Buongiorno a tutti! L'ATP 500 di Barcellona è ormai giunto ai quarti, ma se non si fosse giocato, nessuno ne avrebbe sentito la mancanza. Esageriamo a dire che è uno dei tornei più brutti della storia? Non tanto se si somma la qualità della copertura televisiva, l'order of play, che a definirlo sciagurato è riduttivo e, dulcis in fundo, il risultato già scritto da quando Nadal ha comunicato che avrebbe partecipato.
A peggiorare la situazione ci ha pensato Supertennis che ha trasmesso un documentario su Stefan Edberg prima della diretta tra Hanescu e Ferrer, uccidendo i pochi che avevano optato per la visione del torneo spagnolo.
Fatta questa bella premessa confortante veniamo a noi. Saremo stati volentieri alla larga da questo torneo, se non che c'è stato un piccolo raggio di sole italico, che in perfetto stile compassionevole, si è spento nel momento del bisogno: Simone Vagnozzi. Non è un alieno, tanto meno un astro nascente del tennis italiano su cui riporre le speranze, ma un ormai 28enne che al massimo ha raggiunto la 163esima posizione in carriera. In questo torneo è arrivato magicamente (talmente magicamente che è stato aperto un caso scommesse al quale non ci vogliamo credere, anzi, visti i miliardi che questi strozzini incassano, senza che nessuno indaghi, è pura goduria pensare che qualcuno li abbia gabbati come polli) gli ottavi e, dopo aver portato Ferrero al terzo set (e palla del 4-1 per l'italiano), iniziavano anche le speranze per i quarti puntualmente spente dal matematico break al settimo game, appuntamento al quale i tennisti nostrani non peccano. 7-6 4-6 6-4 e a casa l'ultima speranza italiana a Barcellona. Gli altri erano già deceduti ai primi turni: Cipolla, Starace e Fognini (ritiratosi in vantaggio, proprio contro Vagnozzi, per un infortunio all'anca che non necessita di intervento, ma solo 5 giorni di riposo).
venerdì 22 aprile 2011
Barcellona: Vagnozzi non delude la media dell'italtennis maschile
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domenica 17 aprile 2011
Nadal si aggiudica Montecarlo. Ma veramente?
Salve cari tennis-dipendenti! L'ultima volta ci siamo lasciati con Federer spazzato via da Melzer e con la speranza che l'austriaco buttasse fuori anche Ferrer dal tabellone, ma così non è avvenuto perchè il giorno successivo Jurgen è stato penoso (e utilizziamo questo aggettivo leggero solo perchè gli vogliamo bene). Al pensiero dello spagnolo in finale, è stata forte l'intenzione di vederci l'ultima serie di Sex and the City per punizione, ma all'accensione del lettore DVD è comparso uno strano cartello che recitava "Col cazzo!". Un classico francesismo che non potevamo certo ignorare. Abbiamo quindi ceduto alla seconda semifinale che già sapevamo come sarebbe finita e così è stato. Vittoria di Nadal e a casa lo scozzese che, se proprio aveva intenzione di rinascere contro un top ten, scegliere un torneo sulla terra e Nadal come top ten, non era una decisione felice. Addirittura Murray ha vinto il secondo set, ma anzichè continuare a spingere per approfittare del calo dello spagnolo, si è messo a piagnucolare per il gomito che, vero che gli faceva male dall'inizio della partita, ma chissà perchè se n'è accorto quando non aveva più voglia di giocare. Irrecuperabile.
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venerdì 15 aprile 2011
Il vento spegne il fuoco del re
Salve cari terraioli! Il Masters 1000 di Montecarlo volge al termine e con un colpo di coda ci regala una sorpresa, l'eliminazione del re (daje) Roger Federer che, anche se non ci stupisce tanto perché sulla terra, fa sempre notizia. Fautore di simile capolavoro è stato Melzer, che prima di giungere al principato monegasco si era messo in evidenza con performance di una stupidità quasi imbarazzante. Oggi invece l'austriaco sembrava quello visto l'anno scorso dal Roland Garros in poi. Lo svizzero, essendo sicuramente più tecnico, avrà da recriminare per il forte vento disturbante, che ha tolto la terra dal campo, ma anche Jurgen non è che giocasse in una cupola! 6-1 6-4 e il cioccolataio a casa.
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giovedì 14 aprile 2011
Montecarlo: i francesi fischiano Murray. Da oggi siamo un pochino suoi fan
Per farvi capire quanto siano stati entusiasmanti gli ottavi di finale del Master 1000 di Montecarlo vi diciamo subito che il momento più elettrizzante della giornata è stato quando il pubblico francese, in preda ad un classico attacco di sportività tutta transalpina, ha fischiato Andy Murray durante il match vinto contro Gilles "Pong" Simon. Per il resto le emozioni sono state pari a zero, e i match, a parte forse quello vinto a sorpresa da Gil su Monfils per infortunio del francese, hanno presentato risultati estremamente scontati.
Motivo dei fischi? Andiamo con ordine. In uno delle sue proverbiali pallettaristiche corse l'idolo di casa si è infortunato alla caviglia, chiedendo l'ausilio del fisioterapista. Al che il buon Murray, resosi conto delle condizioni del suo avversario, ha iniziato a giocare diversi drop-shot, secondo noi giustamente, per testare le sue condizioni e costringerlo a sforzare il più possibile la caviglia malandata. Mai l'avesse fatto. Il pubblico a ogni palla corta ha sonoramente fischiato lo scozzese, che da canto suo rispondeva sghignazzando. Ora, primo quando stai male prendi baracca e burattini e te ne vai a casa, poi se proprio te la senti di continuare bisogna accettare che il tuo avversario faccia di tutto per vincere la partita, non puoi certo aspettare che ti accomodi la palla, si sposti e aspetti il tuo vincente. Ragion per cui Murray, che non gode certo delle nostre simpatie, oggi ha guadagnato diversi punti davanti a nostri occhi, in quanto chiunque riesca a far rosicare i francesi è sempre degno della nostra ammirazione. Per la cronaca il match si è chiuso in due set, come tutti gli incontri di giornata (questo per farvi capire il numero delle emozioni) con un doppio 6-3 per il britannico. C'è comunque da riconoscere che probabilmente Andy è stato veramente fortunato perchè, dai primi game, sembrava destinato a perdere o comunque a sudarsela parecchio visto che i due giocavano a specchio e Murray è pur sempre reduce (e nessuno dice che ne sia uscito) da una crisi totale.
Motivo dei fischi? Andiamo con ordine. In uno delle sue proverbiali pallettaristiche corse l'idolo di casa si è infortunato alla caviglia, chiedendo l'ausilio del fisioterapista. Al che il buon Murray, resosi conto delle condizioni del suo avversario, ha iniziato a giocare diversi drop-shot, secondo noi giustamente, per testare le sue condizioni e costringerlo a sforzare il più possibile la caviglia malandata. Mai l'avesse fatto. Il pubblico a ogni palla corta ha sonoramente fischiato lo scozzese, che da canto suo rispondeva sghignazzando. Ora, primo quando stai male prendi baracca e burattini e te ne vai a casa, poi se proprio te la senti di continuare bisogna accettare che il tuo avversario faccia di tutto per vincere la partita, non puoi certo aspettare che ti accomodi la palla, si sposti e aspetti il tuo vincente. Ragion per cui Murray, che non gode certo delle nostre simpatie, oggi ha guadagnato diversi punti davanti a nostri occhi, in quanto chiunque riesca a far rosicare i francesi è sempre degno della nostra ammirazione. Per la cronaca il match si è chiuso in due set, come tutti gli incontri di giornata (questo per farvi capire il numero delle emozioni) con un doppio 6-3 per il britannico. C'è comunque da riconoscere che probabilmente Andy è stato veramente fortunato perchè, dai primi game, sembrava destinato a perdere o comunque a sudarsela parecchio visto che i due giocavano a specchio e Murray è pur sempre reduce (e nessuno dice che ne sia uscito) da una crisi totale.
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mercoledì 13 aprile 2011
Montecarlo: ciao Fognini. La pallettarità regna sovrana
Visto l'altissimo tasso di pallettarità registrato oggi a Montecarlo avremmo preferito non fare il nostro consueto resoconto sulla giornata, ma dato che il Parlamento, mentre il Paese tra disoccupazione, evasione fiscale, immigrati e criminalità è allo sfascio, ha deciso di approvare l'utilissimo processo breve, anche noi oggi ci adeguiamo e scriviamo questo post breve.
Nei campi del Principato, dicevamo, si è assistito a dei match che anche con tutta la passione che nutriamo per questo sport, abbiamo faticato a seguire. Partiamo però dall'ultimo azzurro superstite del tabellone, Fabio Fognini. L'occasione era buona per conquistare gli ottavi, ma da bravo italiano il ligure se l'è fatta sfuggire perdendo 6-3, 4-6, 6-4 da Troicki, non certo un fenomeno sul rosso. Fognini aveva tutto il pubblico a favore, giocando a pochi chilometri dalla sua Arma di Taggia, ma nonostante questo, non è riuscito ad avere la meglio sul serbo. Siamo mesi che diciamo che Fognini possa meritare le prime 30 posizioni del mondo, dopo questo primo scampolo di 2011 però l'opinione cambia: l'idea è che, sempre se tutto andrà bene, veleggerà sempre intorno alla 50esima posizione, con buona pace dei suoi estimatori. Non male per carità, ma visto che siamo 30 anni in attesa di un top player avremmo gradito qualcosina in più. Semplicemente ci eravamo sbagliati. Lieti ovviamente di essere smentiti, ma fino a che continuerà a racimolare solo qualche turno qua e là difficilmente avremmo torto.
Nei campi del Principato, dicevamo, si è assistito a dei match che anche con tutta la passione che nutriamo per questo sport, abbiamo faticato a seguire. Partiamo però dall'ultimo azzurro superstite del tabellone, Fabio Fognini. L'occasione era buona per conquistare gli ottavi, ma da bravo italiano il ligure se l'è fatta sfuggire perdendo 6-3, 4-6, 6-4 da Troicki, non certo un fenomeno sul rosso. Fognini aveva tutto il pubblico a favore, giocando a pochi chilometri dalla sua Arma di Taggia, ma nonostante questo, non è riuscito ad avere la meglio sul serbo. Siamo mesi che diciamo che Fognini possa meritare le prime 30 posizioni del mondo, dopo questo primo scampolo di 2011 però l'opinione cambia: l'idea è che, sempre se tutto andrà bene, veleggerà sempre intorno alla 50esima posizione, con buona pace dei suoi estimatori. Non male per carità, ma visto che siamo 30 anni in attesa di un top player avremmo gradito qualcosina in più. Semplicemente ci eravamo sbagliati. Lieti ovviamente di essere smentiti, ma fino a che continuerà a racimolare solo qualche turno qua e là difficilmente avremmo torto.
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martedì 12 aprile 2011
Montecarlo: Fognini avanti tutta, Starace KO
Cari malati di tennis, vi state abituando alla terra rossa? Noi no! Nonostante questo con tanto amore continuiamo a seguire il torneo di Montecarlo, che nella sua terza giornata ci ha offerto alcuni buoni spunti.
Partiamo da Fognini. Il ligure un po' matto ha battuto Kevin Anderson 3-6, 6-2, 6-2, iniziando quindi male il match, ma recuperando a pieno nei parziali successivi. Certo il suo avversario è sembrato patire parecchio lo sbalzo dalle superfici simil-veloci americane alla terra lentissima di Montecarlo, ma Fabio è stato bravo a prendere in mano le redini del gioco e a condurre la partita a suo favore dal secondo parziale in poi. Giocasse sempre così la sua classifica assumerebbe contorni più piacevoli, per cui è pregato di continuare già dal prossimo incontro con Troicki, che sul rosso è tutt'altro che un fulmine di guerra. L'altro azzurro in campo oggi, Potito Starace, ci ha ricordato quando sia doloroso tifare per i colori azzurri. Il campano, forse stanco per la finale conquistata la scorsa settimana a Casablanca, aveva iniziato bene contro lo spagnolo Pere Riba, vincendo il primo set, ma, forse per stanchezza, si è fatto rimontare fino al conclusivo 4-6, 6-3, 6-3.
Partiamo da Fognini. Il ligure un po' matto ha battuto Kevin Anderson 3-6, 6-2, 6-2, iniziando quindi male il match, ma recuperando a pieno nei parziali successivi. Certo il suo avversario è sembrato patire parecchio lo sbalzo dalle superfici simil-veloci americane alla terra lentissima di Montecarlo, ma Fabio è stato bravo a prendere in mano le redini del gioco e a condurre la partita a suo favore dal secondo parziale in poi. Giocasse sempre così la sua classifica assumerebbe contorni più piacevoli, per cui è pregato di continuare già dal prossimo incontro con Troicki, che sul rosso è tutt'altro che un fulmine di guerra. L'altro azzurro in campo oggi, Potito Starace, ci ha ricordato quando sia doloroso tifare per i colori azzurri. Il campano, forse stanco per la finale conquistata la scorsa settimana a Casablanca, aveva iniziato bene contro lo spagnolo Pere Riba, vincendo il primo set, ma, forse per stanchezza, si è fatto rimontare fino al conclusivo 4-6, 6-3, 6-3.
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lunedì 11 aprile 2011
Archiviati Casablanca e Houston, si parte a Montecarlo
Con il Master 1000 di Montecarlo sono partiti i classici tre mesi di tennis sul rosso che ci accompagneranno fino al Roland Garros. Possiamo essere sinceri? Non ne non ne sentivamo il bisogno! Ma prima di partire in quarta con quanto accaduto nel Principato, vediamo di concludere il discorso riguardante due ATP 250 che abbiamo seguito la settimana scorsa. Ci eravamo lasciati con le grandi speranze riposte in Potito Starace, finalista a Casablanca, speranze maturate dal fatto che contro di lui avrebbe giocato Pablo Andujar, buon tennista ma non un nome di spicco. Ora, va bene che l'avversario era uno spagnolo e che quindi sulla terra si trova divinamente, va bene anche che Potito arrivava da due sfide durissime di oltre due ore l'una (contro Simon e Hanescu), va bene infine che gli italiani nei momenti chiave si dissolvono, ma arrivare a pensare che il campano non scendesse nemmeno in campo era dura anche per noi, che solitamente spiattelliamo senza peli sulla lingua la manifesta inferiorità dell'Italtennis maschile rispetto al resto del mondo. Nonostante ci potessero essere molti fattori penalizzanti per Poto, che era pur sempre forte del 5-0 sugli scontri diretti, a stento il match ha superato l'ora e 20 minuti. Andujar ha letteralmente fatto quello che voleva e Starace non ha mai dato segni di una convinta reazione. Non sappiamo il motivo, ma probabilmente avere sulle spalle la responsabilità di vincere un torneo del circuito maggiore, che si presenta a un italiano con la stessa frequenza in cui un qualsiasi politico dà le dimissioni, potrebbe essere una buona causa di tutto questo. Punteggio 6-1 6-2 e a casa Potito, anzi più che a casa, volo diretto a Montecarlo dove lo attenderà il qualificato Pere Riba al primo turno.
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