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lunedì 9 maggio 2011

Internazionali d'Italia tra vento, sfide televisive, Walk Over, Lucky Loser e Potito

Dopo la domenica di warm up eccoci entrati nel vivo degli internazionali d'Italia 2011. La giornata si è aperta all'insegna del vento che, oltre a sollevare la terra rossa, tanto da sbiancare i campi, ha fatto volare via anche Roddick che, in apertura di giornata, ha dato dimostrazione dell'imbarazzante preparazione in vista del Roland Garros e, di fronte a Pong Simon, ha mestamente alzato bandiera bianca in poco più di un'ora con un doppio 6-3. Non si può certo dire lo stesso del suo connazionale, nonché attuale numero uno americano, Fish che credendoci (essendo in Italia è stato contagiato dal tormentone) ha rimontato contro Giraldo, la semi-rivelazione dell'anno scorso, battendolo al terzo 4-6 6-2 6-2.

Roma: Internazionali d'Italia 2011

Il tennis internazionale è sbarcato in Italia con l'immancabile appuntamento al Foro Italico... uau! Stavolta si sono volute fare le cose in grande, talmente in grande che con un abile mossa "all'italiana" il costo dei biglietti è cresciuto a dismisura perché da quest'anno il torneo sarà nella forma combined. Ahhhh! Basta trovare la parola ad effetto e subito tutti ad aprire i portafogli senza sapere che l'aumento del biglietto implica che di tennis se ne vedrà la metà rispetto agli anni precedenti. Paghi di più per avere di meno, un'equazione che solo in Italia funziona e trova modo di essere giustificata col sorriso. Chi ha orecchie per intendere e testa per capire, capisca, noi facciamo il nostro (capo)lavoro e ci dedichiamo alle gioie e dolori del tabellone.

domenica 8 maggio 2011

Madrid: Djokovic batte Nadal anche sulla terra, è lui il nuovo numero 1?

Diciamoci la verità, nonostante lo avesse battuto nelle finali di Indian Wells e Miami, difficilmente pensavamo che Novak Djokovic potesse avere la meglio su Rafael Nadal anche sulla terra, specialmente quella di casa. E invece il serbo, nella finale giocata a Madrid, ha dimostrato ancora una volta al cyborg spagnolo che la festa è finita, facendogli capire di aver trovato definitivamente la formula per disattivare i suoi chip.

Il successo del Djoker è stato chiaro e meritato, giunto dopo aver dominato parte del primo set e dopo aver fatto vedere maggior grinta, concentrazione e voglia di vincere nei momenti importanti, tutti fattori che fino a qualche tempo fa erano considerati ad esclusivo appannaggio del maiorchino. L'inizio della finale è stato addirittura traumatico per l'OGM: Djokovic nel giro di pochi minuti è volato sul 4-0, lasciando ammutolito il pubblico della Caja Magica, accorso in massa per celebrare l'ennesimo successo del suo beniamino e tornato a casa con le pive nel sacco. Il momento nero dello spagnolo è durato però poco, e con la canonica serie di topponi, recuperi assurdi e palombelle cadenti a pizzicare la riga è riuscito a portarsi sul 5 pari, vanificando quanto di buono fatto dal serbo. Una rimonta che avrebbe battuto anche un toro, non Djokovic. Il giullare ha tenuto agevolmente il servizio e sul 6-5 ha attuato la classica tattica del suo avversario, ovvero fare il break nei momenti importanti. Quante volte Nadal ha fatto girare le partite a suo favore sul 5-4 o sul 6-5 e servizio avversario? Migliaia. A Madrid però è avvenuto il contrappasso: primo parziale portato a casa dal serbo per  7-5, e con la bellezza di due nastri a favore. Cose impensabili.

Stesso leitmotiv nel secondo set. Nadal ha continuato a fare il suo gioco, cercando disperatamente la diagonale dritto-rovescio dell'avversario ma dimostrando di non avere ben chiara la differenza tra il rovescio degli altri suoi avversari e quello di Djokovic. Il serbo ha spinto tutto, e il rimbalzo altissimo di Nadal gli ha fatto un baffo, così come avvenuto a Miami e Indian Wells. Sul dritto idem. Nole è stato in grado di controllare quasi sempre il rimbalzo alto e anomalo dei top-spin del maiorchino, dimostrando di aver trovato le chiavi tattiche per contrastarlo, inoltre a ogni servizio ha risposto con un colpo dalla potenza maggiore o uguale a quella della battuta di Rafa, stratosferico. Dopo il break in apertura di Nadal, ottenuto anche grazie a un tweneer che si è alzato a pallonetto per poi spiovere nei pressi della riga (dopo svariati tentativi e anni di fallimenti Nadal è riuscito a giocare un tweener vincente, ora verrà osannato come se avesse fatto chissà cosa, è bene ricordare che ci era già riuscito addirittura Seppi lo scorso anno a Roma contro Murray), Djokovic si è ripreso il servizio, e si è andati on serve fino al 5-4 per il campione di Belgrado. Lì Djokovic ha giocato in maniera superba, volando sullo 0-40 e chiudendo la partita al secondo match-point disponibile, lasciando l'amaro in bocca a Nadal e soprattutto la consapevolezza che anche sulla terra forse il nuovo numero uno è un altro. E sarebbe anche ora.

Madrid: Nadal batte Federer, riuscirà Djokovic a intaccare il dominio dello spagnolo sul rosso?

Nessuna sorpresa, sarà Djokovic-Nadal la finale del Master 1000 di Madrid, l'originalità regna sovrana. Dopo aver assistito alla solita inguardabile partita tra Federer e Nadal, salvo il combattuto primo set (o meglio ultimi 4/5 game), e alla sofferta vittoria di Djokovic contro la sorpresa Bellucci, sarà questo l'epilogo più logico del torneo madrileno.

Nella prima semifinale c'era grande attesa per "el partido", la classica sfida tra Federer e Nadal che a Madrid non manca mai, privilegiati. Non che ci aspettassimo granché, ma abbiamo assistito a un match veramente brutto. Unica nota positiva, Federer non ha necessitato dei soliti pannoloni fin dal primo game, ma finché ha potuto ha combattuto a testa alta, almeno nel primo set, giusto per rendere l'incontro un pizzico più accettabile. Dopo è iniziata la solita sequela di errori dello svizzero, che ieri ha dato l'impressione di non conoscere il significato delle locuzioni "prima di servizio" e "sfruttare le palle break".

sabato 7 maggio 2011

Nadal vs. Federer appuntamento fisso a Madrid, ma Djokovic li attende al varco

Sono ormai tre anni consecutivi che Madrid non pecca con l'appuntamento più caldo di sempre, l'ormai classico Federer vs. Nadal, la sfida sempiterna che contemporaneamente unisce e divide le genti fino alle lacrime. Sappiamo benissimo che finirà in due veloci set per lo spagnolo e a rincarare la dose ci sarà il fatto che si svolge sulla terra di casa. Oro colato per Rafa che per di più comincerà da oggi il suo vero torneo visto che per ora ha incontrato giocatori che non lo potevano impensierire nemmeno per due minuti consecutivi e lo scoglio Del Potro si è dissolto al vento con un provvidenziale forfait. Che culo. Scherzando dicevamo che quest'anno sulla terra l'avrebbero messo direttamente in finale tanto era inutile fargli giocare il resto, ma pensavamo che tra il dire e il fare ci fosse in mezzo il mare, invece con lui sembra (come canta saggiamente Elio) ci sia veramente un piccolo "e il" visto il reale andamento dei fatti. E' stata un po' più complessa la strada per lo svizzero che già dal secondo turno ha rischiato le mutande contro Lopez e ieri ha dovuto impegnarsi non poco con il lanciasassi Soderling. Ma di fronte al classico match dei nostri anni, tutti questi episodi, che dovrebbero caricare Roger e deprimere Rafa si perdono, e avremo in campo un
Nadal carico come un bue infoiato dopo anni di astinenza e un Federer che già dopo il riscaldamento chiederà di andare in bagno per cambiarsi il pannolone. L'esito è scritto anche perché Nadal vorrà dedicare la vittoria a Ballesteros scomparso oggi a soli 54 anni.

venerdì 6 maggio 2011

Madrid: per Murray è crisi nera, Nadal ai quarti senza giocare

Nei giorni scorsi aveva definito il suo un tabellone difficile, evidentemente qualcuno dall'alto lo ha ascoltato. Rafael Nadal, il cyborg del circuito, è approdato ai quarti di finale del Master 1000 di Madrid senza nemmeno scendere in campo visto che colui che sarebbe dovuto essere il suo avversario negli ottavi, Juan Martin Del Potro, ha optato per il ritiro prima del match. Il problema patito all'anca dall'argentino si è rivelato più serio del previsto, tanto da portarlo a rifiutare la wild card concessagli dagli organizzatori degli Internazionali d'Italia, delle quali disquisiremo più in là. Peccato, perché ci eravamo preparati in modalità "frittata di cipolle, birra ghiacciata e rutto libero" in attesa di una sfida che avrebbe potuto regalarci qualche emozione. Così non è stato e Nadal nei quarti giocherà contro Llodra (a proposito, grazie di averci levato dagli zebedei l'inutile Gimeno-Traver), il maiorchino stanotte non ha dormito al solo pensiero.

giovedì 5 maggio 2011

Madrid: tutti i top five presenti all'appello, ma Federer ha rischiato parecchio contro Lopez

Buon giorno a tutti, cari tennis dipendenti. L'atteso mercoledì da leoni è arrivato anche a Madrid, e dopo i por què del martedì, ecco la passerella dei top five al Masters che ha portato l'allineamento del tabellone al terzo turno. Oggi si disputeranno tutti gli ottavi con un order of play che Stepanek a confronto sarebbe gradevole da ammirare anche nelle notti di temporale in mezzo a un cimitero indiano popolato da gufi col vento che fischia tra gli alberi spogli, ma non corriamo e vediamo cosa ci siamo lasciati alle spalle.

La domanda nasce spontanea: è Lopez il giocatore più interessante e gradevole da vedere in un campo da tennis al momento? Anche escludendo la componente sessuale insita nelle nostre care lettrici, la risposta è sì! Il veterano di Toledo, dopo aver impegnato la prima parte della stagione 2011 a collezionare sconfitte con i tennisti più improbabili, ha deciso di cominciare a giocare seriamente (e bene) una volta messi i piedi nella terra rossa, approdando in finale a Belgrado, dopo aver abbattuto terraioli non male, ed essendosi preso mezzo scalpo di Federer ieri sera. Purtroppo l'impresa non è avvenuta e, al terzo tie-break consecutivo, lo svizzero è riuscito a sfruttare quel pizzico di esperienza extra per aggiudicarsi il match. Diciamola tutta, in realtà ha sfruttato anche il pizzico di culo perché quello smash di Lopez sul 5-2 (paragonabile alla famosa voleè di Roddick a Wimbledon) sembra quasi frutto di una sceneggiatura scritta ad hoc, tanto era impossibile sbagliarlo. Veramente peccato, anche per il fatto che stia perdendo punti per i sorteggi sfigati che l'hanno stroncato dal secondo turno (Ferrer a Montecarlo e Federer in questo). Lo sport del diavolo è anche questo. Se continuerà a rimanere costante e sfruttare il periodo positivo sulle superfici veloci, dove dovrebbe esprimere al meglio il suo tennis, qualche buon risultato potrebbe venir fuori. Per ora lo attendiamo a Roma.