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giovedì 11 novembre 2010

Psycho-Soderling

Il nostro serial killer nasce nel 1984 a Tibro, amena località della foresta svedese che avrebbe potuto salire agli onori della cronaca nera se solo la sua famiglia non avesse dirottato l'istinto omicida di Robin verso lo sport. La disciplina scelta dai suoi genitori per contenere la prepotenza del proprio figliolo è il tennis, sport che permette a due avversari di stare abbastanza lontani da evitare una rissa ma allo stesso tempo consente al giovane bullo di scaricare tutta la sua rabbia scagliando con sadismo dei potentissimi traccianti con i quali poter mettere in serio pericolo l'incolumità del malcapitato di turno.

Il giovane Robin si allena dalla mattina alla sera senza mai fermarsi. La mattina picchiando i suoi compagni di scuola, così, tanto per divertirsi, e la sera cercando di abbattere lo sparring partner di turno il cui destino è quello di essere vittima sacrificale di un potenziale omicida seriale. Lo svedesone cresce, anche troppo, e tra una rissa e l'altra dimostra le sue qualità tennistiche fino ad arrivare al professionismo, quando irrompe nel dorato circuito Atp ansioso di spaccare la faccia a chiunque gli si presenti davanti. Essendo le risse vietate dal regolamento tennistico, cosa che irrita non poco l'indole nevrotica del ragazzo, prova a sfogarsi prendendo in giro i suoi avversari.

Il clou lo raggiunge nel terzo turno del torneo di Wimbledon del 2007, quando Robin, indispettito dai noti tempi biblici che il suo avversario del giorno, nientemeno che Rafael Nadal, impiega per effettuare la battuta, irride l'iberico imitando la smutandata, gesto molto caro al cyborg di Manacor. Per lo svedese arriva poi la sconfitta, ma in conferenza stampa non lesina velate minacce al collega: "Se Nadal ha qualcosa da dirmi venga pure di persona". Nadal crediamo non ci sia andato. Da quel giorno il Ted Bundy di Tibro si guadagna l'appellativo di 'antipatico', cosa che a lui non frega assolutamente nulla; a lui di stare simpatico non interessa proprio.

"Fogna" ci illude, ma la pallettarità ci riporta alla triste realtà

Peccato. E' la classica parola che sentiamo dire non appena un tennista italiano perde una grande occasione cosa che tra l'altro succede da una trentina d'anni. E quale migliore occasione quella avuta ieri da Fognini per togliersi la soddisfazione di battere un top ten e soprattutto levarci dalle scatole quel pallettaro di Ferrer? Il ragazzo di Arma di Taggia ha perso al tie break del terzo set (3-6, 6-4 7-6), ma, bisogna dirlo, giocando un ottimo match mettendo in grande difficoltà uno dei tennisti sfortunatamente più in forma del circuito. Il rammarico, altra parola molto frequente nelle cronache tennistiche riguardanti i colori azzurri al maschile, sta soprattutto in due palle break conescutive non trasformate dal nostro nel terzo set, che avrebbero potuto regalarci la soddisfazione di vedere il principe dei "pasabolas" rispedito a casa da un nostro portacolori. Lo abbiamo già scritto qui e lo ripetiamo, per noi Fognini in prospettiva può stare anche nei trenta, l'anno prossimo sarà il momento di dimostrarlo salendo sui vari treni che gli passeranno davanti.

Oltre al "Fogna" ieri sono scesi in campo diversi big, rispettando tutti gli scontati pronostici. Gasquet, di cui disponiamo dell'esclusiva biografia, è stato sodomizzato dal cioccolataio, mentre hanno vinto tra gli altri anche Roddick (sul lappone Nieminen) , Davydenko (su Bellucci), Murray (su Nalbandian), Djokovic (su Monaco) e Cilic (sul gradevole ma perdente Stakhovsky). Oltre a questi risultati oltremodo prevedibili la giornata di ieri ci ha regalato anche qualche motivo di giubilo, come il successo di Llodra su Isner e quella di Melzer su Giraldo. Da non sottovalutare anche il nostro serial killer preferito che ha traumatizzato Gilles Simon.

E oggi? Il programma come sempre potete vederlo qua. Le speranze per qualche momento di gioia sono da riporre su Gulbis, contro Roddick, e su Melzer, contro Ferrer. Non è il caso di farsi dei film su Llodra, che verrà sadicamente scartavetrato da Djokovic mentre confidiamo in qualche apparizione mistica al chierichetto Cilic contro Andy Murray e mamma annessa.

mercoledì 10 novembre 2010

Bello di papà

Riccardino nasce nell'86 in Francia, sui suoi occhi brillava la stellina del successo.
Il padre istruttore di tennis lo costringe a giocare, gli mette in mano la racchetta, ma il povero cucciolo ha una paresi che non gli permette di fare il dritto, problema che tutt'oggi si porta dietro tanto che ogni volta che tenta un dritto è il panico totale per lui e per il pubblico. In compenso si specializza nel rovescio, caratteristica che lo porterà al fallimento prematuro.
Ma andiamo con calma.
Quando ancora i capelli erano d'oro, il piccolo Riccardo ha bruciato le tappe vincendo titoli con anni d'anticipo rispetto ai diretti avversari e a 9 anni viene messo in copertina su Tennis Magazine e osannato come il campione che la Francia attendeva dopo Noah.
In pratica la Francia stava già festeggiando senza avere il campione (un pò come ha fatto l'Italia con Bolelli, ma questa è un'altra storia), ma il piccolo non tradisce (forse) le aspettative e nel 2002 riesce a esordire nel circuito maggiore, nello stesso anno vince anche gli Open di Francia e gli US open nel circuito giovanile. E' una bomba pronta ad esplodere e la Francia si masturbava mentalmente e fisicamente.

A Bercy big in campo e pronostici chiusi. Fognini sfida Ferrer, avverrà il miracolo?

E un'altra gaudente giornata di tennis anche ieri è scorsa via sui campi di Parigi Bercy. Detto che l'inquadratura del campo 1 è incommentabile, lo spettacolo offerto ieri ha raggiunto sprazzi di bassezza ragguardevoli. Uno dei pochi match che sulla carta avrebbe potuto regalare emozioni, Gulbis-Youzhny, non ha mantenuto le promesse a causa delle cattive condizioni del russo, che ha lasciato quindi via libera al figlio di papà per ritiro. Ci siamo quindi dovuti sorbire qualche quindici tra Querrey e Monaco, con l'argentino che ha impacchettato e rispedito a casa lo yankee, apparso piuttosto spento e quindi il solito Querrey. Nelle altre partite abbiamo goduto della simpatia di Almagro e Stepanek, sfida vinta dal ceco per la gioia degli esteti (tennistici ovviamente). A passare poi sono stati Nalbandian, Stakhovsky, Monfils, Berdych, Simon e Verdasco. Quest'ultimo, con nostra somma gioia, è stato sull'orlo del baratro con Clement (ancora gioca?), ma il francese non ci ha regalato il miracolo e ha subito un sadico 0-6 da parte del non più pompatissimo madrileno.

E veniamo a oggi. Il programma lo potete vedere qui. I match, almeno quelli sul centrale, sembrano avere pronostici abbastanza chiusi, speriamo almeno che Nalbandian possa dare del filo da torcere a Murray e che Gasquet... no vabbè, non riusciamo nemmeno a scriverlo, Gasquet non potrà mai rompere le uova nel paniere al cioccolataio (guardate che foto abbiamo trovato...), verrà bastonato e rispedito a casetta come vuole la tradizione. Lampi italici sul campo 1, dove Fognini affronterà David "corro come un pazzo" Ferrer e presumiamo avrà vita grama contro uno dei tennisti più in forma del momento. Possibile miracolo?

martedì 9 novembre 2010

Bercy, lo scempio di ieri e cosa ci attende oggi

A Parigi-Bercy è in corso un Master 1000 di tennis, anche se di questo sport ieri se n'è vista traccia solamente in prima serata con la sfida tra Riccardino e Nicolas Mahut. Quest'ultimo, ancora stanco dalla maratona di Wimbledon contro Isner, ci ha deliziato con un po' di serve&volley e altre perle varie distribuite nel corso del match, anche se alla fine ha avuto la meglio rovescio d'oro. Giocatori come lui esistono ancora, che il Dio del tennis li conservi sani, visto che è proprio di ieri la notizia che Taylor Dent ha deciso di ritirarsi, evento che meriterebbe un minuto di silenzio su tutti i campi.

Il silenzio invece ieri lo si è vissuto durante il match tra Santiago Giraldo e Thiemo De Bakker, vinto dal primo per 6-7 6-4 7-5. Tre ore di masochismo puro. Chi ha avuto il coraggio di seguire il match ci ha raccontato di alcuni spettatori che in preda alla noia hanno tentato il suicidio. Altri leggevano il giornale mentre altri ancora si sono addormentati, compreso il giudice Layani, sorpreso a russare mentre i due giocatori avevano raggiunto i 652 colpi in un unico scambio. L'antitennis a livello esponenziale, e la brutta notizia è che uno dei due ha vinto e lo rivedremo al secondo turno.

Capitolo italiani. Fabio Fognini ha battuto Berrer mentre Potito Starace, come previsto, ha perso contro Micheal Llodra, altro tennista in via d'estinzione. Fognini come al solito ha alternato momenti di estrema concretezza ad altri di totale estraneità dal match, durante i quali iniziava a guardarsi intorno e a blaterare qualche parolaccia contro il mondo. La nostra opinione è che se avesse una testolina un po' più quadrata potrebbe issarsi tranquillamente tra i primi 30 del mondo e starci con una certa stabilità, ma purtroppo è un tennista italiano e quindi non sarà così. Speriamo che il suo talento non finisca nello scarico del water.

Visto lo scempio di ieri veniamo quindi alla giornata di oggi, che in apertura vedrà la piacevole sfida tra Gulbis e Youzhny, in contemporenea a Monaco-Querrey. Per chi ha Sky (e quindi il doppio canale) sarà come scegliere tra un film di Tarantino e Vacanze di Natale 2000. Il resto della giornata potete benissimo vederlo qua. Match particolarmente interessanti all'orizzonte non ne vediamo, anche se da Almagro-Stepanek potrebbe venire fuori una bella partita oltre che una scazzottata, visto il carattere non propriamente simpatico di entrambi.

lunedì 8 novembre 2010

RAI – Radiotelevisione Italiana

Quando ero piccolo ho conosciuto il tennis grazie alla RAI con le partite commentate da Galeazzi.
Mandavano solo partite sulla terra battuta per cui trasmettevano esclusivamente in primavera e nello specifico Roma e Roland Garros.
Non capivo e tutt'ora non capisco perchè mandassero solo partite sul rosso (se qualcuno lo sa me lo dica grazie). Raramente mandavano una finale a caso di qualche torneo minore italiano rigorosamente sulla terra. Ma perchè?
Nel mio piccolo mondo di 5 anni minimamente pensavo che esistessero anche altri tornei in un anno e non avendo nemmeno internet, non c'era proprio possibilità di sapere niente oltre a quello che si diceva in RAI, se non grazie a una rivista (di cui non ricordo il nome) che mi mandavano mensilmente dalla scuola tennis e dalla quale potevo scoprire i vari tennisti e che esistevano tornei tutto l'anno, abbondantemente ignorati dalla RAI senza motivo.
Arrivò quindi questo Tele+2, che non ricordo bene cosa faceva per la maggiore (presumo sport), ma la cosa più importante era che dava anche il tennis che non era sulla terra!! Wimbledon finalmente!! US Open finalmente!! Inoltre capitavano nelle vacanze estive così mi potevo vedere tutto! Ma proprio tutto, tanto che mia madre stava iniziando a preoccuparsi trovandomi fisso alla TV a vedere il tennis in diretta e in replica.
Si, ero proprio fissato!
Poi sono cresciuto e mi sono adattato riuscendo a seguire coscientemente questo sport sulle varie payTV e internet, ho assistito pian piano all'avvicendarsi e alla crescita dei vari commentatori sempre più competenti, nonostante Clerici e Tommasi mi abbiano fatto da baby sitter, ho visto i progressi nel gioco, i nuovi giocatori, il miglioramento delle immagini e della qualità visiva per godere al meglio le partite e ora arrivo addirittura a vedermi il tennis in HD, con la possibilità di scegliere col telecomando il campo che voglio vedere e tutto seduto in poltrona.
Poi, a distanza di decenni, ho rivisto il tennis sulla RAI: la finale di FED Cup
E' stato emozionante perchè tra enfasi nel commento, competenza, immagini, collegamenti in studio, interviste ai protagonisti e notizie riportate, sembrava proprio di essere tornati indietro di 30 anni...

domenica 7 novembre 2010

La più bella notizia dell'anno


La notizia sicuramente più interessante dell'anno è che: Ana Ivanovic vince più che strameritatissimamente il Master WTA di Bali, da oggi senza dubbio più interessante di quello di Doha, battendo in finale una tennista di cui non ci interessa minimamente il nome, asfaltandola per 7-5 nel tie break del secondo set.
Bravissima.