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domenica 6 marzo 2011

Coppa Davis: finalmente è finita!

La settimana di pausa si è conclusa con il week-end Davis e sinceramente nessuno ne sentiva la necessità.

Partiamo dalla Spagna, il risultato più scontato. Dai nomi in gioco era normale che arrivasse ai 3 punti nel secondo giorno e visto che ce n'era la possibilità,  Nadal ne ha approfittato per farsi un altro allenamento e Feliciano Lopez per allargare la collezione 2011 e perdere anche da Darcis. Poca gloria in casa per la squadra belga. C'è da dire che molto intelligentemente hanno proposto un campo più lento della terra. Ci vuole impegno per prendere certe decisioni. Segue a ruota nella noia l'Argentina che alla Romania ha lasciato solo il punto di Ungur (si, proprio lui) contro Monaco, ma essendo in casa è una cosa ovvia fare di tutto per regalare la massima festa ai propri sostenitori.

mercoledì 2 marzo 2011

L'importanza di chiamarsi Ernests

Quel birichino di Ernests è nato nell'88 a Riga. Di cittadinanza lettone e portafoglio probabilmente svizzero, venne alla luce in un jet privato e la prima cosa che fece una volta aperti gli occhi è stata quella di licenziare l'ostetrica e mandare via tutti perché voleva stare da solo. Li obbligò a buttarsi col paracadute dall'aereo, ma prima volle un ciuccio tempestato di diamanti perché quelli di gomma non facevano per lui.
Le sofferenze per la madre non tardarono ad arrivare. Infatti, una volta atterrati e recati nell'ospedale più costoso della città, Gulbis si rifiutò di mangiare perché la genitrice non aveva la quarta. Il piccolo decise di fare un concorso di Miss Mamma, tra quelle che avevano appena partorito in ospedale, in modo che potesse scegliere quella che gli andava più a genio.
A un anno gli venne regalata la sua prima carta di credito con budget illimitato, che riuscì ad azzerare (non sappiamo come) nel giro di due giorni. Il padre placò i capricci per l'inconveniente rassicurandolo sul fatto che tanto il giorno dopo le entrate familiari sarebbero state tali da permettergli di spendere il doppio di quello che aveva già fatto fuori.

sabato 26 febbraio 2011

Djokovic conferma Dubai, Federer non pervenuto

In una giornata inesorabilmente segnata dalla sconfitta di Dolgopolov ad Acapulco, non ci interessa per mano di chi, si è giunti all'epilogo a Dubai con la semifinale tra Djokovic e Federer.
Lo svizzero, irriconoscibile, praticamente sembrava nemmeno si fosse presentato in campo. Totale distacco dalla partita e totale assenza di testa (nella foto sulla sinistra). Sicuramente era ancora distratto dai giochini fatti ieri notte con Mirka, un bocconcino niente male, in cui lei si divertiva a sculacciarlo mentre lui si contorceva in veste di sceicco. Uno spettacolo che non vi dico e non vogliamo nemmeno immaginare.
Il serbo invece sembrava tutt'altro che distratto da altri pensieri per la testa, anzi a dire il vero è da un po' che non sembra distrarsi e nonostante in questo stesso torneo più volte abbia provato a perdere punti, li ha sempre recuperati in totale controllo. Ecco che quindi si registra la seconda sconfitta consecutiva di Federer per mano di Djokovic in una partita che se la dovessimo riassumere sarebbe così:

Dubai: epilogo Federer-Djokovic. Ad Acapulco Dolgopolov eliminato da Ferrer

Nella giornata di ieri del poverissimo torneo di Dubai, dedicata alle semifinali, non ci aspettavamo nulla di buono, e purtroppo le nostre tristi aspettative sono state mestamente rispettate. Non che potessimo sperare in chissà quali sorprese, ma perlomeno un pizzico di pathos in più avremmo voluto viverlo, invece sia Djokovic-Berdych che Gasquet-Federer ci hanno fatto assopire quasi quanto una qualsiasi puntata di Porta a Porta.

E dire che la sfida tra il clown serbo e l'eterno incompiuto ceco era partita piuttosto bene. Berdych zitto zitto ha tenuto il servizio per tutto il primo set con una certa autorevolezza, guadagnando meritatamente il tie-break. Qui ha mazzolato a dovere il suo avversario fino a portare a casa la prima partita. La grazia del ceco, a cui va sempre tutta la nostra stima per le qualità estetiche della fidanzata, è durata troppo poco, complice anche un infortunio che ha iniziato a segnare il suo match fin da metà secondo set. Djokovic, che non avrà la stessa sete di sangue di Soderling ma appena vede la preda soffrire infierisce senza ritegno, ha pensato bene di approfittare del momento no del suo avversario per pareggiare velocemente i conti sul 6-2. Nel parziale decisivo Berdych ha provato a giocare, ma sotto con il punteggio di 4-2 ha preferito stringere la mano al suo avversario e abbandonare velocemente il campo a testa bassa. Peccato. Forse con il ceco privo di problemi avremmo potuto anche assistere a un piccola sorpresa, e invece all'epilogo del torneo ci ritroviamo il serbo, che a Dubai deve difendere il successo dello scorso anno.

giovedì 24 febbraio 2011

Nessuno scossone a Dubai, Dolgopolov in semifinale ad Acapulco

Ci siamo lasciati con la vittoria di Berdych su Petzschner, tennista tedesco dal cognome disturbante per noi che ogni volta dobbiamo scriverlo. Per il resto il ceco non è stato disturbato più di tanto in quanto breakkandolo nei game decisivi ha vinto 7-5 6-4.

E' seguito il match tra Djokovic e Mayer. Indubbio l'inizio dell'anno scoppiettante per il tedesco e oggi ci è mancato poco che il primo set non lo portasse a casa, infatti, avanti di un break dal primo set, ha gestito il vantaggio fino al 5-3 quando è morto in tutti i sensi concedendosi per 7-5 6-1. Niente miracolo.

Dopo la pausa si sono presentati sul centrale di Dubai Federer e Stakhovsky, altro giocatore dal cognome disturbante. Si chiamassero tutti Lu, sarebbe più semplice per noi. Anche se lo svizzero ha fatto il minimo indispensabile per vincere, l'ucraino ha dimostrato un tennis piacevole, ma come al solito di una solidità pari a quella delle ginocchia di Simon. La vittoria di ieri contro Gulbis non fa testo, sarebbe come battere Seppi e sentirsi forti.
A proposito, dalla settimana prossima il lettone e l'altoatesino saranno i protagonisti della pubblicità del gratta e vinci "Ti piace vincere facile?"

A Dubai poche sorprese tranne il tennis di Lopez, ma non basta. Acapulco perde gli italiani, tutto nella norma

Salve tennis dipendenti!
Oggi, per la gioia dei terraioli partiamo da Acapulco dove tutti gli italiani hanno perso, Fognini è stato l'unico che si è differenziato per avere messo in difficoltà Wawrinka, ma niente da fare. Dolgopolov invece sta continuando il suo cammino, speriamo arrivi in finale, mentre Verdasco ha perso al primo turno il che fa questo torneo quasi interessante.

Ok, è stata dura parlare di Acapulco con amore e didascalia, ma ora possiamo passare a Dubai dove non è che si stia assistendo a meraviglie, ma almeno non c'è Ferrer o Almagro e non è poco.
Federer sta avanzando incontrastato e se nell'esordio ha giocato in ciabatte, nel secondo match contro Granollers almeno le scarpe se le è messe, ma senza rovinarle troppo e portando a casa l'incontro 6-3 6-4. Su queste partite c'è poco da dire e anche se può sembrare che l'avversario giochi partita pari, in realtà è solo perchè lo svizzero fa il suo bel break e si accontenta di tenere il servizio per non sprecare energie.

martedì 22 febbraio 2011

A Dubai fioccano gli infortuni, Federer torna sui campi da tennis, Simon vince finalmente contro Youzhny pallettando

Questa settimana il tennis internazionale è approdato nella povera Dubai, talmente povera che le persone si devono vestire con le lenzuola (non fa ridere, ma confido in quelli che hanno riso col film di Checco Zalone).

Stamattina sono scesi in campo Djokovic e Llodra dando vita a un match tutto sommato poco interessante. Era meglio quando il serbo si dilettava nel complicarsi la vita lasciando vantaggi ai suoi avversari e trovandosi costretto a rimonte avvincenti (o sconfitte). Ora invece, dopo tre game, impone subito la sua supremazia e la partita si chiude. Oggi è andata proprio così infatti il francese non ha avuto nemmeno il tempo di entrare in campo e la sua sconfitta è stata semplice 6-3 6-3. In pratica adesso per aspirare alla prima piazza bisogna essere noiosi. C'è seriamente qualcosa che non va.