pausa per pioggia (grande protagonista della giornata), in campo è tornato il solito Djokovic e Dolgopolov ha così potuto deliziare i suoi fan, sempre più numerosi a quanto pare, solo con qualche perla sporadica, lasciando il match nelle mani del serbo. Il can che dorme, pur con il cuore a pezzi, si è svegliato fino al 6-4 conclusivo, con il quale  ha potuto dedicare la vittoria al nonno e andarsene dal campo in lacrime, senza troppe scene.

mercoledì 18 aprile 2012

A Monte Carlo il movimento si è ammalato. Dolgopolov regala un sorriso facendo piangere Tomic

Chiuso il mercoledì da leoni il tabellone di Montecarlo si è allineato agli ottavi di finale. Iniziano quindi domani le fasi veramente calde del torneo monegasco, con alcune sfide che promettono qualcosa di buono. Oggi hanno fatto il loro esordio le prime due teste di serie, che hanno portato a casa il successo senza particolari patemi. Sono stati coadiuvati anche dal fatto che i loro avversari al massimo potrebbero fare loro da sparring domenicale. La vittima sacrificale di Nadal è stata Nieminen che ha potuto godere solo in rarissimi 15 del fatto di essere mancino e quindi annientare qualche tattica cara al maiorchino come i topponi di dritto sul rovescio dell'avversario immancabili. Per lo spagnolo alla fine un semplice 6-4 6-3, qualche infarto di gioia per i tifosi e turno a casa. La stessa identica cosa possiamo dire del serbo, per lui un turno di allenamento contro Seppi. Non diteci che siamo cattivi, ma l'eliminazione era inevitabile e anzi, oggi il Terminator di Caldaro ha anche giocato bene, peccato che queste performance da incorniciare, arrivino sempre quando matematicamente non servono a niente. Il risvolto più amaro è che il fallimento di Andreas per 6-1 6-4, è stato solo il LA per un disastro a catena di tutti gli altri italiani in gara.

martedì 17 aprile 2012

Nonostante la nuvola scura Bolelli, il cielo è azzurro sopra Monte Carlo

Il movimento erutta di salute! Siamo solo noi stupidi infedeli a non volerlo ammettere, e oggi, 17 aprile 2012 - data da tatuarsi direttamente nelle vene con un pugnale incandescente - ben 4 di 6 italiani hanno passato il primo turno a Monte Carlo... e Giannessi non è andato oltre solo perché sconfitto nel derby contro Volandri, quindi non si poteva proprio chiedere di meglio! L'unico vero fallimento è stato quello di Bolelli, ma ora i siti dedicati che accendono la passione si concorderanno nello scrivere che comunque non c'era niente da fare contro Cilic ex-top ten o semplicemente rinnegheranno il figliol prodigo. Mai diranno che il croato in realtà è un ex campione in un periodo di disperazione o ancora meglio il bolognese è in un perenne discesa da oramai qualche anno. Ma chi se ne frega, è festa, facciamo i trenini finché siamo in tempo!